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Giornalino Estate.

   Il Giornalino n. 29 del 25-7-99 - Home Page

Indiana Jones in Maremma

In provincia di Viterbo, al Centro di archeologia sperimentale Antiquitates, si parte per un viaggio nel passato per scoprire la vita al tempo degli antichi etruschi. Si dorme nelle capanne, si lavora la ceramica e il metallo e si impara a fare gli archeologi. Per un giorno, ma anche per una o due settimane avventurose e istruttive.

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Per la promozione in terza media avevo diritto alla mia prima vacanza senza genitori. Dovevo solo scegliere: vacanza a cavallo o al mare? Vacanza istruttiva o sportiva? A contatto con la natura o avventurosa? Beh, non ci crederete, ma ho trovato un posto dove ho potuto fare dieci vacanze in una e cavalcare, tirare con l’arco, ballare e giocare, camminare in un bosco e nuotare nel mare. Ma la cosa ancora più fantastica è che ho fatto un salto nel tempo, ritrovandomi nell’VIII secolo a.C. per dormire in una capanna, accendere il fuoco con una pietra e costruire da me gli oggetti che servono per vivere.

Una veduta aerea del Centro di archeologia sperimentale.
Una veduta aerea del Centro di archeologia sperimentale.

Tutto questo è accaduto al Centro di archeologia sperimentale "Antiquitates - Etruschi vivi", vicino a Civitella Cesi (comune di Blera), in provincia di Viterbo. Si tratta di un villaggio che, in particolare in estate, ma con la scuola anche durante il resto dell’anno, organizza soggiorni e visite guidate per ragazzi ma anche per famiglie, all’insegna dell’avventura e dell’archeologia.

Un istruttore insegna ai ragazzi ospiti di Antiquitates a costruire una capanna.
Un istruttore insegna ai ragazzi ospiti di Antiquitates a costruire una capanna.

Dopo due settimane sarete pronti a vivere da soli in un’isola deserta. Muniti di alcuni strumenti e un po’ di materie prime sareste perfettamente in grado di sopravvivere.

Girando una pesante macina di pietra si riesce a trasformare il grano in farina, pronta per essere impastata e cotta nel forno.
Girando una pesante macina di pietra si riesce a trasformare il grano in farina, pronta per essere impastata e cotta nel forno.

Il Centro è strutturato come un villaggio di capanne del periodo villanoviano-etrusco, risalente al IX-VIII secolo a.C. Si dorme e si mangia nelle capanne e si sperimenta la vita quotidiana degli antichi etruschi. Ho imparato a macinare il grano girando una pesante macina in pietra, a impastare la farina e a cuocere il pane nel forno. Ho costruito vasi di ceramica con il tornio e usando il metodo del colonnino (realizzando, cioè, "grissini" di creta messi uno sull’altro fino a formare un vaso).

Dopo un’escursione a cavallo nel bosco sacro (dove è tradizione esprimere un desiderio), i ragazzi sono arrivati all’acropoli di Luni sul Mignone, città dedicata alla dea Luna.
Dopo un’escursione a cavallo nel bosco sacro
(dove è tradizione esprimere un desiderio),
i ragazzi sono arrivati all’acropoli di Luni sul Mignone,
città dedicata alla dea Luna.

Ho visto inserire il metallo fuso dentro uno stampo per costruire utensili. È stato emozionante strofinare due pietre focaie fino a veder sprigionare la scintilla che, avvicinata alla paglia secca, accendeva il fuoco. Ho imparato a costruire le capanne, a usare il telaio per fabbricare i tessuti, a lavorare il vetro, a fabbricare mattoni con argilla, paglia e sterco di vacca.

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Si danza in una capanna.

Finalmente ho scoperto i segreti di una professione affascinante: quella dell’archeologo.

Ho scavato alla ricerca di resti; ho fatto disegni a rilievo e fotografie, ho catalogato i reperti e li ho restaurati.

Del metallo fuso viene versato in uno stampo per creare un utensile.
Del metallo fuso viene versato in uno stampo per creare un utensile.

Il Centro sorge in una zona che gli etruschi chiamavano "Aisna Tuti Tamna", la sacra valle dei cavalli. E a cavallo o a piedi, con altri miei compagni e gli istruttori, sono andato a visitare la necropoli di Blera, dove ci sono monumentali sepolcri a forma di cubo, costruiti uno sull’altro. Alla fine della prima settimana, dopo aver salutato i ragazzi che si fermavano solo pochi giorni, ci siamo trasferiti al mare, da dove siamo partiti alla scoperta della necropoli etrusca di Tarquinia.

Simulazioni di scavi archeologici
Simulazioni di scavi archeologici

Per raccontarvi tutte le altre cose che si possono fare ad Antiquitates dovrei occupare tutto il Giornalino. Aggiungo solamente che ho praticato tanti sport e che ho ricevuto due diplomi: quello di tiro con l’arco e quello di "bùttero". I bùtteri sono i pastori maremmani che montano i cavalli in un modo particolare.

Le avventure da vivere sono tante, ma di una conservo un ricordo speciale. Ho attraversato un torrente avanzando con mani e piedi su una fune legata a due alberi. Ma niente paura: non è una prova obbligatoria. Il torrente si può anche attraversare a piedi, però sulla fune si ha la sensazione di essere agili e coraggiosi come Indiana Jones.

Un istruttore mostra come levigare un oggetto con la pietra pomice.
Un istruttore mostra come levigare un oggetto con la pietra pomice.

Ad Antiquitates si può venire con la famiglia anche per un’escursione di un giorno solo.

Il programma comprende una visita alla necropoli di San Giovenale, un pranzo a base di ricette del periodo etrusco-romano e un pomeriggio di archeologia sperimentale durante il quale si può assistere (e sperimentare!) alla lavorazione del metallo e della ceramica.

I ragazzi ospiti di Antiquitates impastano la farina per fare il pane.
I ragazzi ospiti di Antiquitates impastano la farina per fare il pane.
    

SVELATI I SEGRETI DELLA SCRITTURA ETRUSCA

Non è vero, come spesso si crede, che la scrittura etrusca sia misteriosa. L’alfabeto etrusco è noto ed è di origine greca. Quello che gli studiosi faticano a decifrare è il significato delle parole, poiché i resti di scrittura arrivati sino a noi sono quasi esclusivamente iscrizioni funerarie, dove le parole sono più o meno le stesse.

Una nuova chiave di lettura è offerta da un recente ritrovamento: un contratto inciso in una lastra di bronzo divisa in sette frammenti (l’ottavo è andato disperso) e ritrovata nei pressi di Cortona (Arezzo). Il testo si legge da destra a sinistra, le parole sono divise da un puntino e per indicare l’"a capo" c’è un segno fatto a zeta.

La prima facciata riporta un atto notarile sulla vendita di alcuni beni che vengono elencati. Sull’altra facciata ci sono i nomi delle famiglie di Cortona che stipularono il contratto. Nel documento ci sono 27 parole incontrate dagli studiosi per la prima volta, e alcune frasi che hanno permesso di scoprire le regole per la coniugazione dei verbi.

Un archeologo esperto nella lavorazione della ceramica sta realizzando un vaso usando il tornio.
Un archeologo esperto nella lavorazione della ceramica
sta realizzando un vaso usando il tornio.

SCHEDA

Località: Civitella CesiBlera (Viterbo).
Come si raggiunge: in auto, Autostrada del Sole uscita Orte, poi superstrada per Viterbo sino alla Statale Cassia per Roma; a Vetralla-La Cura svoltare a destra per Civitella Cesi-Blera. Oppure prendere la Statale Aurelia fino a Tarquinia, quindi Monte Romano e Blera. Con l’aereo, aeroporto di Roma-Fiumicino.
Apertura: tutto l’anno con soggiorni da un giorno a 15 giorni.
Costo: un giorno lire 45.000, pranzo compreso. Per i ragazzi una settimana in pensione completa nel bungalow lire 735.000. Due settimane in tenda 975.000. Weekend a cavallo, compresi chalet e istruttore, lire 290.000.
Telefono: 0761/41.50.31, fax 0761/41.50.96.

 

LA VITA AL TEMPO DEGLI ETRUSCHI

Gli etruschi comparvero misteriosamente nell’VIII secolo a.C. nella regione, l’Etruria, che comprende la Toscana e il Lazio fino al Tevere. L’Etruria era ricca di giacimenti minerari: gli etruschi erano quindi un popolo ricco, abile nella lavorazione artigianale dei metalli e della ceramica.

Erano molto religiosi e avevano un grande culto dei morti. Ciò che noi conosciamo di questo popolo lo dobbiamo soprattutto ai resti trovati nelle necropoli, ovvero i loro cimiteri. Le tombe dei ricchi (i poveri dovevano accontentarsi di semplici buche per terra) erano simili a vere e proprie abitazioni e custodivano sarcofaghi scolpiti, incisioni, gioielli, vasi e affreschi con scene di vita quotidiana. Le necropoli meglio conservate sono quelle di Cerveteri, Populonia e Tarquinia.

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