LA
FEDE IN INTERNET
Da Timeline a Squared,
il nuovo avanza
e semplifica la vita
di Giorgio Banaudi
internauta
Le
cose nuove più interessanti (Mt 13,52) sono quasi sempre quelle che
valorizzano l’antico e ci permettono di recuperare quanto la nostra
esperienza va raccogliendo, giorno dopo giorno. Man mano che la Rete
si estende scopriamo nuovi strumenti e ci abituiamo all’idea che sul
web nulla è definitivo. Questi strumenti ci stanno gradualmente
cambiando, stiamo migrando da un approccio lineare, scandito dal tempo
in modo sequenziale, verso un approccio multiplo, a collegamento
reticolare, più cose insieme, sovrapposte e connesse. Se un tempo
bastava un computer per risolvere i vari problemi, oggi invece servono
eserciti di server connessi tra loro per elaborare le incredibili
quantità di dati necessari al nostro complicatissimo mondo: ma anche
questo reticolo di pc, il grid computing, sta evolvendo verso
il cloud computing, cioè una disseminazione nebulosa di
risorse nei luoghi più disparati.
Come al solito dal magico cappello di Google spuntano idee
originali: la prima che vorremmo suggerire è http://newstimeline.google.com.
Si tratta di un servizio che consente di visualizzare l’evolversi di
argomenti e notizie nel tempo, recuperandoli dalle pagine dei
quotidiani, riviste, siti e blog. Sembra di sfogliare un calendario da
tavolo. Si sceglie una notizia; compare l’elenco delle testate che
ne parlano (in modo diretto o indiretto) in ordine cronologico, e si
può percorrere questo tabellone elettronico avanti e indietro, per
vedere come nasce la notizia e come si evolve, scegliendo il dettaglio
voluto (mese, settimana, giorno...). Al momento è disponibile solo in
inglese, ma è già un utile strumento. Interessante, ad esempio,
seguire il viaggio del Papa in Israele, realizzando una sorta di
cronaca molto articolata, con foto, video da Youtube e commenti della
stampa estera. Un altro originale strumento di analisi si incontra
alla pagina http://squared.google.com.
Il titolo allude al concetto del tabellone. Basta fornire un paio
di elementi (come "marian sanctuary", oppure "american
saints") e il sistema va alla ricerca di questa combinazione,
organizzando una tabella con i vari elementi, impostando le colonne in
base a criteri automatici (o suggeriti da noi) in grado di fornire
informazioni interessanti.
Ovviamente il rischio è di attribuire a questi strumenti un peso e
un credito eccessivi. Raccogliere informazioni è ben diverso dal
valutarle e analizzarle. Leggere non significa capire. E non sempre la
mole di dati aiuta la comprensione dei concetti. Nel frattempo
apprezziamo lo sforzo che la Chiesa sta mettendo in campo: il 43°
messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni parla
sicuramente la lingua dei nostri giorni e dà buona prova di sé sul
sito http://www.pope2you.net
Giorgio Banaudi
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