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REPORTAGE
NOLA

UNA CITTA',
UNA DIOCESI
PESARO

INTERVISTA
ABUSI SESSUALI

DOSSIER
PRETI SENZA FRONTIERE

UNA CITTA', UNA DIOCESI - PESARO

L'isola felice che non c'è più
di ANNACHIARA VALLE – foto di ALESSIA GIULIANI/CPP

Crisi economica, aumento del disagio sociale, infiltrazioni mafiose. Pesaro, città attiva e vivace, si trova oggi a fare i conti con fenomeni un tempo sconosciuti. In questo contesto, la comunità cristiana si sta dimostrando preziosa, scommettendo su attenzione ai giovani, formazione e impegno solidale.

La Palla di Arnaldo Pomodoro in piazzale Libertà, a Pesaro.

La Palla di Arnaldo Pomodoro in piazzale Libertà, a Pesaro.

La chiamano la città delle cinque M: mare, monti, musica, mobili, maioliche. Erano sei, ma la sesta – moto – da tempo non esiste più. La Benelli, infatti, ha chiuso i battenti come molte delle piccole e piccolissime industrie che in questi anni hanno fatto i conti con la crisi. Una crisi che a Pesaro, forse, si è sentita meno che altrove, ma che ha lasciato comunque a casa decine e decine di persone.

«Hanno risentito di più di questa situazione gli immigrati e i non pesaresi», spiega don Marco Di Giorgio, direttore della Caritas. Il tessuto sociale e familiare, infatti, qui regge ancora e, grazie soprattutto all'aiuto di genitori e nonni, chi ha perso il lavoro non si è trovato in gravissime difficoltà.

Rocca Costanza.

Rocca Costanza.

«Anche se», dice ancora don Marco, «un aumento della povertà lo si registra anche nelle piccole cose. La nostra mensa, per esempio, che serviva 40 pasti al giorno, adesso ne prepara un centinaio e il nostro Osservatorio sulla povertà ci dice di situazioni che stanno via via peggiorando. Notiamo con soddisfazione, però, la capacità di accoglienza e solidarietà della Chiesa e della città».

Un territorio non vastissimo, quello della diocesi di Pesaro, 287 chilometri quadrati, con il paesino più distante dalla città ad appena 20 chilometri. Sei vicarie con 54 parrocchie, e una miriade di associazioni, movimenti, gruppi, esperienze. Negli anni, vescovi e sacerdoti hanno ben seminato, soprattutto nel campo della formazione e della carità.

Qui tutti ricordano don Gianfranco Gaudiano, morto qualche anno fa e pioniere delle risposte alle nuove povertà: «Ovunque c'era un bisogno, lui subito si dava da fare per capire come intervenire, si trattasse di criminalità minorile o di malati di Aids, si prodigava, apriva case, creava strutture, ascoltava», dicono in tanti. Ma la povertà non si vede camminando lungo le vie del centro storico o sul lungomare gremito di turisti. Famiglie con bambini, persone anziane, giovani venuti per una delle tante iniziative culturali.

Meno frequentata della vicina Rimini, la città di Giovacchino Antonio Rossini non ha, però, mai smesso di offrire al pubblico, anche internazionale, proposte di altissimo livello. Erede universale delle sue ingenti fortune, il Comune di Pesaro gestisce ancora la Fondazione dedicata al grande compositore. Grazie a essa viene sostenuta l'attività del Conservatorio, noto in tutto il mondo, e viene portata avanti la collaborazione con il Rossini Opera Festival. E non c'è solo musica, in città: cinema, teatro, eventi di ogni genere attraggono un pubblico colto che continua a venire da ogni parte nonostante la crisi.

La fontana di piazza del Popolo, nel centro di Pesaro.

La fontana di piazza del Popolo, nel centro di Pesaro.

Questa, però, è solo parte della vivacità cittadina. «I giovani si lamentano e fanno la spola "turistica" con le coste romagnole, ma in realtà a Pesaro non manca nulla», interviene don Giuseppe Fabbrini, direttore dell'Ufficio per la pastorale degli oratori. Associazioni e movimenti sono ancora in grado di attrarre i ragazzi e le parrocchie stanno tornando a essere punto di riferimento.

Basta guardare i 2 mila bambini delle scuole elementari e medie venute a festeggiare al parco Miralfiore la Giornata degli oratori. Sono accompagnati da 400 educatori che li seguono nei giochi e nelle attività formative. «Siamo arrivati ad aprire 23 oratori», sottolinea orgoglioso don Giuseppe, mostrando la maglietta con il volto di san Pietro e il simbolo della parrocchia di Santa Maria di Loreto che proprio quest'anno festeggia i dieci anni di apertura della struttura. «Da noi la tradizione degli oratori non era così radicata », insiste don Giuseppe, «ma in questi ultimi anni sta prendendo piede. Lavoriamo molto soprattutto d'estate perché rispondiamo al bisogno dei genitori di avere un posto sicuro dove lasciare i figli, ma stiamo avviando bene anche le attività invernali. L'oratorio non è soltanto un luogo di divertimento o di "parcheggio", ma una precisa proposta educativa che incontra sempre più il favore dei genitori».

Ospiti nella casa per anziani "Padre Damiani".

Ospiti nella casa per anziani "Padre Damiani".

«La parola chiave in diocesi è formazione », sottolinea Paola Campanini, direttore dell'Ufficio comunicazioni sociali della diocesi. Al vescovo si deve, tra l'altro, l'apertura dell'Istituto di Scienze religiose. «Il nostro istituto risponde a un'esigenza che non pensavamo fosse così viva, invece appena abbiamo aperto si sono iscritti 160 studenti», spiega il direttore Paolo Boni. Oggi, a distanza di cinque anni, gli studenti, un po' più donne che uomini, in maggioranza laici, con un'età media che tende ad abbassarsi, sono 114 tra ordinari e uditori. In tutto 33 corsi, con una grande attenzione a quelli dedicati alla Scrittura. «La gente si avvicina perché ha sete di Bibbia», nota Boni. Parola di Dio ed Eucarestia hanno accompagnato gli ultimi anni pastorali e saranno punto di riferimento anche per il prossimo dedicato agli adulti nella fede.

L'anno pastorale parte il 24 settembre, festa di San Terenzio, uno dei due patroni della città. Ma molto sentita è la devozione alla Madonna delle Grazie, copatrona della città. Tutti gli anni, la terza domenica di ottobre, la città partecipa alle celebrazioni della cosiddetta Festa del voto, in ricordo del 21 ottobre 1855 quando Pesaro si consacrò alla Madonna come ringraziamento per averla protetta dall'epidemia di colera che era dilagata in quell'anno.

L'interno del Museo diocesano.

L'interno del Museo diocesano.

Ma Pesaro non è solo un'isola felice. «Fenomeni di tossicodipendenza, usura, infiltrazione mafiosa sono presenti anche qui», spiega Paola Senesi, coordinatrice regionale di Libera. «Qui, da qualche mese, è nato il coordinamento con l'obiettivo, innanzitutto, di svegliare la città, di far capire come, sotto i nostri occhi, si verifichino certe storture. Ha sorpreso tutti che proprio nella provincia di Pesaro-Urbino sia stato sequestrato il primo bene sottratto alla 'ndrangheta delle Marche. Adesso il bene è stato riassegnato per fini sociali.

Questa famiglia di ndragheta, però, era ben integrata nel tessuto sociale e nessuno si era reso conto di nulla. Proprio su questo dobbiamo lavorare, perché non passi una mentalità mafiosa o una certa indifferenza che può fare il gioco dei poteri criminali. Alla Chiesa e alle associazioni chiediamo di fare rete e di impegnarsi di più nel campo della formazione, in particolare dei giovani. Le realtà ecclesiali, proprio per i valori che professano, sono le più adatte per un lavoro di formazione di tutta la città».

Una città accogliente, con molti percorsi di ecumenismo e dialogo interreligioso. Non c'è più una presenza ebraica, anche se resta, bellissima, l'antica sinagoga. Molti invece gli ortodossi, cui la Chiesa cattolica ha fornito luoghi di culto per le loro celebrazioni.

Bambini delle scuole elementari e medie al parco Miralfiore di Pesaro durante la Giornata degli oratori.

Bambini delle scuole elementari e medie al parco Miralfiore di Pesaro durante la Giornata degli oratori.

«Gli immigrati sono il nostro presente e il nostro futuro», aveva ricordato Matteo Ricci, presidente della Provincia, lanciando l'iniziativa della cittadinanza per i figli degli immigrati. Ad agosto, nel corso di una cerimonia pubblica, saranno consegnati 3 mila attestati di cittadinanza onoraria ad altrettanti figli di immigrati nati in Italia. La delibera della Provincia, prima in Italia, ha fatto scuola un po' in tutto il Paese e, sull'onda anche di quanto chiesto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha fatto moltiplicare i gesti di integrazione e solidarietà.

«È una realtà con la quale non possiamo non fare i conti», dice il direttore della Caritas. La diocesi ha poco più di 133 mila abitanti, 95 mila la sola Pesaro, ma la popolazione si mantiene stabile o cresce di poco grazie all'apporto degli immigrati. In particolare, abbiamo molte badanti che vengono dall'Est ad accudire la nostra popolazione sempre più anziana. Finora la città ha risposto bene e, anche a livello religioso, c'è un buon dialogo con le altre confessioni».

Dialogo che va approfondito e curato. Occasione di impegno sarà anche l'Anno della fede con le celebrazioni per i cinquant'anni del Concilio. «È un evento al quale ci sentiamo particolarmente legati», dice Margherita Carletti, presidente diocesana dell'Azione cattolica. «Crediamo che sarà una grande occasione anche per riscoprire i grandi testimoni, per lasciare che gli "adultissimi", le persone più anziane che hanno vissuto da vicino quegli anni, ci trasmettano le loro memorie. Ricordandoci che è anche dalla storia che viene la fede».

Annachiara Valle

Jesus n. 7 luglio 2012 - Home Page