Search















 

   


Da
Il Cooperatore Paolino
Mensile della Famiglia Paolina
Novembre 2006 n. 9

    
L’Istituto "Gesù Sacerdote"

   

Nel 1958 il beato Don Giacomo Alberione ha fondato gli Istituti paolini di vita secolare consacrata; tra questi fa parte l’Istituto "Gesù Sacerdote", approvato dalla Santa Sede l’8 aprile 1960, che accoglie sacerdoti diocesani.
  

Tra le dieci istituzioni, che costituiscono la Famiglia Paolina, la vocazione all’Istituto "Gesù Sacerdote" a prima vista è quella che presenta maggiori difficoltà ad essere capita e quindi accolta.

L’Istituto ha come membri solo i sacerdoti diocesani. Ma questi non hanno forse una propria vocazione così chiara e verificata per lungo tempo negli anni trascorsi in seminario prima dell’ordinazione sacerdotale? Cosa significa quanto è scritto nello Statuto che "per essere membri dell’Istituto si richiede la vocazione divina"? Ed il sacerdote diocesano non è forse legato al presbiterio della sua Diocesi e alle promesse fatte al proprio Vescovo? Seguire una forma di spiritualità diversa da quella diocesana, non significa quasi essere insoddisfatti della ricchezza spirituale messa in evidenza dal Decreto Conciliare Presbyterorum ordinis? Non ci sono già troppi movimenti nelle parrocchie, ora anche il parroco deve scegliere il suo movimento? Non è più saggio mantenersi fuori di ogni corrente, senza cioè entrare nel "Io sono di Pietro" ed "Io sono di Paolo", fenomeno che lo stesso Apostolo condanna?

Sono questi gli interrogativi che si presentano quando si fa la proposta ad un sacerdote diocesano di accogliere la "vocazione paolina", e sembra che ci sia una ragione più che sufficiente per sentirsi dire un sincero: "No, grazie!".

Sacerdoti dell'Istituto partecipanti a un Corso di Esercizi Spirituali a Camaldoli guidato da don Stefano Lamera.
Sacerdoti dell’Istituto partecipanti a un Corso di Esercizi Spirituali a Camaldoli guidato da don Stefano Lamera.

"La mano di Dio sopra di me"

"La mano di Dio sopra di me dal 1900 al 1960. La volontà del Signore si è compiuta, nonostante la miseria di chi doveva esserne lo strumento indegno ed inetto. Dal Tabernacolo: la luce, la grazia, i richiami, la forza, le vocazioni: in partenza e nel cammino […]. Sento la gravità, innanzi a Dio e agli uomini, della missione affidatami dal Signore […]. Questo è per me e per tutti che il Signore ha voluto ed ha fatto fare Lui! […] È piaciuto al Signore che ancora mi trovassi nella condizione di salute e possibilità di poter completare la Famiglia Paolina con i tre Istituti Secolari […]. Posso accertare tutti che tutto, solo e sempre è stato fatto con la luce del Tabernacolo ed in obbedienza; le approvazioni poi della Chiesa ci assicurano che le istituzioni sono buone e possono portare alla santità e sono conformi ai bisogni dei tempi".

Questa è l’introduzione che il Primo Maestro ha fatto prima di presentare gli Istituti Paolini ai confratelli venuti dalle varie parti del mondo nell’aprile 1960 nella Casa "Divin Maestro" di Ariccia. E Don Alberione continua nella V Istruzione della terza settimana del "Mese di Esercizi": "L’Istituto Gesù Sacerdote è per il clero diocesano. Tanti sacerdoti sentono vivo il bisogno di una spiritualità più profonda, di una famiglia spirituale a cui appartenere, di una vita più impegnata nella perfezione, abbracciando i consigli evangelici. E cercano questo pur restando al loro posto di ministero, così necessario anche se così gravoso. Si offre loro l’Istituto Gesù Sacerdote".

I sacerdoti della Società San Paolo, se credono alla nostra vocazione, devono prendere sul serio le parole del Beato Don Giacomo Alberione e chiedersi: come mai l’Istituto "Gesù Sacerdote" sia poco diffuso in Italia e quasi sconosciuto nelle nazioni dove è presente la loro Congregazione?

Quando Don Stefano Lamera, che credeva veramente alle parole del Beato Giacomo Alberione, vedeva un sacerdote aperto e al quale egli voleva bene, prendeva un foglio e diceva: "Firma!", "Che?…!", "Firma!" e prima che egli finisse di firmare si sentiva dire: "Da oggi fai parte dell’Istituto Gesù Sacerdote. Hai una grazia in più! Ringrazia la Regina degli Apostoli, San Giuseppe e San Paolo; prega il venerabile Don Giacomo Alberione". Molti restavano di stucco, ma oggi tutti ringraziano anche don Stefano, perché hanno ricevuto veramente una grazia in più nel loro ministero.

Davanti ai dati di fatto, c’è da chiedersi; che cosa pensare di quella che abbiamo considerato come ragione più che sufficiente il – sentirsi dire un sincero "No, grazie!"– ? Si risponde che il Concilio Vaticano II approva ed esorta i presbiteri a far parte degli istituti secolari e tale insegnamento è stato ribadito da Giovanni Paolo II (cfr. Perfectae caritatis, n. 11; Giovanni Paolo II, Pastores dabo vobis, n. 81; Vita consecrata, n. 10).

Il Beato Giacomo Alberione presenta molteplici motivazioni che giustificano l’adesione dei sacerdoti diocesani all’Istituto Gesù Sacerdote; ognuna delle quali meriterebbe una particolare trattazione. Esso è a servizio dei sacerdoti che vogliono rimanere "al loro posto di ministero, così necessario anche se così gravoso", e vivere una spiritualità profonda.

La "spiritualità diocesana" di per sé non esiste, perché non è possibile che ogni diocesi abbia la sua spiritualità, ma è più giusto parlare di "spiritualità pastorale", la quale coincide con lo stile di vita di Gesù Maestro e potrebbe essere sintetizzata nei pochi versetti di Marco: "Egli vide una grande folla e ne ebbe compassione, poiché erano come pecore che non hanno pastore. Allora incominciò a insegnare loro molte cose…". L’immagine di Gesù Maestro con il cuore del "buon pastore", vissuta nello stile di vita di San Paolo, è alla base della spiritualità dell’Istituto.

I sacerdoti, oggi in Italia, sono circa 280 membri, di cui alcuni sono Vescovi; sono sparsi in tutto il territorio nazionale con una prevalenza nelle Isole e nel Sud Italia. Sono retti da uno Statuto approvato dalla Santa Sede; l’approvazione pontificia è la garanzia che l’Istituto è secondo il volere di Dio ed è adeguato ai tempi. Sul territorio nazionale è diviso in zone e in gruppi; a cui presiede rispettivamente un Responsabile zonale e il Responsabile di gruppo. Il Delegato Provinciale, sacerdote della Società San Paolo, è l’animatore nazionale dell’Istituto, programma i Corsi degli Esercizi Spirituali, cinque in tutto l’anno e anima i ritiri di zona, che si aggirano intorno almeno tre volte durante l’anno; in alcuni gruppi ci sono riunioni mensili, animati dagli stessi sacerdoti.

L’appuntamento annuale è il Convegno; il prossimo avrà luogo dal 2 al 5 gennaio 2007 nella Casa Divin Maestro di Ariccia ed avrà come tema: "Don Stefano Lamera ed il suo apostolato per i sacerdoti e per le famiglie". È sempre possibile avere notizie sull’Istituto e dèpliant rivolgendosi a: Istituto "Gesù Sacerdote", Circonvallazione Appia, 162 - 00179 Roma; oppure via e-mail: cdomenico@iol.it.

Cascasi Domenico