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Editoriale.
 di Antonio Tarzia

Re Obama nel presepe

Quest’anno i Re Magi sono arrivati in anticipo: nei laboratori napoletani e nelle vetrine artigiane di via San Gregorio degli Armeni, già nel pomeriggio del 4 novembre Barack Obama, coronato re afroamericano degli Stati Uniti d’America, sorrideva trionfante, aspettando gli altri due re sapienti che dietro la stella avanzavano lentamente lungo i deserti orientali.

Questo aggiornamento dei "pastori" nel presepe napoletano, vissuto da qualcuno come una profanazione, è solo un’affettuosa attualizzazione dell’evento divino, diventato cronaca viva nei vicoli della città partenopea: un modo di personalizzare la tradizione religiosa, di parteciparvi facendo irrompere sulla scena la storia dei nostri giorni. Il presepe è un fatto di famiglia, Dio si fa bambino ogni volta che noi siamo in grado di riconoscerlo e di trovargli un posto nella nostra vita. Alla scuola del presepe, una delle più tenere ed educative tradizioni religiose del nostro Paese, non vogliono più partecipare alcune insegnanti affette dal virus del politically correct (a volte più virulento del morbillo), che impediscono ai bambini di esprimersi e di sognare in squadra con i compagni di scuola. Raccogliere il muschio, reperire i pezzi di sughero, costruire le montagne e i villaggi, i fiumi e il laghetto, appendere sul cartone blu le stelle di stagnola: tutto questo è come creare un mondo, rivivere una storia vera di duemila anni fa che, attraverso la fede e la cultura, è arrivata fino a noi. Chi ha partecipato anche solo una volta alla costruzione del presepe lo ricorderà con nostalgia per tutta la vita.

Di certo non hanno mai fatto il presepe quei buontemponi del Consiglio comunale di Oxford che hanno deciso di cancellare dal calendario la festa di Natale...  continua

Jesus n. 12 dicembre 2008 - Copertina

Dicembre 2008.

L'EREDITÀ E LA SPERANZA
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PENTECOSTE IN GARAGE
Le cosiddette «Black Churches» non sono soltanto un fenomeno americano. Anche nel nostro Paese...

L'ARCHITETTO DELLA SALVEZZA - ANNO PAOLINO

    
IVREA: UNA CHIESA AL TEMPO DELLA PRECARIETÀ
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È la terra dove ha sede l’Università di Al Azhar, il centro dell’ortodossia sunnita mondiale, istituzione che dialoga direttamente con la Santa Sede... » vai

LA FEDE IN INTERNET

Il vangelo secondo Zaccheo
di Emanuele Fucecchi

 

Il Vangelo secondo Zaccheo.

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Genocidio silenzioso. Così i vescovi del Congo hanno definito il nuovo dramma che stanno vivendo le popolazioni del Nord Kivu e Goma...  » continua

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Entro fine gennaio 2009 milioni di iracheni andranno alle urne per eleggere i loro rappresentanti nei consigli provinciali di 14 delle 18 giurisdizioni... 
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Modificato venerdì 28 novembre 2008

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