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AMERICA FERRERA
Evviva le bruttine!


Con il ruolo di Betty Suarez, la protagonista del telefilm Ugly Betty (in onda il martedì sera su Italia 1), ha confermato che per avere successo nella vita non è necessario essere belle. Con il suo apparecchio sui denti, Betty Suarez ha conquistato il pubblico televisivo in molti Paesi. Nei suoi panni, l’attrice America Ferrera, nata a Los Angeles il 18 aprile 1984. Il suo primo film, Le donne vere hanno le curve, è del 2002.
 

  
America, che cosa pensi di Betty, il tuo personaggio?

È una ragazza intelligente e preparata che, proprio per le sue qualità, sa affermarsi nel mondo del lavoro.

È la classica "bruttina": secondo te l’aspetto fisico conta così tanto?

Sono convinta che se una persona sta bene con sé stessa, e quindi si piace, sta bene con tutti. Io non sono una top model, sono alta solo un metro e 55… però sono felice.

Sei fidanzata?

Sì, con Ryan. Ci siamo conosciuti all’Università.

Quando hai iniziato a recitare?

A 8 anni. Ho sempre avuto un carattere spigliato e non ho fatto fatica a inserirmi nelle compagnie teatrali scolastiche.

Perché ti chiami America?

I miei genitori sono originari dell’Honduras. Emigrare negli Stati Uniti ha dato loro l’opportunità di trovare lavoro, mantenere i figli e farli studiare. Il mio nome è come un "riconoscimento" che i loro sogni si sono avverati.

Quanti fratelli hai?

Sono l’ultima di sei figli. In famiglia sono stata molto coccolata da tutti, proprio perché la più piccola di casa.

Per Ugly Betty hai anche vinto il Golden Globe…

Ho dedicato il premio alla mamma, che ha fatto tanti sacrifici per darci la possibilità di realizzare le nostre ambizioni.

Programmi futuri?

Lavoro, lavoro, lavoro. La terza serie di Ugly Betty e un nuovo film, Invisible sign of my own

Ci anticipi qualcosa?

È la storia di Mona Gray, una ventenne che quand’era piccola si è aggrappata alla matematica per superare il dolore causatole dalla malattia del padre. Cresciuta, insegna (matematica, ovviamente) alle elementari e cerca di aiutare i propri alunni ad affrontare i vari problemi.

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Il Giornalino n. 33 del 17-8-2008
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