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Recensioni.Saggistica.

   
Come ti viviseziono 
il genere del giallo

di Roberto Carnero


   Letture n.635 marzo 2007 - Home Page Vittorio Spinazzola (a cura di),
Tirature ’07,
Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori - Il Saggiatore, 2007, pagg. 256, euro 22,00.

Di gialli si fa un gran parlare, perché questo genere di libri (nei suoi diversi "sottogeneri": da Camilleri a Dan Brown) è stabilmente in testa alle classifiche delle vendite. Negli ultimi anni si è spesso discusso e dibattuto, poiché da una parte i giallisti hanno sostenuto di essere ormai i soli scrittori in grado di offrire una rappresentazione credibile (ed evidentemente appetibile) della realtà sociale contemporanea, mentre dall’altra alcuni critici hanno teso a svalutare la portata estetica di questi prodotti.

Ancora una volta con tempismo e puntualità giunge Tirature – l’annuario su autori, editori e pubblico curato da Vittorio Spinazzola – a fare il punto della situazione. Tentando, al di là delle polemiche, di proporre un approccio il più possibile "scientifico" a un fenomeno che pure è tuttora in corso. Ecco dunque l’analisi diacronica di Bruno Pischedda, il quale mostra come negli ultimi anni il giallo italiano abbia per lo più abbandonato l’ambientazione della "camera chiusa" per aprirsi allo spazio urbano. Una realtà, quella della città, rappresentata però – è Mauro Novelli a sostenerlo nel suo saggio – all’insegna di una retorica degli "abissi plebei" di fatto poco realistica. Non manca, nel contributo di Gianni Turchetta, l’attenzione al giallo storico, in cui autori autocompiaciuti tendono a gratificare i lettori più informati. Infine Paolo Giovannetti e Graziano Nani mostrano come nell’editoria giallistica ormai gli autori vincano sulle collane: in altre parole conta sempre più il nome dello scrittore (inteso come sigillo di qualità) rispetto alla collocazione editoriale del volume. Ma perché i gialli piacciono tanto? Spinazzola non ha dubbi: il gusto della scoperta di un enigma ben congegnato ripaga con abbondanza dalla fatica della lettura.

Roberto Carnero

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