LA
FEDE IN INTERNET Se
la Rete diventa strumento
per predicatori infuocati
di Giorgio Banaudi
internauta
Con
lo stesso martello posso costruire una cattedrale o distruggere un
ponte: tutto dipende dalla testa che muove la mano. Il fatto che gli
strumenti del comunicare, oggi a disposizione di quasi tutti, siano
così potenti, rapidi e sofisticati, non ha ancora modificato in meglio
la mente di chi li usa. Le ricerche ci dicono che gli adolescenti
maturano nuove abilità, percezione visiva accresciuta, tempi di
risposta mediamente più rapidi, ma sul fronte della saggezza? La strada
è lunga e nemmeno la Rete conosce scorciatoie per imparare a viverla in
modo più costruttivo. Non per niente i legislatori di vari Paesi
europei stanno correndo ai ripari per mettere limiti agli usi stravolti.
E se i siti di video, come www.you.tube.com
diventano anche strumenti per dileggiare e offendere persone e
nazioni, se le pagine web diventano pulpiti per predicatori infuocati,
allora si corre ai ripari: chiudendo le strade, dal momento che il buon
senso non sembra crescere online. Prendi ad esempio l’ultimo pamphlet
di Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani
(e meno che mai cattolici). Il docente universitario di Torino (www.unito.it),
autore di opere divulgative su matematica e logica, ovviamente non
sfugge alle trafile del web: dalla presentazione, alla recensione, ai
commenti, è tutto un crescendo di siti e di link.
A
ben pensarci la Rete potrebbe fornire un ambito di discussione
interessante, orizzontale e aperto a contributi che difficilmente
potrebbero nascere in altri contesti. Eppure sembra inevitabile che
internet in questi casi esalti i vizi e nasconda le virtù. Il primo
sito da osservare è quello commerciale di Ibs, la libreria online più
frequentata d’Italia (www.ibs.it)
che offre link per ascoltare le prime pagine, ospitate da www.radioalt.it,
o leggere direttamente qualche stralcio del libro e consultare corpose
recensioni, visibili su www.wuz.it.
Ma soprattutto la Rete permette la raccolta dei liberi interventi di
tanti lettori, con scarse possibilità di censure e condizionamenti. Nel
caso del testo di Odifreddi si sono accumulati in pochi giorni oltre 100
interventi: sembra quasi di assistere al convegno dei partigiani della
scienza contro gli apologeti della religione. Non mancano critiche
pacate accanto a elogi, ma troppi sono gli estremisti che fanno breccia.
Sul forum moderato dall’autore, forum.panorama.it,
le cose non vanno meglio: si fatica a individuare una via di mezzo.
Sempre
meglio tentare, allora, l’incontro sul terreno del dialogo, come
quello proposto dal referente diocesano per la cultura di Torino, don
Ermis Segatti che ha invitato l’autore insieme a un altro docente
universitario e un teologo, per un confronto a più voci. Come è andata
a finire? Basta chiedere al curatore del convegno segatti@alice.it.
Giorgio Banaudi
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