ALLA
PARI CON I MAESTRI
Gli
azzurri del rugby alla prova del Sei Nazioni. Basterà il cuore?
Come ogni anno, parte a
febbraio il Sei Nazioni, il più prestigioso (e più antico) torneo
di rugby. E come ogni anno, siamo qui a chiederci: vinceranno
qualche partita gli azzurri? Eviteranno il cucchiaio di legno,
simbolo della sconfitta e dell’ultimo posto nel girone, o il
"cappotto" giungerà inesorabile?

Da quando l’Italia del
rugby è stata ammessa nell’Olimpo del Cinque Nazioni (che così
è diventato Sei Nazioni), l’obiettivo è sempre stato quello di
evitare l’ultimo posto. Dall’edizione del 2000, la prima che ha
visto la partecipazione dell’Italia, per quattro volte abbiamo
perso tutti e cinque gli scontri diretti (2001, 2002, 2005, e 2009)
e per altre tre (2000, 2006 e 2008) siamo arrivati comunque ultimi.
Nel 2003 e nel 2004 ci siamo piazzati penultimi davanti
rispettivamente al Galles e alla Scozia grazie alla vittoria nello
scontro diretto; la nostra annata migliore è stata il 2007: siamo
giunti quarti battendo sia Scozia che Galles (le nostre vittime
preferite...).

Nonostante questi
risultati poco lusinghieri, prendere parte al Sei Nazioni è già un
risultato storico per l’Italia. Significa che i Maestri della
palla ovale (Inghilterra, Francia, Galles, Scozia e Irlanda) ci
considerano degni avversari e ci hanno accettato nel club esclusivo
dei migliori d’Europa. Ed è meglio rischiare di arrivare ultimi
contro i più forti che non vincere a mani basse contro le
"scartine".
Detto questo, nessuno vuole partire battuto in partenza, siamo anzi
sicuri che i nostri atleti metteranno il cuore al servizio dei
muscoli in ognuno dei cinque incontri. Alcuni avversari ci sono
storicamente "proibiti", come l’Inghilterra con cui non
abbiamo mai vinto (15 partite, 15 sconfitte); abbiamo battuto la
Francia solo una volta a fronte di 31 ko e registriamo comunque
bilanci negativi anche con Irlanda (14 perse e 3 vinte), Galles (13
perse, 2 vinte e 1 pareggio) e Scozia (5 vittorie e 10 sconfitte).
Guardando il calendario della edizione 2010, partiamo in salita
andando a Dublino in casa dei campioni in carica dell’Irlanda, ma
ci giochiamo buone chances in casa con la Scozia.

Con il capitano Sergio
Parisse fuori per infortunio, gli azzurri comunque hanno fornito
buone sensazioni nei tre test-match internazionali dello scorso
novembre (sconfitte onorevoli con Nuova Zelanda e Sudafrica,
vittoria con Samoa): speriamo di avere imboccato la strada della
crescita, magari confortata da qualche vittoria.
Sergio Tosatto
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