Sommario.
Disegna e colora

 

 

 

 

Abbonati on line

 

 

 

 

 

 

 

Tommy Gi

I campioni se ne vanno

Ibra, Thiago Silva, Lavezzi: bye bye Italia!

Solo un mese fa, il 1° luglio, l’Italia è stata a un passo dalla vittoria nell’Europeo. Molti di noi avevano considerato il traguardo della finale (poi persa con la Spagna) come il segnale positivo di vivacità del calcio italiano nel suo insieme. Ma non avevamo fatto i conti con la crisi.

Thiago Silva

Sì, stiamo parlando della crisi di cui sono pieni i giornali e i tg. Anche il mondo del calcio è stato “infettato” da questo virus e i sintomi della malattia cominciano a essere evidenti: le società hanno meno soldi da spendere, offrono stipendi più bassi ai loro calciatori e i campioni che non accettano la riduzione dell’ingaggio trovano all’estero le squadre disposte a pagarli tanto.

I nostri club, anche i più forti come Juve, Inter e Milan, non solo ora sono meno attivi nel calciomercato, ma spesso sono "contenti" di cedere i loro campioni all'estero, perché il risparmio dello stipendio non dovuto al tal calciatore permette di migliorare la situazione economica del club.

Ciao Lavezzi

L'altro grande nemico degli spendaccioni del calcio si chiama Fair Play Finanziario. Si tratta di una nuova regola voluta dall'Uefa – perciò valida a livello calcistico europeo – che ammetterà le squadre alle competizioni europee (Champions League e Europa League) non solo in base ai risultati sportivi, ma anche verificando il bilancio di quelle società. Non basterà più vincere lo scudetto per essere sicuri di partecipare alla Champions League, occorrerà avere anche un equilibrio tra le spese del club e i suoi ricavi: chi spende troppo ma non copre le spese e crea un debito, sarà escluso.

Sotto questa luce vanno lette le cessioni all’estero, ad esempio, di Ezequiel Lavezzi da parte del Napoli e di Thiago Silva ( e Zlatan Ibrahimovic da parte del Milan. Oltre a ricevere milioni di euro, le due società si sono liberate dei pesanti e pluriennali ingaggi che pesano sul loro bilancio.

La crisi economica ha dunque sgonfiato il calcio italiano. Meno soldi, meno campioni, meno vittorie internazionali, meno entusiasmo. Tuttavia questa situazione porta con sé anche una maggiore sobrietà che in passato tutti abbiamo invocato davanti agli stipendi spropositati dei calciatori. E anche se non è l’esito di una scelta morale, il ridimensionamento in corso porterà via con sé molti eccessi che hanno caratterizzato negativamente il calcio, nato come un gioco e finito come un affare.

 
SCRIVETE LE VOSTRE E-MAIL
A QUESTO INDIRIZZO:

tommygi@ilgiornalino.org 
Redazione "IL GIORNALINO" - 
VIA GIOTTO 36 - 20145 MILANO

Editoriale
Qui parliamo noi
Chiedo a Zio Giò
Diventare grandi
Obiettivo natura
Che storia!
G come Gesù
Canale G
Billa
Tommy Gi
Raffa per te
Fumetto
Giochi

  



 
Conoscere insieme

 

 
 
Il Giornalino - Sommario


©2012 Copyrights - Periodici San Paolo s.r.l.