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Marco Missiroli è un giovane autore con alle spalle due libri: Senza coda, pubblicato da Fanucci nel 2005, e Il buio addosso, edito da Guanda nel 2007. Con il primo ha vinto il Premio Campiello opera prima 2006. Nato a Rimini nel 1981, ha frequentato la famigerata Scuola Holden, sulla quale ha rilasciato parole poco lusinghiere (in sintesi, sarebbe diventato scrittore malgrado la frequenza della scuola di scrittura creativa). Oggi vive e lavora a Milano.
Nonostante Il buio addosso abbia in parte tradito le attese – nel senso che conferma quanto di buono ravvisato nel precedente, rivelando tuttavia qualche difetto nella tenuta complessiva, con una flessione del ritmo nella parte finale –, crediamo che Missiroli sia un autore su cui vale la pena puntare. Per diverse ragioni. Anzitutto è molto abile nel tratteggiare sia gli ambienti sia le psicologie dei personaggi. Le due opere all’attivo mostrano una forte continuità, segnalata da quel "buio" che compare esplicitamente nel titolo della seconda, ma che è implicito anche nelle vicende e nelle atmosfere della prima. Il rapporto padre-figlio, in una declinazione sia positiva che negativa, è fondamentale in entrambi i libri. È congeniale, a questo giovane autore, la descrizione di un mondo chiuso, oppressivo, crudele e cattivo anche, al quale si aggiunge, almeno in Il buio addosso, uno spiraglio, una speranza, per quanto fragile. Pur in tutto il male, nel buio che attraversa queste storie resistono l’amicizia e la solidarietà fra i deboli e gli emarginati, capaci di unire le forze e di promuovere un cambiamento. Emerge inoltre in alcuni personaggi una straziante pietas che si oppone alla generale crudeltà del mondo. Sicuramente Missiroli ha già dimostrato di essere uno scrittore per vocazione, non per mestiere, e di avere tutte le qualità "tecniche" per dare forza, credibilità e tensione alla sua narrazione. C’è in lui anche un’attenzione a figure umili e deboli e una sensibilità per tematiche potenzialmente etiche che va incoraggiata e che ci sembra da elogiare. Speriamo che il terzo romanzo non solo confermi tutte queste qualità, ma porti anche un’ulteriore maturazione. Ma siamo convinti che così sarà. Paolo Perazzolo
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