Uomini e animali insieme a teatro
Caro Zio Giò, perché si dice "essere un animale da palcoscenico"?
Benedetta

Gli animali vengono spesso definiti dall'uomo con espressioni
che si riferiscono al compito che essi svolgono, o alle
caratteristiche che possiedono. Pensa a "animale da compagnia",
animale da soma, oppure cane da riporto, cavallo da
corsa, e così via. In questi casi la definizione ci fa capire che
l'animale è bravissimo nello svolgere quell'attività. L'animale
da palcoscenico è la persona che recita perfettamente, che
non potrebbe fare altro che quello, che sta sulla scena con
perizia, tenendo sotto controllo ogni elemento: la recitazione,
gli altri attori, il pubblico, i tempi...
Noi amiamo il freddo!
Caro Zio Giò, mi potresti parlare della fauna della
Groenlandia?
Giorgia G. 2001
Gli animali che vivono in Groenlandia
si sono dovuti adattare al
suo clima molto rigido. La fauna di
questo Paese è spettacolare (pare
di osservare un documentario televisivo):
si va dall'orso bianco, il
più grande predatore esistente, ai
bisonti artici, al tricheco, alla volpe
artica, alla renna. Molti di questi
animali vivono allo stato brado, e
non sono facilmente osservabili
dall'uomo. In acqua si muove il
narvalo, e nei mesi estivi può capitare
di incrociare le balene. I cieli
sono invece solcati da 60 specie di
uccelli, molti dei quali migratori, tra
cui spicca l'aquila di mare.
il cibo non taroccato
Ivan01
IGP sta per Indicazione Geografica Protetta ed è una sigla che si abbina
a molti prodotti alimentari e agricoli italiani. L'alimento (verdura, formaggio,
salume) che ha la sigla IGP deve per forza essere stato prodotto in un
certo luogo; deve possedere una caratteristica particolare che solo quel
certo luogo gli può dare. L'indicazione IGP è una forma di protezione dei
cibi che aiuta il consumatore a scegliere: la bresaola della Valtellina IGP, il
carciofo di Paestum, il cappero di Pantelleria non possono provenire da
altre località se non da quelle indicate nel nome. La bresaola fatta in Francia
o in Svizzera non potrà mai essere chiamata "della Valtellina", né IGP.
La pappa al pappagallo
Caro Zio Giò, oltre alle parole i pappagallini possono imparare le nostre
abitudini alimentari?
Caterina Divo

I pappagalli "devono" alimentarsi come noi (senza
arrivare a mangiare pastasciutta e spezzatino). Nel
senso: gli esperti sconsigliano assolutamente di nutrire
questi volatili solo con acqua e semi di girasole.
Anche loro, compatibilmente con la varietà e la dimensione,
hanno bisogno di nutrirsi in modo completo,
di seguire una dieta varia, che sia composta da
frutta, legumi, cereali, verdure crude, frutta secca, ma
anche con moderazione pane, yogurt. Purtroppo molti
pensano – per non perdere troppo tempo – che i
semini siano la soluzione più adatta: in realtà contengono
molti grassi e non nutrono poi tanto.
Croc, mi "smollo" le dita
Caro Zio Giò, cosa succede quando ci "scrocchiamo" le dita? Fa male alla salute?
Un lettore
Una volta si pensava che scrocchiarsi le dita – cosa
che fanno soprattutto i giovanissimi – provocasse l'artrite.
In realtà non è così. Quando si scrocchiano le dita il rumore
è causato dalle bollicine di gas che vengono liberate,
contenute nella capsula sinoviale che racchiude l'articolazione. 
Quando esercitiamo una pressione, croc, le bolle si
dissolvono. Con il passare degli anni, le articolazioni diventano
progressivamente meno elastiche: ecco perché
gli adulti tendono a far scrocchiare meno le dita. Attenzione
a non esagerare con il
croc: il rumore potrebbe dare
fastidio a chi vi sta vicino!
Morto? Vivo. Morto? Vivo…
Caro Zio Giò, perché si dice che i gatti abbiano sette vite?
Gioele
Il numero 7 è considerato il numero della
perfezione. I gatti spesso, anche cadendo da
altezze notevoli, non muoiono. Abbina questi
due elementi e… voilà, ecco il gatto che ha
sette vite, che cioè non muore mai.
In realtà,
poveri mici, è vero che sono dotati della capacità
di raddrizzarsi durante il "volo" e di attutire
la caduta, ciò non toglie che possano farsi anche
molto male. In Italia, secondo la tradizione
popolare, i gatti hanno 7 vite, mentre nei
Paesi anglosassoni ne hanno 9. Attenzione a
non fare confusione: il "gatto a 9 code" era
un'arma di tortura usata dagli antichi Romani.
SCRIVI A...
IL GIORNALINO - ZIO GIÒ
VIA GIOTTO 36 - 20145 MILANO
E-MAIL: zio_gio@ilgiornalino.org
sms: 335.69.76.795
|