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Tommy Gi

 
SETTEBELLISSIMO!

La pallanuoto italiana torna ai vertici mondiali

Chi ha meno di vent'anni non può ricordarlo, ma la pallanuoto italiana, rappresentata dal Settebello (così è ribattezzata la Nazionale azzurra), ha un ricco passato di successi e di grande tradizione; non è sempre stata nel buco nero da cui è riemersa ai Mondiali di Shanghai portando alla luce una luccicante medaglia d'oro conquistata sulla Serbia. C'è stato un tempo in cui le reti della pallanuoto pescavano tanti ori sul fondo delle piscine: furono tre tra il 1992 e il 1995 (Oro olimpico sudato per sei tempi supplementari contro la Spagna, Titolo mondiale ed europeo), in panchina c'era il baffuto Ratko Rudic, oggi Commissario tecnico della Croazia, e in vasca un ragazzo di nome Sandro Campagna, che qualche giorno fa ha guidato da Ct l'Italia a rivincere.

Antonietta Di Martino

In mezzo c'è stato il buio, sembrava che l'Italia, dopo aver vinto tanto, avesse dimenticato un po' se stessa; ma c'è stato un altro buio, ancora più profondo, quello in cui era caduta la Jugoslavia, che fino a inizio anni Novanta aveva insegnato la pallanuoto al resto d'Europa e poi è rimasta sepolta sotto le macerie di una tremenda guerra che l'ha smembrata in Stati diversi (Slovenia, Croazia, Serbia, Montenegro...), con una lunga memoria di morti e di feriti.

Antonietta Di Martino salta in alto, sempre più in alto!

Ecco, oltre all'oro di questa Italia rinata, trascinata dai tiri di Felugo e dalle parate di Tempesti che hanno riportato la pallanuoto italiana ai vertici, ci sono state altre belle notizie in arrivo dai Mondiali finiti da poco in Cina: la Serbia medaglia d'argento e la Croazia di bronzo ci dicono che i Paesi nati dalla ex Jugoslavia hanno ricominciato a segnare gol in acqua, segno che una parte delle ferite che quella guerra ha lasciato si sono rimarginate.

Sara Simeoni

Anche l'Italia della pallanuoto ha cambiato faccia dall'inizio degli anni Novanta: a quei tempi gli Azzurri erano molto napoletani grazie alla grande tradizione del Posillipo, ora lo sono un po' meno e il campionato italiano di pallanuoto si decide più spesso sul Mar Ligure, tra Recco e Savona; Napoli o Liguria, quel che conta è la Nazionale, ed è quello l'approdo degli italiani del Settebello nati sotto un'altra bandiera. Sono quattro (Pietro Figlioli nato a Rio de Janeiro, ma di passaporto australiano, Deni Fiorentini nato a Spalato, Alex Giorgetti nato a Budapest, Amaurys Perez, nato a Cuba) e sono lo specchio di un'Italia che, in vent'anni, ha fatto un pezzo importante di strada, dimostrando anche in vasca che aprirsi al mondo si può e si deve.

 
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