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Diventare grandi

Divertirsi alle spalle di un malcapitato è divertente? avete mai provato a mettervi nei suoi panni? E voi, che vi sentite presi in giro, avete mai pensato di dire "basta"?

Prendersi in giro, perché?

Cari bulli e bulletti, ragazzi che vengono presi in giro e si vogliono ribellare, queste due pagine sono dedicate a voi. Che stiate da una parte o dall'altra del gioco, che gioco non è, è importante capire che tra le tante forme di comunicazione che ci sono, la presa in giro è la meno simpatica.

Dalla "parte" dei bulli

Alcuni ragazzi (e bambini, vale per tutti) si alzano la mattina e, appena usciti di casa, non vedono l'ora di "beccare" l'amico o il compagno meno brillante e iniziare un po' a divertirsi. Non CON lui, ma ALLE SUE spalle. Cosa significa? Che al posto di ridere tutti insieme, anche alle battute più sceme, i risolini partono nella direzione di una precisa persona, che viene attaccata per la sua altezza, bassezza, timidezza; perché va bene (o male) a scuola, perché la sua famiglia ha tanti (o pochi soldi), perché si veste in modo strano, o porta gli occhiali, o l'apparecchio. Insomma: qualunque difetto (o presunto tale) possieda, ogni scusa è buona per divertirsi alle sue spalle. Perché succede? Perché questa persona è, con tutta probabilità, tranquilla e gentile, anche un po' timida. Non ha il coraggio di affrontare chi si prende gioco di lei, dunque subisce e cerca solo di fare in modo che lo scherno non diventi troppo pesante.

Dedicato ai bulli

Se vi piace scherzare e ridere dei vostri amici, perché siete di carattere giocoso e non sopportate i musi lunghi, perché non provate a indirizzare verso altri obiettivi la vostra voglia di divertirvi? Prendersela con chi è deboluccio non dimostra un grande valore. Perché non usare la stessa energia per raccontare una storia incredibile, per organizzare una caccia al tesoro, oppure una festa, oppure una gara di barzellette? Immaginate di essere al posto del "malcapitato", e di non avere la capacità di reagire alle prese in giro: come vi sentireste? A ben vedere, basta stare cinque minuti nei panni dell'altro per cambiare subito atteggiamento.

Dalla parte degli "scherzati"

Se la mattina vi alzate e non avete voglia di andare a scuola (o di uscire in cortile a giocare) perché sapete che i presunti "amici" si divertiranno alle vostre spalle – e faranno in modo che voi ve ne accorgiate – avete due strategie da seguire, quella del coniglio e quella del leone. Il coniglio, di fronte a una minaccia, scappa a gambe levate. Significa per voi cambiare aria, giro, frequentazioni, tapparvi le orecchie e dimenticare tutto (ma se le prese in giro avvengono a scuola, scappare diventa molto difficile). Cosa fa, invece, il leone, di fronte a una difficoltà? Rimane, e a testa alta reagisce, come può, mettendocela tutta. Significa per voi dire "Basta" alle prese in giro e guardare negli occhi la persona che continua a infastidirvi. Niente sfide in stile videogame o minacce, o altro. A cambiare non deve essere il vostro comportamento esteriore, ma interiore. Roarr!

Dedicato a chi è preso in giro

Nessuno merita di essere preso in giro per l'apparecchio, o mastica la cicca, o ha tre fratelli, o chissà cos'altro. Voi siete persone con la testa sulle spalle. Al posto di rispondere a tono alla presa in giro, imparate a ignorare chi vi infastidisce a parole. Non è un vostro amico, dunque non merita la vostra attenzione. In fondo, se scherza, è perché si sente insicuro e vuole fare un po' lo spavaldo. Anche se siete timidi o impacciati, voi avete frecce più potenti al vostro arco: sapete di valere, e avete qualcosa da dire – di intelligente – al mondo. Volete giocare con l'avversario utilizzando il suo stesso terreno? Perfetto: siccome probabilmente non vi viene naturale avere la battuta o la risposta pronta, vi dovete un po' esercitare. E provare piano piano a dare rispostine azzeccate. Attenzione però: mai rispondere a provocazione con provocazione. Esempio: se uno vi dice: "Ciao, quattrocchi", voi, al posto di rispondere "Ciao, asino", smarcatevi come fanno i giocatori di calcio e poi scattate sulla fascia: "Ciao a te, grazie per il 'quattrocchi'! Almeno io sono diverso dagli altri!". Et voilà: colpito con l'ironia sottilissima e affondato. Il vostro amico "scherzevole" rimarrà di sasso: un po' non capirà la vostra battuta, un po' vedrà "sgonfiata" la sua presa in giro. Eccolo, il segreto! Non dare peso alle battute è il modo migliore per far perdere loro efficacia.

Messaggio ai naviganti

In alcuni casi, sia sul web che nella vita reale, la presa in giro può diventare davvero pesante e difficile da sostenere. Se vi sentite in questa condizione, non cercate di porre rimedio da soli al problema, rivolgetevi a un adulto (genitore o insegnante), che saprà indicarvi la via d'uscita migliore.

Elena giordano


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