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Nelle immagini di questa pagina, alcuni momenti dell’edizione 2006.

 

CULTURA - SACRE SCRITTURE

Al Festival biblico
i Testi diventano coralii
di A. Mar.
  

Il libro della Bibbia torna a svolgere il ruolo di protagonista della terza edizione del Festival biblico, iniziativa promossa dalla diocesi di Vicenza e dal Centro culturale San Paolo, che avrà al centro delle giornate dal 30 maggio al 2 giugno il tema I tempi delle Scritture.

Una delle intuizioni più felici del Festival consiste nel restituire al Testo sacro la caratteristica che gli è propria: la "coralità". Si tratta, infatti, di un testo scritto a più mani, maturato lungo periodi differenti e, soprattutto, scaturito da contesti vitali molto eterogenei tra loro.


Il Festival biblico di Vicenza porta il Testo sacro oltre i recinti
della liturgia e i confini rigorosi degli studi specialistici. 

Sintonizzandosi con questa lunghezza d’onda, il Festival mette le Sacre Scritture ebraico-cristiane al centro di un crocevia di iniziative volte da una parte a svelare le potenzialità che si sprigionano (e che nel corso della storia si sono sprigionate...) dall’incontro fecondo con altri campi del sapere e delle arti, e dall’altra a mostrare la fecondità di un odierno accostamento non univoco e monocorde. Dunque una coralità di approcci e di espressioni si profila come la modalità più pertinente e produttiva per entrare in rapporto dinamico con le Scritture.

Da qui la ricca varietà delle sezioni del Festival. La Bibbia è portatrice di una "parolacheparla", che interpella l’intelligenza, suscita interrogativi e offre risposte alla sete di verità dell’uomo. Ecco allora un ampio ventaglio di conferenze, dibattiti e seminari formativi, in cui sarà possibile ascoltare le proposte di teologi quali Bruno Forte, Pierangelo Sequeri, Stella Morra, Diego Baldan e Dario Vivian, e raccogliere le riflessioni di biblisti, tra i quali ricordiamo Bruno Maggioni, Roberto Vignolo, Franco Mosconi e Augusto Barbi.

Ci si potrà pure immergere nell’ascolto gustoso di alcune pagine bibliche declamate da Claudia Koll e accompagnate dal commento di Gianfranco Ravasi. Ma non mancheranno gli apporti di discipline che solo apparentemente sembrano del tutto estranee al mondo biblico, ma che in realtà possono gettare luci inedite sul rapporto tra Scrittura e i campi cosiddetti "profani". Ecco la presenza di sociologi, pubblicisti ed economisti, fra i quali Armando Torno, Massimiano Bucchi, Vincenzo d’Andrea, Italo De Sandre e Bruno Tabacci, solo per citarne alcuni.

La bellezza delle Sacre Scritture può pervaderci pure attraverso i suadenti sentieri dell’arte figurativa e musicale, cui sono dedicate le sezioni "paroladavedere" e "profumodiparola", con la ricca offerta di concerti, spettacoli teatrali, mostre, percorsi artistici, balletti e proiezioni cinematografiche. Non stupisce, dunque, la presenza di Angelo Branduardi, Sonigt Tchakerian, Patrizia Laquidara, Lodovico Cardellino, del gruppo Settimane musicali dell’Olimpico e del coro Russia cristiana. Abbondantissime poi le esposizioni: le icone di Palazzo Leoni Montanari; i manoscritti, gli incunaboli e i volumi antichi della Biblioteca Civica Bertoliana; le ceramiche del Museo Civico di Nove; le preziose opere custodite nel Museo Diocesano e, in sintonia col tema di quest’anno, la singolare curiosità degli orologi notturni dei Papi.

Ce n’è proprio per tutti i gusti. Nemmeno i bambini son stati dimenticati: per loro, nella sezione "parolatralemani", verranno allestiti momenti di animazione con il teatro dei burattini e altre attività ricreative. Chi riteneva inadeguato o irriverente mettere in campo attività ludiche dovrà ricredersi, anche perché pure il palato viene in qualche modo coinvolto e stuzzicato: si potrà "gustarelaparola" anche con un fresco aperitivo e ascoltando buona musica.

Riaffiorano alla memoria le parole di Gregorio Magno che, riferendosi alle opere esegetiche di cui si avvaleva, ammetteva candidamente di sentire il bisogno di una coralità di voci che lo aiutassero per la comprensione del testo biblico: «So che per lo più molte cose nella Sacra Scrittura, che da solo non sono riuscito a capire, le ho capite mettendomi di fronte ai miei fratelli». Non dimentichiamo poi che una delle potenzialità che si sprigionano dal confronto con la Bibbia, è la capacità di suscitare e sostenere la speranza, come emergerà dagli incontri con i testimoni del nostro tempo: saranno con noi il vescovo Giancarlo Bregantini e don Antonio Mazzi.

Nel grande cantiere del Festival non mancheranno momenti più prettamente formativi, indirizzati in particolar modo (pur non esclusivamente) agli operatori pastorali, animatori, catechisti e insegnanti di religione. Tre biblisti freschi di studi allestiranno un laboratorio ciascuno all’interno della rassegna "L’Eterno nel tempo". Carlo Broccardo si occuperà dei tre tempi che scandivano la vita nel periodo in cui visse Gesù: quello vissuto tra le pareti di casa, quello dedicato alla preghiera in sinagoga e quello consacrato alle liturgie solenni al tempio di Gerusalemme ("I momenti domestici e gli attimi del culto"). Martino Signoretto tratterà dei tempi della Bibbia accostando alcuni brani dei profeti con suggestivi commenti fotografici ("L’attesa tra nostalgia e profezia"). Infine, mediante una rassegna di sequenze cinematografiche tratte da alcuni film dedicati alla figura di Gesù, Aldo Martin mostrerà come diversi registi hanno intuito e reinterpretato i racconti evangelici ("Cristo ieri, oggi e sempre: a spasso tra i film...").

Oltre che al contenuto, i laboratori vogliono offrire una metodologia innovativa e disinvolta nell’utilizzo del computer, di internet e del linguaggio cinematografico all’interno della catechesi e dell’insegnamento.

Il Festival biblico 2007 offre tutto questo e altro ancora. In un caleidoscopio che avrebbe incontrato il plauso di un antico amante delle Sacre Scritture, come sant’Efrem, il quale ebbe a dire: «Il Signore ha colorato la sua Parola di bellezze svariate, perché coloro che la scrutano possano contemplare ciò che preferiscono. Ha nascosto nella sua Parola tutti i tesori, perché ciascuno di noi trovi una ricchezza in ciò che contempla».

a.mar.

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