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Da
Il Cooperatore Paolino
Mensile della Famiglia Paolina
Dicembre 2003 n. 9
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UN ISTITUTO PER LA SANTITÀ
DELLA FAMIGLIA
Quando è stato
fondato l’Istituto Santa Famiglia?
di Paolo Romano
In occasione
della festa della Santa Famiglia si vuole ricordare quanto il
Beato Don Giacomo Alberione abbia fatto per la santità della vita
matrimoniale e come una sua fondazione è tutta dedita al
matrimonio come via alla santità.
SULLA
FONDAZIONE dell’Istituto "Santa Famiglia" sorgono di
tanto in tanto dei dubbi. Il problema sorge soprattutto per il
modo con cui gli Istituti Paolini Aggregati hanno ottenuto l’approvazione
da parte della Santa Sede, poiché per essi si è seguito un iter
un po’ diverso di quello normale.
Qual è l’iter che di solito si
segue? Il fondatore dà vita a un Istituto, che avrà dei membri,
una spiritualità, un’attività apostolica, ecc. Si fa domanda
di approvazione presso la Congregazione per gli Istituti di Vita
Consacrata che esamina il tutto e poi concede al Vescovo una prima
approvazione a livello diocesano; in un secondo momento si chiede
l’approvazione pontificia presso la stessa Congregazione, il cui
Prefetto, avutane l’approvazione favorevole del Consiglio, ne
chiede l’approvazione al Sommo Pontefice.
Ora, se l’Istituto "Santa
Famiglia" ha avuto le prime professioni dei consigli
evangelici da parte dei coniugi nel 1973, come si fa a dire che
sia stato approvato prima di tale data? Anzi, che sia stato
voluto e fondato da don Alberione che, come sappiamo, è morto
due anni prima?
A questa domanda si risponde che l’Istituto
"Santa Famiglia" è stato fondato e approvato con l’unica
approvazione degli Istituti Paolini di vita secolare l’8 aprile
1960, salvo che non si voglia definire il Beato Giacomo Alberione
– sia perdonato il termine – bugiardo.

Una delle prime coppie della
"Santa Famiglia", nel novembre 1973,
emette i voti nella Sottocripta del Santuario Regina degli
Apostoli dinanzi
al Vescovo polacco di Tarnów, Mons. Giorgio Ablewicz ,
al Superiore Generale don Luigi Zanoni e al Delegato don
Stefano.Lamera.
Prima di tutto dobbiamo ricordare
che l’iter dell’approvazione degli Istituti Aggregati paolini
non ha seguito l’iter solito, ma ha preso una corsia
preferenziale, dovuta al prestigio di cui godeva don Alberione.
Quando sono stati approvati nel 1960, erano appena all’inizio, e
forse nessuno dei membri aveva emesso la professione, ma sono
stati presentati come "cooperatori paolini", di prima
categoria, i quali avevano già professato i voti privati. Il
testo recita: «Molti dei suddetti cooperatori più volte hanno
chiesto di cooperare non solo come una semplice Associazione, ma
come Associazione specifica dove possono abbracciare una
particolare vita di perfezione evangelica secondo la Costituzione
Apostolica Provvida Mater» (Dallo Statuto del
1960). Che alcuni cooperatori avessero fatto i voti in forma
privata risulta da una meditazione dettata da Don Alberione alle
Figlie di San Paolo nel 1954. «La Famiglia Paolina ha avuto in
principio un gran numero di Cooperatori. Sento che alle volte
si dicono delle cose che non corrispondono ai fatti, alla storia…
Specialmente è degna di essere ricordata una famiglia nella quale
vi fu veramente il modello, il campione della cooperazione paolina.
Nulla era lasciato da parte. Arrivarono fino ai voti religiosi
temporanei da osservarsi in casa come si possono osservare in
famiglia…» (Prediche del Rev. Primo Maestro –
Marzo Dicembre 1954, pag. 157).
La Congregazione approvò lo
Statuto (unico) dei tre Istituti Paolini di vita secolare: Gesù
Sacerdote, San Gabriele Arcangelo e Maria SS.ma Annunziata e in
detto Statuto agli articoli 13-14 si legge: «Possono pure essere
iscritti all’Associazione, come membri di seconda categoria,
quelle persone che sono legate da vincolo matrimoniale, ma che
anelano al raggiungimento della perfezione cristiana, nel modo
compatibile al loro stato.
Tali membri dovranno: a) emettere il voto di
castità coniugale, col quale si obbligano con nuovo titolo, cioè
la virtù della religione, ad osservare la castità coniugale; b)
promettere obbedienza ai Superiori dell’Associazione in tutto
ciò che è conforme al presente Statuto e che non contrasta con
gli obblighi provenienti dal loro stato coniugale; c) promettere
di osservare la povertà evangelica… I membri di seconda
categoria dovranno osservare il regolamento che il Superiore
Generale della Pia Società San Paolo compilerà per loro» (Cfr. Statuto
degli Istituti, Edizioni Paoline, Roma 1960, p. 10).
Da ciò risulta come sin dal 1960
don Alberione avesse in mente che coniugi emettessero i voti ed è
evidente come questi articoli costituiscono il germoglio di quel
ramo della Famiglia Paolina che negli anni ’70 si venne a
formare come Istituto Santa Famiglia. Anzi c’è di più, il Beato
Giacomo Alberione considerava questo Istituto come già fondato.
Infatti in Vita Pastorale, dicembre 1964, pag. 9, si
informano i parroci dell’esistenza di questo istituto ed anche
ne Il Cooperatore Paolino, marzo 1965, pag. 4, in un
articolo su San Giuseppe, che fa da riquadro alla notizia, è
inserito e definito l’esistenza e la natura dell’Istituto
Sacra Famiglia. Ci piace però citare Vita Pastorale, dove
l’Istituto Santa Famiglia è legato al cinquantesimo della
fondazione della Società San Paolo, quasi – è lecito pensarlo?
– questa fondazione completasse la Famiglia Paolina.

Alcuni coniugi dell’Istituto
Santa Famiglia, con don Francesco Todaro
e don Dante Innocenzo, nuovo Delegato dell’Istituto.
Citiamo fedelmente: «Per gli sposi cristiani
- Istituto Santa Famiglia – Don Giacomo Alberione, Fondatore e
Superiore Generale della Pia Società San Paolo la quale ha
celebrato quest’anno, con riconoscenza a Dio, il suo
cinquantesimo – 1914-1964 – già nel lontano 1927 dando vita a
"La Famiglia Cristiana",
divenuto oggi il più diffuso settimanale cattolico, portava in
cuore il desiderio di riunire le migliori famiglie cristiane del
mondo in un Istituto consacrato alla Sacra Famiglia.
Dopo molti anni di preghiera e di preparazione,
nel vivo desiderio di assecondare la volontà di Dio e di
rispondere alle molte richieste di tanti sposi e genitori
desiderosi di vivere la loro vita matrimoniale come veri
"consacrati" ha fondato l’Istituto "Sacra
Famiglia" che fa parte dell’Opera Paolina.
Possono partecipare a questo
Istituto tutti gli sposi e i coniugati desiderosi di tendere alla
perfezione vivendo santamente la loro vita matrimoniale,
conformandola in quanto possibile ai principii enunciati dalla
Costituzione apostolica "Provvida Mater Ecclesia".
Il fine speciale dei membri dell’Istituto
"Sacra Famiglia" consiste nel tendere alla santità,
rendendo sempre operante la grazia del Sacramento del Matrimonio
mediante l’amore reciproco, la cristiana educazione dei figli, l’aiuto
scambievole per la propria santificazione. Tutto questo nella
pratica dei santi voti osservati secondo il loro stato di vita e
con la partecipazione attiva alla vita della comunità cristiana
di cui fanno parte.
I RR. Parroci che hanno in
parrocchia o conoscono sposi e genitori profondamente cristiani,
fidanzati che si preparano al matrimonio come a una vera missione
e a una vita di santificazione, possono invitarli a scrivere a:
Don Giacomo Alberione – Pia Società San Paolo, Via Alessandro
Severo, 58 – ROMA».
Una obiezione può sorgere dal
fatto che nel Capitolo Generale della Società San Paolo, giovedì
3 giugno 1971, nella XXIX Assemblea, si discute «sulla
convenienza o meno di includere [nelle Costituzioni della Società
San Paolo], accanto agli Istituti San Gabriele Arcangelo, Gesù
Sacerdote e Annunciazione di Maria, anche il nome dell’Istituto
"Santa Famiglia", che pare il Primo Maestro avesse
progettato, facendo perfino approvare alcuni articoli degli
statuti, benché di fatto non sia ancora nato. Dato che si tratta
di una possibilità converrebbe, ora che si sta per presentare gli
Statuti alla Santa Sede, lasciare aperta una porta anche per
questo Istituto. Dopo vari interventi, che si riferiscono alla
storia, progetto, viabilità di questo Istituto, don Crovella nota
che la porta resterebbe aperta fissando già il nome negli Statuti
[si intende "San Gabriele" e "Maria Santissima
Annunziata"], senza che sia necessario introdurlo nelle
nostre Costituzioni. Dello stesso parere è don Zanoni. In più
ora, lì per lì, non si saprebbe chi proporre alla direzione di
questo nuovo organismo. [Sin qui di don Stefano Lamera, pur
riconoscendo i meriti immensi che avrà in seguito, non si fa
cenno (nota dell’a.)]. Altri vorrebbero che s’introducesse
il nome nei nostri Documenti, perché tutti i Paolini lo
conoscano, dato che è una novità anche per molti capitolari.
Prevale però l’opinione negativa: non si introdurrà nelle
nostre Costituzioni» (Da Informazioni sul Capitolo Generale,
n. 19, pp. 3-4).
Quando venerdì 3 settembre 1971 a
Camaldoli don Zanoni parla ai membri dell’Istituto "Gesù
Sacerdote" e presenta loro le Costituzioni della Società San
Paolo, sottolinea loro che tra gli Istituti Aggregati c’è anche
l’Istituto "Sacra Famiglia"; l’elenco infatti si
completa con «… Maria SS. Annunziata e Sacra Famiglia»
(cfr. Il Cooperatore Paolino, nn. 8-9 agosto e settembre
1972 e ivi, n. 1, gennaio 1999, pp. 12-14)). Perché Don
Zanoni non ha eseguito le disposizioni del Capitolo ed ha persino
mutato parere? Si è forse consultato con il Fondatore che era
ancora in vita? È lecito supporlo. Ho udito più volte don Zanoni
dire: «Noi siamo più fortunati di quelli che verranno nel
futuro, perché possiamo chiedere al Primo Maestro qual è il suo
pensiero su determinati problemi, essendo egli ancora con noi;
quando egli non ci sarà più, dovranno interrogarsi che cosa egli
avrebbe fatto». Solo la parola del Primo Maestro per Don Zanoni,
Superiore Generale, avrebbe avuto una forza maggiore del Capitolo.
di Paolo Romano
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Da
Il Cooperatore Paolino
Mensile della Famiglia Paolina
Dicembre 2006 n. 10
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L’Istituto "Santa
Famiglia"
oggi
«Dopo
molti anni di preghiera e di preparazione, nel vivo desiderio di
assecondare la volontà di Dio e di rispondere alle molte richieste di
tanti sposi e genitori desiderosi di vivere la loro vita matrimoniale
come "veri consacrati", Don Giacomo Alberione ha fondato l’Istituto
"Sacra Famiglia" che fa parte dell’Opera Paolina».
Riprendiamo testualmente questa dichiarazione che lo stesso Beato
Giacomo Alberione, nel numero di dicembre 1964, ha scritto e fatto
pubblicare sul mensile paolino Vita Pastorale.
1964: ricorreva il cinquantesimo di fondazione della Società San
Paolo, la prima delle dieci istituzioni che formano la Famiglia Paolina.
E possiamo ritenere che il Fondatore abbia voluto
"solennizzare" questo cinquantennio di cammino di Grazia e di
Provvidenza, comunicando ufficialmente quanto da anni coltivava nel suo
spirito: "dopo molti anni di preghiera e di preparazione… ha
fondato l’Istituto "Sacra Famiglia" che fa parte dell’Opera
Paolina".
Una dichiarazione a tutto tondo, come solo gli uomini illuminati e
guidati da Dio sanno fare; e con indubitabile chiarezza di origine (la
volontà di Dio) e di finalità: "Possono partecipare a questo
Istituto tutti gli sposi e i coniugati desiderosi di tendere alla
perfezione, vivendo santamente la loro vita matrimoniale… Il fine
speciale dei membri dell’Istituto "Sacra Famiglia" consiste
nel tendere alla santità, rendendo sempre operante la grazia del
Sacramento del Matrimonio, mediante l’amore reciproco, la cristiana
educazione dei figli, l’aiuto scambievole per la propria
santificazione. Tutto questo nella pratica dei santi voti osservati
secondo il loro stato di vita e con la partecipazione attiva nella via
della comunità ecclesiale di cui fanno parte".
L’annuncio non era frutto di momentanea esultanza, ma di matura
riflessione. Infatti, solo tre mesi dopo, marzo 1965, Don Alberione
volle che la medesima dichiarazione e con le medesime motivazioni
venisse pubblicata sulla rivista, Il Cooperatore Paolino; anzi,
volle notificare la nascita del nuovo Istituto nel contesto di un
articolo da lui scritto, con cui presentava a tutte le famiglie la
particolare esemplarità di San Giuseppe, capo della "sacra
famiglia di Nazareth" e "patrono universale" di tutta la
Chiesa.

Gesù, Maria e Giuseppe: la famiglia tre
volte santa, speciale Patrona del nostro Istituto
a lei dedicato (Corrado Mazzari, suore francescane Minime del Sacro
Cuore - Firenze).
Il valore della sua denominazione
L’originale denominazione del nuovo Istituto, "Istituto Sacra
Famiglia", per Don Alberione non era casuale: significava
esplicitamente la sua convinzione che ogni famiglia doveva essere, nel
suo piccolo, la realizzazione dell’universale progetto amoroso di Dio
Padre, il quale vuole fare della "universale famiglia umana"
la sua vera "grande famiglia", prolungamento e irradiazione di
quella dove si è incarnato Suo Figlio, appunto la famiglia Nazareth.
Solo successivamente, probabilmente per una necessaria distinzione
dalla naturale famiglia del Figlio di Dio, la nuova istituzione ha
assunto la denominazione, più modesta ma ugualmente emblematica, di
"Istituto Santa Famiglia", dove la santità designa non solo
la nobiltà divina del Sacramento del Matrimonio, ma anche il suo
programma di vita, sul modello ed esempio della Sacra Famiglia di
Nazareth.
In uno storico volumetto scritto da don Stefano Lamera ("Piccolo
grande nido") – don Lamera è stato colui che ha
concretamente ed istituzionalmente realizzato il sogno di Don Alberione
circa l’Istituto Santa Famiglia – lo stesso Fondatore ne
aveva fatto la presentazione con queste espressioni: "Dio
volendo restaurare ogni cosa in Gesù Cristo, dispose che Egli iniziasse
la sua opera presentando a tutte le famiglie un perfetto modello nella
Famiglia di Nazareth. Nella Santa Famiglia, infatti, i padri, le madri,
i figlioli trovano divine lezioni di pazienza, di castità, di amore
filiale, di laboriosità. Là Gesù visse, lavorò, pregò per tanti
anni e così la restaurazione cominciò dalla famiglia".
Come possiamo rilevare, ancora una volta il realismo del Beato
Giacomo Alberione non si smentisce: un ideale di elevata ed autentica
santità è riservata alle coppie di sposi cristiani, ma che passa e si
esprime nella quotidianità della vita coniugale e familiare. E poiché
dal Sacramento del Matrimonio la quotidianità familiare ha ricevuto il
sigillo dello Spirito Santo che abilita i coniugi ad essere autentici
collaboratori di Dio nell’opera della creazione e in quella della sua
piena realizzazione, la stessa quotidianità, se ben corrisposta, non
solo non svilisce, ma si arricchisce e diviene autentico progetto di
vita.
Ecco perché, fin dalle sue origini, il Magistero della Chiesa ha
sempre considerato la realtà coniugale e familiare come "un
santuario domestico", "una piccola chiesa", cioè luogo
teologico della presenza di Dio, veicolo privilegiato della vitalità
divina.
Certamente, per se stesso a tutte le coppie dovrebbe essere chiara
questa realtà; in tutte dovrebbe essere presente e ardere il desiderio
di una esistenza coniugale piena d’amore, unitaria, armonica,
collaborante, indissolubile… Ma la fragilità, ed anche l’egoismo e
la cattiveria, sono tali che – oggi più che mai – non solo il
progetto di Dio viene disatteso, ma la sua stessa realtà viene
relativizzata, vanificata e minata.
Ma Dio è fedele. Dio non viene meno nella sua amorosa pedagogia
verso le sue creature. Come, fin dagli albori della storia dell’umanità,
Dio invia i suoi profeti a "ricostruire" e a
"restaurare", così ha suscitato e instillato in Don Giacomo
Alberione questo particolare "progetto per le famiglie",
questa "vocazione", perché da alcune famiglie – prima di
tutto santificando loro stesse – ne derivi l’aiuto, la
santificazione, la salvezza di tutte.
Natura e fine dell’Istituto
Ecco la vocazione e la missione dei membri dell’Istituto Santa
Famiglia, tratteggiata dal loro Statuto approvato dalla Chiesa:
– I membri, "mossi dallo Spirito" per imitare più
profondamente lo stile di vita della Famiglia di Nazareth;
– per vivere più integralmente il dono della vita coniugale e
così "santificare la comunità ecclesiale ed il mondo";
– per compiere più efficacemente e dovunque l’apostolato; si
impegnano a cercare nel matrimonio la perfezione evangelica mediante i
voti di castità, povertà e obbedienza coniugali, ordinando la loro
vita secondo le linee del presente Statuto (art. 2).
I membri
"svilupperanno tutte le loro possibilità cristiane ed
evangeliche", "affinché il divino messaggio della salvezza
sia conosciuto ed accettato da tutti gli uomini", specialmente nell’ambito
della famiglia, primo nucleo educativo della società (art. 4).
I membri considerano la
"Santa Famiglia" di Nazareth come il modello e l’esempio da
imitare… (art. 5).
Dante Innocenzo
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L’ISTITUTO SANTA
FAMIGLIA, di vita secolare
consacrata per coniugi, è nato dal cuore del Beato Don Giacomo
Alberione. "Aggregato" per un particolare dono di
Dio alla Società San Paolo, da cui promana lo specifico
carisma spirituale ed apostolico, si propone come fine la santità
della vita familiare e come missione specifica: l’annuncio di
Cristo Maestro Via, Verità e Vita.
Presta particolare attenzione ed impegno all’evangelizzazione
con gli strumenti della comunicazione sociale, quale privilegiata
forma di promozione umana e cristiana, "affinché Cristo viva
in ogni uomo secondo lo spirito di San Paolo" (Cf Statuto,
art. 37).
I membri dell’Istituto Santa Famiglia sono veri consacrati
nel mondo – consacrazione sigillata con i voti evangelici di
castità, povertà e obbedienza, secondo la loro fondamentale
vocazione matrimoniale – e traggono la loro origine dalla Santa
Famiglia di Nazareth, cui si ispirano come modello, luce e
sorgente di grazia.
Per informazioni rivolgersi alla Sede centrale:
Istituto "Santa Famiglia" –
Circonvallazione Appia 162 – 00179 Roma – e-mail: ist.santafamiglia@tiscali.it
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