Il 4 luglio in edicola allegato a Famiglia Cristiana il volume dedicato a

Famiglia Cristiana
+ il volume

 a sole £. 8.900

 

 

 Eremi e rocche dell’Appennino
   

Sono 18 i percorsi turistici suggeriti dal settimo volume della serie Itinerari d’Italia, dedicato a Emilia-Romagna e Marche, che sarà in edicola la settimana prossima con Famiglia Cristiana. Per la prima regione, le tracce sono 10 e riguardano Piacenza e i suoi colli, Parma e i luoghi verdiani, Reggio Emilia, Modena e l’Appennino, Bologna e i luoghi del sapere, la Via Emilia, le valli dell’Appennino romagnolo, Ferrara e i suoi Lidi, Ravenna, Rimini e la Riviera. Nelle Marche gli itinerari sono 8: oltre a quello che presentiamo in queste pagine (eremi e rocche dell’Appennino), visiteremo Urbino e la valle del Metauro, il Montefeltro, Pesaro e la sua costa, Ancona e il promontorio del Conero, i luoghi d’arte e di fede dell’Anconetano, il Maceratese, il Piceno tra i monti e il mare. 

   
EMILIA ROMAGNA

b070.gif (1008 byte) www.emiliaromagnaturismo.it contiene un interessante motore di ricerca interno per ritrovare informazioni sulle varie località e comuni, informazioni esaurienti sui mezzi di trasporto, link utili sulle possibilità di alloggio e pernottamento. Gli interessi, che la regione può offrire per il tempo libero e per il turista, sono suddivisi in quattro grandi aree: città d’arte e cultura, terme e benessere, Appennini e verde, Riviera adriatica.

b070.gif (1008 byte) www.agriturismo-er.com: sito ufficiale dell’Associazione Agriturismo Emilia Romagna. Le aziende sono raggruppate per provincia e illustrate, quasi sempre, con dettagliate informazioni.

b070.gif (1008 byte) www.parks.it/regione.emilia-romagna: esauriente guida alle aree protette della regione, con quanto può essere utile sapere per visitarle.

b070.gif (1008 byte) www.emmeti.it/Arte/ER/index.it.html: riporta, divisi per provincia, la maggior parte dei musei e dei luoghi artistici situati nella regione emiliana.

b070.gif (1008 byte) www.comune.bologna.it: contiene un interessante sportello virtuale dedicato al turismo con molte informazioni.

b070.gif (1008 byte) www.smart.it/Bologna/benvenuto.html: sito molto sintetico, diviso in quattro capitoli: il primo riguarda le informazioni storiche e culturali sulla città, il secondo monumenti musei e percorsi d’arte con una cartina completa della città e i tipi di percorsi consigliati a secondo di quanto ci si fermi, il terzo indica le fiere e le esposizioni presenti, il quarto gli alberghi.

b070.gif (1008 byte) www.comune.piacenza.it/: sito ufficiale con sezioni riguardanti il turismo, monumenti e musei, i trasporti e parcheggi. Una parte contiene cartine interattive della città.

b070.gif (1008 byte) www.farnese.net: offre informazioni circa i musei di Palazzo Farnese situati nella città di Piacenza.

b070.gif (1008 byte) www.comune.parma.it: è presente un’ampia sezione dedicata al turismo con percorsi e monumenti, indirizzi di alberghi e ristoranti.

b070.gif (1008 byte) www.parmaitaly.com: riporta accurate descrizioni di luoghi da visitare in città e in provincia. Possibilità di valutare e acquistare alcune proposte di viaggi.

b070.gif (1008 byte) www.comune.re.it: informazioni su trasporti e turismo del comune di Reggio Emilia.

b070.gif (1008 byte) www.comune.modena.it: una sezione del sito è rivolta a informazioni per il turista. In particolare ci sono alcuni itinerari consigliati, alcune iniziative e proposte. Alcune pagine riportano "curiosità" sul folklore e sui prodotti tipici.

b070.gif (1008 byte) www2.comune.fe.it/cgi-win/hiweb.exe/a6: guida accurata ai principali luoghi turistici in città e fuori, accompagnata da notizie e informazioni precise ed esaurienti.

b070.gif (1008 byte) www.comune.fe.it/turismo: informazioni utili per il turista offerte dal Comune di Ferrara.

b070.gif (1008 byte) www.comune.ra.it/turismo: sezione del sito ufficiale della città di Ravenna.

b070.gif (1008 byte) http://www.queen.it/citta/forli/indexit.htm: offre notizie solo su monumenti e percorsi artistici.

b070.gif (1008 byte) www.riminiturismo.it: un ricco portale della capitale dell’ospitalità e del divertimento.


Lo splendido borgo di Genga, vicino alle grotte di Frasassi.
Lo splendido borgo di Genga, vicino alle grotte di Frasassi.
   

MARCHE

b070.gif (1008 byte) www.agrimarche.egw.it: possibilità di ricercare le aziende agrituristiche della regione attraverso una maschera di ricerca oppure attraverso elenchi. Le singole aziende sono descritte in forma sintetica. Vengono forniti link interessanti a siti che offrono informazioni sul turismo e il tempo libero.

b070.gif (1008 byte) www.turismo.marche.it/it/it/index.asp: portale completo e ricco di informazioni. Individua in modo preciso percorsi e luoghi notevoli che possono interessare al turista.

b070.gif (1008 byte) www.regione.marche.it/turismo/ricettive/default.htm: offre informazioni su quanto riguarda il pernottamento e l’alloggio in ogni tipo di struttura (alberghi, ostelli, rifugi, villaggi, country house).

b070.gif (1008 byte) www.comune.ancona.it/ancona: non vi sono sezioni dedicate al turismo in modo particolare, ma si trovano informazioni in modo sparso.

b070.gif (1008 byte) www.rinascita.it/rinascita_web/pag_ascoli/info_tur.html: interessante il tour virtuale proposto, ma poco dettagliate le informazioni rivolte a chi voglia intraprendere un viaggio.

b070.gif (1008 byte) www.comune.macerata.it/comune.htm: il sito ufficiale della città fornisce informazioni generiche e scarne.

b070.gif (1008 byte) www.thecity.it/macerata: alcune informazioni utili si possono trovare a questo indirizzo.

b070.gif (1008 byte) www.abanet.it/pesaro: informazioni necessarie e particolari per il visitatore.

b070.gif (1008 byte) www.provincia.pesaro-urbino.it/turismo: percorsi artistici ed enogastronomici all’interno della provincia, interessanti e ben presentati.

b070.gif (1008 byte) www.urbinoinrete.it/Urbino/Turismo/Guida: guida artistica alla città di Urbino, con sezioni dedicate anche alle feste, alla ricettività e ai percorsi enogastronomici.

(Hanno collaborato Sonia Di Gisi, Michela Bellofiore, Massimo Rinaldi).


Eremi e rocche dell’Appennino

Tesori nascosti

di SIMONETTA PAGNOTTI - foto di Paolo Ferrari

«Anche i cartelli li mettono con parsimonia, quasi fossero un po’ gelosi dei turisti: per fortuna oggi qualcosa si muove». La nostra guida si chiama Wendy Farinelli, ha trent’anni e si giocherebbe tutto sulla scommessa dello sviluppo turistico di questa zona. Wendy è di Fabriano: qualche anno fa, con alcuni amici, sperava di mettere in piedi una cooperativa di guide. I tempi non erano maturi e così ha comprato un negozietto di fiori, anche se non dispera. «Stanno nascendo agriturismi un po’ dappertutto, a Fabriano, a Matelica, a San Severino: la Regione li incoraggia. E dire che l’Umbria è a pochi chilometri».

È una zona, questa, tutta da scoprire, anche se l’itinerario lungo le colline dell’Appennino marchigiano è a un’ora di strada da quelli, più noti e più frequentati, del territorio di Urbino e del Maceratese. Qui le province si intrecciano a ogni svolta; per scoprire questi tesori nascosti, fatti apposta per un turismo familiare, è necessario concedersi continue deviazioni. Solo così si può apprezzare quel panorama incontaminato che è poi una delle principali attrattive di questa zona.

Si parte da Fabriano, che merita pienamente il titolo di città d’arte anche se fino a questo momento, nell’immaginario della gente, ha prevalso l’aspetto di città industriale. Oggi è tutta un cantiere, come del resto buona parte dei centri storici del territorio: procedono a pieno ritmo i lavori di ripristino del dopo terremoto e i grandi monumenti sono "incartati", a cominciare dalla Cattedrale e dal Palazzo del Podestà, che divideva il castrum vetus da quello nuovo: «C’è grande attesa per il futuro», spiega Wendy.

In questa stagione, il centro storico è arricchito dai colori del palio di San Giovanni, un’altra delle testimonianze del passato glorioso del Comune di Fabriano, famoso per la carta e per l’arte del ferro. È una terra ricca di tradizioni popolari legate al rapporto molto stretto fra città e campagna.

Petali di rosa contro le streghe

«Dalle nostre parti sono tutti "metalmezzadri"», spiega Wendy, «lavorano in fabbrica e curano il loro pezzo di terra: forse per questo continuano certe usanze, come quella di mettere a bagno in una bacinella, la notte di San Giovanni, che è anche la notte delle streghe, elicriso, petali di rosa e foglie di noce, per poi lavarsi la mattina dopo, in segno di purificazione. E nessuno pianta prima l’insalata, altrimenti "la strega la manda in cima"».

Siamo in campagna, sulla strada per Sassoferrato, esempio tutto marchigiano di borgo fortificato, con la Rocca di Albornoz a dominare la vallata. Giù in basso gli scavi dell’antica Sentinum, teatro della famosa battaglia tra Romani e Galli senoni. «Basta scavare e vengono a galla reperti archeologici: i veterani romani avrebbero sepolto qui i loro tesori, che ancora aspettano di essere ritrovati».

Il paesaggio si fa più aspro, speroni di roccia spuntano nel verde dei boschi. Risaliamo il monte Catria, dove san Romualdo fondò il monastero di Fonte Avellana. È uno dei luoghi che per la sua bellezza attira i pullman dei turisti, ma i monaci difendono tenacemente la tranquillità del luogo e gli orari rigorosi della visita, che dalla basilica romana schiude le porte del famoso scriptorium dei monaci. Qui si ritirò san Pier Damiani e fu ospitato Dante, nel suo esilio.

Da Fonte Avellana completiamo l’anello che porta al Parco della Rossa, alla splendida cittadina di Genga e alle grotte di Frasassi. Questo ipogeo straordinario, detto anche "grotta grande del vento", fu scoperto nel 1971 dal Gruppo speleologico marchigiano del Cai di Ancona. Le grotte – cinque, più due visitabili solo con attrezzatura speleologica – sono state aperte al pubblico a partire dal 1974, grazie a comodi camminamenti e a una sapiente illuminazione che valorizza al massimo la spettacolarità delle sale. La prima, la famosa "Abisso Ancona", è grande quanto il Duomo di Milano.

È un mondo vero e proprio, con le stalattiti e stalagmiti sfumate dal bianco al color del miele che suggeriscono immagini di fantasia: ci vengono incontro Dante, la Madonna, i giganti, l’obelisco, il castello delle streghe. Tornati all’aria aperta, una svolta di strada ci riporta in pieno Medioevo con la splendida abbazia romanica di San Vittore delle Chiuse, da dove partono i sentieri del Parco della Rossa.

Ancora una deviazione per il castello di Frontone, un altro borgo medievale fortificato in restauro, e poi, in direzione Ancona, "svalicando" verso il mare, raggiungiamo Serra San Quirico, antichissimo borgo medievale di origine longobarda che visto dal basso, secondo le indicazioni di Annibal Caro, il traduttore dell’Eneide, assume la forma fascinosa di un vascello nel mare. Suggestivo il camminamento delle "coppertelle", un esempio di strada coperta che, all’occorrenza, diventava zona di difesa. Purtroppo è chiusa per restauro la chiesa di Santa Lucia, gioiello del barocco. Anche la piazza centrale è tutta un cantiere, con la bella fontana che, secondo la tradizione, gli abitanti del paese avrebbero rubato alla vicina Arcevia, smontandola e ricostruendola nello spazio di una notte.

«Da allora i due paesi si contendono il brevetto dei "calcioni", biscottoni tipici farciti di pecorino dolce che sappiamo fare solo noi», spiega Marie France, proprietaria del bar ristorante "Lo Stambecco", figlia di emigrati francesi e ormai per tutti Mari Fro.

È ora di riprendere la strada verso sud per arrivare a Matelica, annunciata dalle distese dei vigneti del Verdicchio. D’obbligo la visita al Museo Piersanti, una ricca collezione che comprende, fra le altre opere, un prezioso Crocefisso di Antonio da Fabriano. Per chi non ha fretta è consigliabile una deviazione per il castello di Precicchie e l’abbazia di Val di Castro, prima di arrivare a San Severino Marche, l’antica Septempeda.

Il nucleo più antico è arroccato sul monte Nero: qui si rifugiarono gli abitanti del municipio romano per sfuggire alle invasioni barbariche, portandosi il corpo del vescovo Severino. Con la nascita del commercio, il cuore pulsante della città si spostò in basso, dove oggi si apre piazza del Popolo, una delle piazze più belle delle Marche con la sua inconfondibile forma ellittica. Il teatro Feronia, opera di Ireneo Aleandri, testimonia la ricca vita culturale della città, che lega per sempre il suo nome a quello dei fratelli Salimbeni, maestri del gotico fiorito marchigiano.

La strada continua per Camerino, "città in rinascita", che respira un’aria di grande fermento dopo aver ultimato una buona parte dei cantieri seguiti al terremoto.

La rocca dei Da Varano ci introduce nel territorio dei Monti Sibillini. Il paesaggio diventa più aspro e "scuro". Subito dopo il lago di Polverina e l’abbazia di Monte Cavallo entriamo nel Parco nazionale, fino a raggiungere il borgo medievale di Visso e poi Ussita. È questa una tipica zona di villeggiatura, ricca di trote, tartufi e leggende. Su tutto, aleggia il mistero della Sibilla, regina incontrastata di queste montagne, immancabilmente un po’ fata e un po’ strega.

Simonetta Pagnotti

Il monastero di Fonte Avellana.
Il monastero di Fonte Avellana.

Che buoni ciauscolo, crescia e cicerchia

«Non crediamo al turismo dei pullman, vorremmo un turismo familiare e motivato». Paolo Severini, terza generazione dell’hotel ristorante "Due Torri" di San Severino Marche, è orgoglioso delle pagine che Vittorio Sgarbi ha dedicato alla madre Anna, depositaria di arte culinaria e tradizione. I piatti tipici della zona hanno il profumo delle erbe di campagna: anice, cicerchia, finocchio selvatico e mentuccia. Piatti tipici i vincigrassi, una sorta di lasagne molto ricche, e la crescia, una focaccia tenera. Quanto ai salumi, tipici della zona sono il ciauscolo, una soppressata aromatica da spalmare sul pane, il salame di Fabriano e i ciarimboli. Questa è anche terra di vini importanti, a cominciare dal Verdicchio di Matelica, cugino di quello dei Castelli di Jesi, che vanterebbe origini etrusche. Ottimi anche gli altri vini marchigiani, dalla Lacrima di Morro d’Alba al Rosso Conero, alla Vernaccia di Serra Petrona. In tutta la zona stanno nascendo nuovi agriturismi, alcuni davvero molto belli e con prezzi piuttosto contenuti, mentre trova parecchio consenso la formula ancora più economica del bed and breakfast. Non vanno dimenticati, infine, alcuni appuntamenti culturali importanti, come il Festival del blues di San Severino Marche, sede anche del premio letterario Salimbeni. A Precicchie, che ospita corsi di danza medievale, si tiene una rassegna di cinema amatoriale, mentre Serra San Quirico, da alcuni anni, organizza un’interessante rassegna internazionale di teatro per le scuole.

  

I grandi capolavori dell’"arte minore"

L’itinerario lungo l’Appennino marchigiano sembra fatto apposta per ripercorrere uno scorcio di quell’arte minore che ha assicurato a questa regione un ruolo da protagonista nella storia della pittura. I capolavori della Pinacoteca di Fabriano, che la spoliazione napoleonica ha privato delle opere di Gentile, il più grande maestro della scuola fabrianese, sono ospitati, dopo il terremoto, nel complesso di San Domenico, dove ha sede anche il famoso Museo della carta e della filigrana. La Pinacoteca di San Severino Marche ospita i capolavori di Iacopo e Lorenzo Salimbeni, grandi esponenti del gotico fiorito marchigiano, a cominciare dalla splendida tavola dello Sposalizio mistico di santa Caterina, datata e firmata dallo stesso Lorenzo. La Pinacoteca di San Severino raccoglie anche opere del Nuzi e dell’Alunno, oltre alla famosa Madonna della Pace del Pinturicchio. Dal 21 luglio la città, che ha avuto come sindaco Vittorio Sgarbi, ospiterà una grande esposizione dedicata al Rinascimento marchigiano. Anche Camerino si prepara a inaugurare, nel 2002, una mostra che riporterà a casa tutti i capolavori della scuola pittorica camerinese. Un appuntamento importante, preparato dai lavori di restauro del dopo terremoto, in buona parte ultimati. Hanno già riaperto le loro sale la Pinacoteca e il Museo Archeologico, nell’ex convento di San Domenico. Riaperte al pubblico anche la Cattedrale e la chiesa di San Filippo, dove è stata ricollocata la tela del Tiepolo. In preparazione all’evento del 2002, già quest’estate sarà allestita una mostra sulla corte dei Da Varano. Protagonista Giulio Cesare Da Varano, il grande mecenate ucciso da Cesare Borgia.

  

Dalla chiesa al museo passando dalle grotte

È ricchissimo l’itinerario tra eremi e rocche dell’Appennino marchigiano. Numerosi gli uffici turistici: a Fabriano ce ne sono due, in piazza del Comune 41 (telefono 0732/53.87) e in piazza Manin 11 (0732/62.50.67); a Sassoferrato è in piazza Matteotti 3 (0732/95.62.31); a Matelica in piazza Mattei (0737/85.671); a San Severino Marche in piazza del Popolo (0733/63.84.14); a Camerino in piazza Cavour 19 (0737/63.25.34); a Ussita in piazza XI Febbraio 5 (0737/99.124). Il Consorzio Grotte di Frasassi è a Genga, in largo Leone XII (0732/97.30.39). A San Severino ha sede anche la Comunità montana Alta Valle del Potenza, in via Salimbeni 6 (0733/63.72.45). Tra i numerosissimi musei segnaliamo, a Fabriano, la Pinacoteca civica, in via del Polo (0732/70.92.55), il Museo della carta, in largo F.lli Spacca (0732/70.92.97); a Sassoferrato il Museo delle tradizioni popolari, in via Minzoni (0732/95.62.31); a Camerino l’Orto botanico dell’Università, in viale Oberdan 2 (0737/63.34.44). Tra le chiese, l’abbazia di S. Croce a Sassoferrato (0732/62.94.50), a Serra di S. Abbondio l’eremo di Fonte Avellana (0721/73.02.61), a Genga l’abbazia di S. Vittore delle Chiuse (visite ore 9-13 e 15-19).

Siti Internet: www.cadnet.marche.it; www.parks.it/parco.sibillini.


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