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Sport.

Alessandro Nesta.
«Difendo lo scudetto, attacco la coppa»


            
   Il Giornalino n. 39 del 1-10-2000 - Home Page All’inizio del campionato chiediamo ad Alessandro Nesta, capitano della Lazio campione d’Italia, quali sono i suoi obiettivi per la stagione e le sue impressioni sulle rivali più accreditate.

Parte la Serie A del calcio, finalmente. Fatto slittare per evitare la concomitanza con le Olimpiadi, il campionato più avvincente del mondo comincia il 1° ottobre, quando cioè una volta cominciavano le scuole. Ma noi, volendolo esaminare nei dettagli, invece di affidarci a un professore ci mettiamo nelle mani del primo della classe. Alessandro Nesta è infatti il capitano della Lazio scudettata che seppe soffiare il successo proprio sul traguardo a una Juve che pareva inattaccabile.

Come capitano della Lazio, solleva uno dei tanti trofei vinti.
Alessandro Nesta ha esordito in Serie A il 13 marzo 1994
 in Udinese-Lazio 2-2, sei giorni prima di compiere 18 anni.
Come capitano della Lazio, solleva uno dei tanti trofei vinti.

  • Alessandro, stavolta sarete voi la squadra da battere: come ti senti in questa parte?

«È certamente un ruolo insolito, però va detto che da almeno tre stagioni la Lazio ha assunto un ruolo da protagonista nel panorama calcistico italiano ed europeo».

  • Christian Vieri, centravanti dell’Inter, sostiene che la Lazio è attualmente la squadra più forte al mondo.

«Beh, Bobo è un amico… Diciamo che Cragnotti, il nostro presidente, ha perseguito con tenacia un disegno nato diversi anni fa. A furia di cambiare giocatori, lui e l’allenatore Eriksson sono riusciti a mettere assieme una base validissima sulla quale innestare di volta in volta delle novità».

  • A suon di bigliettoni: gli acquisti di Crespo e Claudio Lopez hanno fatto discutere, il muro dei cento miliardi è stato abbondantemente frantumato.

«Ma questi calcoli economici lasciamoli agli esperti di finanza. Se la società ha fatto determinati investimenti non credo che si sia buttata al buio. La Lazio, oltretutto, è quotata in Borsa. Comunque restiamo al discorso tecnico. Nessuno può negare che Crespo e Lopez formino una coppia d’attacco eccellente».

Hernan Crespo.
Hernan Crespo (qui so
pra) e Claudio Lopez (sotto) formano la nuova 
coppia d’attacco dei campioni d’Italia, oltre che della Nazionale argentina.

  • La migliore del torneo, secondo molti osservatori.

«Questo lo dovranno dimostrare. Crespo conosce benissimo la nostra realtà, Lopez invece è al debutto. Hanno il vantaggio di essere argentini e quindi parlano la stessa lingua anche calcisticamente».

  • Un tandem da 40 gol.

«Speriamo. Però non dimentichiamo Salas e Inzaghi: anche loro saranno utilissimi nell’arco della stagione».

  • Ammesso che Salas resti...

«Abbiamo la Champions League, non dimenticatelo. Ormai ci vogliono venti titolari, e tutti riescono a giocare almeno quindici partite. Mi pare che il problema possa essere superato».

Claudio Lopez.

  • Soltanto Nesta non può mai fermarsi.

«Non è vero, ma comunque sono giovane e quindi posso dare tutto me stesso alla causa. Senza dimenticare la Nazionale, perché tengo tantissimo alla maglia azzurra. Trapattoni ha portato una ventata di entusiasmo dopo la grande depressione di luglio. Vorremmo volare con lui a Giappone 2000».

  • Specie dopo la delusione di Rotterdam.

«Ho detto e lo confermo che potrò digerire quella beffa dell’Europeo solo quando avrò vinto il Mondiale».

  • Torniamo alla realtà del nostro torneo: chi le fa più paura, tra le rivali?

«Paura nessuna, un giocatore non può averla. Diciamo che rispetto tutte e cinque le rivali di sempre e che bisogna per forza considerare come primo avversario quella Juventus che avrà un grande desiderio di rivalsa. In effetti, càpita una volta ogni cinquant’anni un epilogo come quello della passata stagione».

  • Juventus che si è rinforzata con il tuo "amico" Trezeguet…

«Lo possino… Il francese segnò un gol bello, difficile e non più rimediabile, soffiandoci il titolo europeo. Spero di poterlo marcare… ma anche O’Neill è un ottimo innesto. Direi che è la Juve di sempre, solida, rocciosa, esperta».

  • Con l’eterno problema Del Piero.

«Ma Alex si sbloccherà, non ho dubbi. E riprenderà a segnare a raffica, per la sua squadra di club e la Nazionale. Si tratta di un campionissimo, non dimentichiamolo. Che potrà contare sull’apporto di Inzaghi e di Kovacevic, sulle ispirazioni di Zidane, le percussioni di Davids e di Conte. Insomma, non mi pare che si debbano sprecare tanti aggettivi sulla Juve: la sua forza è nota».

  • Parte con grandi ambizioni anche l’altra sponda del Tevere.

«Beh, l’acquisto di Batistuta ha avuto il potere di ridestare tutto l’ambiente romanista, che era rimasto depresso per lo scudetto vinto da noi: una brutta botta. Adesso loro possono mettere in campo un tris di attaccanti come Batistuta-Montella-Delvecchio. E alle loro spalle un Totti maturato, capitano e leader indiscusso. Sicuramente la squadra ha delle potenzialità enormi, ma noi speriamo che rinvii il decollo».

Alessandro Nesta con la maglia della Nazionale.
Alessandro Nesta con la maglia della Nazionale.

  • A centrocampo, però, Capello deve incassare il forzato forfait di Emerson, che ne avrà per tutto il girone di andata: era un rinforzo importante.

«Sì, loro avevano fatto due acquisti mirati e gliene viene a mancare uno. Però restano giocatori di personalità e classe anche nel mezzo. Resta una Roma competitiva».

  • E passiamo alle milanesi. Prima i rossoneri o i nerazzurri?

«Facciano loro, basta che arrivino dopo la Lazio… Dovendomi esprimere a priori, direi che il Milan ha un impianto più collaudato, confortato anche dai buoni risultati ottenuti dalla gestione Zaccheroni».

  • Un tecnico costantemente nel mirino del suo presidente, però.

«Mah, in questi due anni tante volte è stato detto e scritto che Sergio Cragnotti non vedeva l’ora di sostituire Eriksson, definito un tecnico perdente. Invece tutto è filato liscio e alla fine è arrivato lo scudetto. Per poter vincere occorrono programmazione e pazienza».

  • I tifosi milanisti sono in apprensione per la venerabile età della difesa.

«Finché Paolo Maldini e Billy Costacurta reggono, non c’è da avere timori. I rimpiazzi arriveranno certamente, con calma. Il Milan non sta facendo la politica degli scoop di mercato, ma resta di grande spessore».

Alessandro in compagnia della fidanzata.
Alessandro in compagnia della fidanzata. 

  • Chi domina il mercato è invece il presidente dell’Inter: Moratti ogni anno si svena, ma i risultati non arrivano.

«Una Coppa Uefa l’hanno vinta e me la ricordo bene, perché quella finale la perdemmo noi. Per quanto riguarda lo scudetto, bisogna considerare la perdurante assenza di Ronaldo, che è stratosferico. Chiaro che molto dipenderà dalla vena di Vieri. Se Bobo torna a giocare con continuità, è in grado di segnare ventidue-venticinque gol. Mi pare che il centrocampo con Vampeta e Farinos sia altamente competitivo e la difesa, registrata da Blanc, offra ampie garanzie».

  • Senza Crespo, il Parma è fuori dal giro?

«Non è detto. Hanno preso questo Milosevic che promette di fare bene e possono contare su un Amoroso finalmente a posto fisicamente. Secondo me, il Parma può inserirsi: è in grado di battere chiunque e può contare su due giocatori che conosco bene come Almeyda e Conceiçao. Gente di personalità, che vuole vincere. Io tengo nel lotto pure il Parma, anche per la buona levatura del parco riserve».

  • Potendo scegliere, firmeresti per il bis scudetto o per la Champions League?

«Beh, lo scudetto l’ho appena vinto, la Coppa dei Campioni non l’ho mai alzata… È proprio sicuro che non posso fare la grande accoppiata?».

Con lo scudetto sul petto.
Con lo scudetto sul petto
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La cronologia dei successi

Alessandro Nesta.Alessandro Nesta è nato a Roma il 19 marzo 1976. Alto 187 cm, pesa 79 kg. Ha sempre giocato nella Lazio, debuttando in Serie A il 13 marzo del 1994, quindi a diciott’anni nemmeno compiuti, nella trasferta di Udine (2-2). È titolare dal campionato 1995-96 e nelle ultime due stagioni è diventato un punto fermo anche della Nazionale.

Questi finora i suoi principali successi in maglia biancazzurra:

  • 1998: Coppa Italia.
    La Lazio il 29 aprile supera il Milan 3-1 all’Olimpico e, siccome a San Siro ha perso 1-0, conquista il primo trofeo della gestione Eriksson. 
  • 1998: Supercoppa Italiana.
    Il 29 agosto la Lazio va a vincere 2-1 sul terreno della Juve campione d’Italia. 
  • 1999: Coppa delle Coppe.
    Il 19 maggio, un anno dopo aver perso la finale di Coppa Uefa contro l’Inter a Parigi, la Lazio conquista il suo primo trofeo continentale battendo a Birmingham 2-1 il Real Maiorca.
     
  • 1999: Supercoppa Europea.
    Il 27 agosto a Montecarlo la squadra italiana supera 1-0 il Manchester United detentore della Coppa dei Campioni. 
  • 2000: Scudetto.
    Il 14 maggio la Lazio si laurea campione d’Italia per la seconda volta nella sua storia, dopo una volata mozzafiato con la Juventus. 
  • 2000: Coppa Italia. 
    Quattro giorni dopo, Nesta e compagni fanno 0-0 a San Siro contro l’Inter assicurandosi la Coppa Italia grazie alla vittoria dell’andata (2-1). 
  • 2000: Supercoppa Italiana. 
    L’8 settembre la Lazio si aggiudica il primo successo della nuova stagione, ancora contro l’Inter: un’avversaria scelta dal regolamento, in quanto finalista della Coppa Italia vinta, così come lo scudetto, dalla formazione romana.

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