CULTURA
- SACRE SCRITTURE Al
Festival biblico
i Testi diventano coralii
di A. Mar.
Il
libro della Bibbia torna a svolgere il ruolo di protagonista della terza
edizione del Festival biblico, iniziativa promossa dalla diocesi di
Vicenza e dal Centro culturale San Paolo, che avrà al centro delle
giornate dal 30 maggio al 2 giugno il tema I tempi delle Scritture.
Una delle intuizioni più felici del Festival consiste nel restituire
al Testo sacro la caratteristica che gli è propria: la
"coralità". Si tratta, infatti, di un testo scritto a più
mani, maturato lungo periodi differenti e, soprattutto, scaturito da
contesti vitali molto eterogenei tra loro.

Il Festival biblico di Vicenza porta il
Testo sacro oltre i recinti
della liturgia e i confini rigorosi degli studi specialistici.
Sintonizzandosi con questa lunghezza d’onda, il Festival mette le
Sacre Scritture ebraico-cristiane al centro di un crocevia di iniziative
volte da una parte a svelare le potenzialità che si sprigionano (e che
nel corso della storia si sono sprigionate...) dall’incontro fecondo
con altri campi del sapere e delle arti, e dall’altra a mostrare la
fecondità di un odierno accostamento non univoco e monocorde. Dunque
una coralità di approcci e di espressioni si profila come la modalità
più pertinente e produttiva per entrare in rapporto dinamico con le
Scritture.
Da qui la ricca varietà delle sezioni del Festival. La Bibbia è
portatrice di una "parolacheparla", che interpella l’intelligenza,
suscita interrogativi e offre risposte alla sete di verità dell’uomo.
Ecco allora un ampio ventaglio di conferenze, dibattiti e seminari
formativi, in cui sarà possibile ascoltare le proposte di teologi quali
Bruno Forte, Pierangelo Sequeri, Stella Morra, Diego Baldan e Dario
Vivian, e raccogliere le riflessioni di biblisti, tra i quali ricordiamo
Bruno Maggioni, Roberto Vignolo, Franco Mosconi e Augusto Barbi.

Ci si potrà pure immergere nell’ascolto gustoso di alcune pagine
bibliche declamate da Claudia Koll e accompagnate dal commento di
Gianfranco Ravasi. Ma non mancheranno gli apporti di discipline che solo
apparentemente sembrano del tutto estranee al mondo biblico, ma che in
realtà possono gettare luci inedite sul rapporto tra Scrittura e i
campi cosiddetti "profani". Ecco la presenza di sociologi,
pubblicisti ed economisti, fra i quali Armando Torno, Massimiano Bucchi,
Vincenzo d’Andrea, Italo De Sandre e Bruno Tabacci, solo per citarne
alcuni.
La bellezza delle Sacre Scritture può pervaderci pure attraverso i
suadenti sentieri dell’arte figurativa e musicale, cui sono dedicate
le sezioni "paroladavedere" e "profumodiparola", con
la ricca offerta di concerti, spettacoli teatrali, mostre, percorsi
artistici, balletti e proiezioni cinematografiche. Non stupisce, dunque,
la presenza di Angelo Branduardi, Sonigt Tchakerian, Patrizia Laquidara,
Lodovico Cardellino, del gruppo Settimane musicali dell’Olimpico e del
coro Russia cristiana. Abbondantissime poi le esposizioni: le icone di
Palazzo Leoni Montanari; i manoscritti, gli incunaboli e i volumi
antichi della Biblioteca Civica Bertoliana; le ceramiche del Museo
Civico di Nove; le preziose opere custodite nel Museo Diocesano e, in
sintonia col tema di quest’anno, la singolare curiosità degli orologi
notturni dei Papi.

Ce
n’è proprio per tutti i gusti. Nemmeno i bambini son stati
dimenticati: per loro, nella sezione "parolatralemani",
verranno allestiti momenti di animazione con il teatro dei burattini e
altre attività ricreative. Chi riteneva inadeguato o irriverente
mettere in campo attività ludiche dovrà ricredersi, anche perché pure
il palato viene in qualche modo coinvolto e stuzzicato: si potrà "gustarelaparola"
anche con un fresco aperitivo e ascoltando buona musica.
Riaffiorano alla memoria le parole di Gregorio Magno che, riferendosi
alle opere esegetiche di cui si avvaleva, ammetteva candidamente di
sentire il bisogno di una coralità di voci che lo aiutassero per la
comprensione del testo biblico: «So che per lo più molte cose nella
Sacra Scrittura, che da solo non sono riuscito a capire, le ho capite
mettendomi di fronte ai miei fratelli». Non dimentichiamo poi che una
delle potenzialità che si sprigionano dal confronto con la Bibbia, è
la capacità di suscitare e sostenere la speranza, come emergerà dagli
incontri con i testimoni del nostro tempo: saranno con noi il vescovo
Giancarlo Bregantini e don Antonio Mazzi.

Nel
grande cantiere del Festival non mancheranno momenti più prettamente
formativi, indirizzati in particolar modo (pur non esclusivamente) agli
operatori pastorali, animatori, catechisti e insegnanti di religione.
Tre biblisti freschi di studi allestiranno un laboratorio ciascuno all’interno
della rassegna "L’Eterno nel tempo". Carlo Broccardo si
occuperà dei tre tempi che scandivano la vita nel periodo in cui visse
Gesù: quello vissuto tra le pareti di casa, quello dedicato alla
preghiera in sinagoga e quello consacrato alle liturgie solenni al
tempio di Gerusalemme ("I momenti domestici e gli attimi del
culto"). Martino Signoretto tratterà dei tempi della Bibbia
accostando alcuni brani dei profeti con suggestivi commenti fotografici
("L’attesa tra nostalgia e profezia"). Infine, mediante una
rassegna di sequenze cinematografiche tratte da alcuni film dedicati
alla figura di Gesù, Aldo Martin mostrerà come diversi registi hanno
intuito e reinterpretato i racconti evangelici ("Cristo ieri, oggi
e sempre: a spasso tra i film...").
Oltre che al contenuto, i laboratori vogliono offrire una metodologia
innovativa e disinvolta nell’utilizzo del computer, di internet e del
linguaggio cinematografico all’interno della catechesi e dell’insegnamento.

Il Festival biblico 2007 offre tutto questo e altro ancora. In un
caleidoscopio che avrebbe incontrato il plauso di un antico amante delle
Sacre Scritture, come sant’Efrem, il quale ebbe a dire: «Il Signore
ha colorato la sua Parola di bellezze svariate, perché coloro che la
scrutano possano contemplare ciò che preferiscono. Ha nascosto nella
sua Parola tutti i tesori, perché ciascuno di noi trovi una ricchezza
in ciò che contempla».
a.mar.
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