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Recensioni.Narrativa italiana.

   
Il buio dell’anima in una favola crudele

di Maria Ferragatta


   Letture n.638 giugno-luglio 2007 - Home Page Marco Missiroli,
Il buio addosso,
Guanda, 2007, pagg. 282, euro 15,00.

Dopo il promettente esordio con Senza coda, Premio Campiello Opera Prima nel 2006, Marco Missiroli torna con un romanzo duro e commovente, impeccabile nella limpidezza dello stile e nella classicità della costruzione narrativa, che mette a nudo una crudeltà atavica alimentata di religiosità superstiziosa. Come molte storie di ordinaria ferocia, anche questa si svolge in uno scenario all’apparenza sereno e innocente. A R., un paese del Sud della Francia, vige la tradizione di uccidere sia i bambini malati nel corpo e nella mente, sia gli adulti ribelli alle regole che la piccola comunità si è imposta in nome della purezza di Dio, una purezza da Copertina del volume. salvaguardare ad ogni costo, eliminando qualsiasi segno di imperfezione. Quando Poline viene al mondo zoppa, il suo destino è già deciso: per lei, come per gli altri neonati malriusciti di R., c’è la polvere dolce, che addormenta per sempre senza far soffrire. Solo l’amore del padre riesce a sottrarla alla morte decretata dal Consiglio di R., ma a patto di non farla mai uscire di casa perché la gente non sia esposta alla bestemmia della sua deformità. Poline vive fra quattro mura, guardando dalla finestra i bambini normali, che passano nella piazza e che possono andare a scuola. Cresce soffocata dal buio dell’indifferenza e della discriminazione e in quell’oscurità fa esplodere i colori dei suoi disegni, dove dipinge la realtà spiata attraverso i vetri, immaginata nei sogni a occhi aperti. Sempre reclusa, diventa donna e si prepara a liberarsi da quell’odio nutrito di ignoranza e di paura che l’ha tenuta prigioniera per anni. Il buio addosso ha l’andamento delle favole ambientate in un tempo senza tempo. Delle favole ha la spietatezza che sembra connaturata con l’essenza stessa del vivere. Ma delle favole ha anche il finale aperto alla speranza che dal buio del cuore umano ci si possa in qualche modo salvare.

Maria Ferragatta

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