Un piatto di farfalle

LE MILLE FORME DELLA PASTA, uN ALIMENTO ANTICO
COME L'UOMO ED EMBLEMA DELL'ITALIA
Ma anche di stelle, ruote, viti, conchiglie, eliche,
penne, lumaconi, radiatori, spighe, trottole. Una
fantasia senza fine che prende ispirazione da qualsiasi
oggetto, pianta, animale per "tagliare" le strisce
di acqua, sale e farina, ovvero la pasta, regina
dell'alimentazione mediterranea.
Sono in molti a contendersi l'origine di questo
alimento. Nella tomba etrusca della "Grotta Bella",
a Cerveteri (IV secolo a.C.) c'è la raffigurazione
dell'interno di una casa, con tutto ciò che serve per
preparare la pasta: il matterello, la spianatoia, la rotella
per tagliarla.
Tra i Romani c'era l'uso di preparare
la làgana, una schiacciata di farina messa a cuocere
nell'acqua bollente, un'antenata della lasagna,
di cui c'erano già alcune ricette. Facciamo un salto
indietro, nel neolitico, 4.000 anni fa. Gli archeologi
hanno trovato in un villaggio cinese distrutto da un
cataclisma una specie di piatto capovolto. Rigirandolo,
ha rivelato i resti del suo contenuto: filamenti
fatti con un impasto d'acqua e farina. Non di grano
duro, ma di miglio; di color giallo paglierino, lunghi
anche mezzo metro: dei veri e propri spaghetti!

SPAGHETTI: CINESI O ARABI?
Secondo alcuni documenti fu Marco Polo, nel
1295, a portare gli spaghetti in Italia dall'Oriente.
Un'altra versione attribuisce l'invenzione degli spaghetti
agli Arabi: verso l'anno 1000 i siciliani di Trabìa,
vicino Palermo, preparavano pasta lavorata in
forma di filamenti, che avevano il nome arabo di "itryah":
ancora oggi i palermitani mangiano i "vermicelli
di Tria". I siciliani, ma anche i campani e i calabresi,
fin dal Medioevo, erano dei grandi mangiatori
di pasta, tanto che venivano chiamati "mangiamaccarruna".

E con il termine un po' dispregiativo
di "macaroni" erano chiamati gli emigranti italiani
in America. La parola maccheroni, che per secoli è
stata il sinonimo di pasta, in particolare spaghetti,
ora definisce la forma a cilindro spesso, rigato.
Anche gli spaghetti sono tipici dell'Italia, tanto
da dare il nome a un genere cinematografico, gli
spaghetti western, film western prodotti e diretti
da registi italiani come Sergio Leone.

LE FORME DELLA PASTA
La pasta si divide in lunga (linguine, spaghetti,
tagliatelle, vermicelli, bavette, bigoli), pasta tagliata
(rigatoni, fusilli, pipe), minuta, d mangiare nel
brodo (risoni, tempestine, pokerine con la forma
dei semi delle carte da gioco, i sottilissimi capelli
d'angelo). Ogni regione ha le sue forme caratteristiche,
soprattutto per quanto riguarda la pasta fresca,
fatta a mano: gnocchetti sardi, orecchiette pugliesi,
strozzapreti emiliani, trofie liguri. E ancora
quella ripiena, come i tortellini e i ravioli.
Se all'impasto base si aggiunge qualche altro ingrediente
la pasta si colora: barbabietola e diventa rossa, uovo e diventa gialla, spinaci e diventa verde, inchiostro
di seppia e diventa nera. Con
un po' di estro si possono creare nuove forme.
Un bizzarro studioso olandese che ha applicato
le formule matematiche alle forme della pasta, in
omaggio alla figlia ha creato gli "ioli", una sorta
di spirale avvitata su se stessa. Di sicuro la pasta
continua a rappresentare l'Italia nel mondo, tanto
che il suo nome è intraducibile nelle altre lingue.
E voi, di che pasta siete?
Fulvia Degl'Innocenti
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