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Quattro chiacchiere con...

  
Tamaro: «Donna seria,
ora voglio farvi ridere»

di Giovanni Godio
  


   Letture n.635 marzo 2007 - Home Page

Abbiamo raggiunto a Trieste la schiva autrice di Va’ dove ti porta il cuore, il primo best seller di massa italiano. Dopo il suo ultimo libro Ascolta la mia voce, Susanna Tamaro pensa di cambiare registro nel suo nuovo film: sarà una commedia.
   

A 13 anni dal successo epocale di Va’ dove ti porta il cuore, dopo un film e dopo 15 libri, Susanna Tamaro sente di aver concluso "una parte importante" della sua carriera letteraria. Il libro numero 15, Ascolta la mia voce (Rizzoli, 2006, pagg. 218, euro 15,50) ha riannodato i fili delle generazioni di Va’ dove ti porta il cuore. La protagonista questa volta è la giovane nipote di Olga, che va alla ricerca delle sue radici e dei genitori che non ha conosciuto.

  • Ascolta la mia voce è un sequel, anzi, con un piccolo e toccante colpo di scena, si rivela un prequel di Va’ dove ti porta il cuore.

«Sentivo che Va’ dove ti porta il cuore non era finito, e con gli anni ho "capito" che aveva una parte in penombra da illuminare».

  • La giovane protagonista dell’ultimo romanzo vive senza studiare né lavorare. Non è una condizione fuori dalla realtà di oggi?

«Evidentemente la nonna le ha lasciato la casa, dei mezzi. Però, vede, io scrivo libri "ottocenteschi". Mi sento fuori dalla modernità e ho sempre vissuto in maniera solitaria, riflettendo molto. E dico che il mio libro è forse l’ultimo dell’’800, perché contiene lettere e diari su vecchie carte. Oggi le nostre memorie le teniamo su dischetto. Ma una cosa è trovare una lettera di tua madre, un’altra un dischetto che pensi scritto da tua madre: insomma, non abbiamo più la certezza della memoria. Sicuramente i miei protagonisti non navigano in Internet».

  • Le patologie della famiglia sono una costante delle sue storie. Perché?

«Credo che la famiglia sia il centro della vita di tutti noi, nel bene e nel male. E credo che nessuno possa avviare un cammino di conoscenza di sé, o un cammino spirituale, se non conosce a fondo le sue origini. Purtroppo oggi le famiglie sono piene di disagio, di incertezze. Abbiamo distrutto la "famiglia di una volta", che aveva sicuramente degli aspetti nefasti, ma siamo ancora nella fase di distruzione, dalla quale non è uscito niente di veramente nuovo».

  • Su www.susannatamaro.it, nella sua (auto)biografia elenca le leggende urbane fiorite su di lei. "Palle cosmiche", ne sorride lei stessa. Si è fatta una ragione di questa galleria di malignità?

«Sono stata in un certo qual modo il primo caso di grande best seller italiano. Non eravamo abituati a questi fenomeni, a parte Il nome della rosa e altri casi sporadici, come Lettera a un bambino mai nato della Fallaci. Il mio è stato il primo libro "di massa", se vogliamo, benché non programmato. Così penso sia scattato il fattore-invidia, ma non solo: c’era anche il fatto che sono credente, e questo per l’intellighenzia è una zavorra».

  • Su cosa sta lavorando ora?

«Con Ascolta la mia voce penso di aver chiuso una parte importante della mia narrativa. Ma spero di fare entro due anni un nuovo film. Il nuovo soggetto sarà qualcosa di molto diverso: io, che ho sempre fatto cose "serie" o poco "divertenti", vorrei fare una commedia. Mi piace ridere e far ridere: è una vena che non ho mai usato creativamente, e vorrei cominciare».

Giovanni Godio

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