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Recensioni.Narrativa italiana.

   
Quando il quotidiano incontra l’invisibile

di Giuseppe Amoroso


   Letture n.640 ottobre 2007 - Home Page Edoardo Nesi,
Per sempre,
Bompiani, 2007, pagg. 158, euro 14,00.

È il tramonto. Seduta sul cornicione del suo palazzo sotto cui brulicano "miliardi" di persone, Alice ha accanto Gesù che, silenzioso, guarda lontano. Nuvole minacciose rotolano verso di lei che si getta nel vuoto, ma non muore, mentre muoiono tutti gli altri. È il primo dei tanti sogni inquieti di Alice, una ventenne che indossa sempre jeans e giubbotto, ha il corpo tatuato, assume le stesse medicine della madre, "invalida depressa", fa uso di cocaina, lavora in un call center che sta per trasferirsi in India ed è innamorata di Edo, sparito d’improvviso.

Copertina del volume.Ambientato a ridosso del Natale, Per sempre di Edoardo Nesi passa dalle latitudini oniriche della protagonista, popolate da sterminate folle, alla mediocre quotidianità di autobus fumiganti e zeppi di extracomunitari, cinema e centri commerciali, pub e discoteche, strade inghiottite da voragini e scuole occupate. Tra realismo microscopico e grandi metafore esistenziali, comuni miserie e l’«infinito incomprensibile» scorrono i poveri giorni di uomini indifferenti: gli innamorati di un fantasma e quelli che camminano senza alzare gli occhi al cielo.

Serena, circondata dal «buio eterno dello spazio», la giovane rivolge le sue preghiere a Gesù, vestito di bianco, come nei film, e invisibile in mezzo al suo popolo, oppure, perduta in un inganno, crede di seguire in televisione «un prodigio». Pedinata dall’immagine del suo amore, splendente «come una supernova», trova la forza di mettere fine a una pena. In una prosa sottile fino a una rarefatta musica, il libro coglie i simboli che fioriscono sulle nostre avventure accompagnandoli nel regolare flusso delle cose; si avvicina all’ineffabile incantamento della natura ricavandone un senso di solitudine; turba ma spalanca un’aria di pace. La fantasia visionaria si appaga delle proprie eccitazioni e specchia in una luce ferma ogni vampata di stravolgimento.

Giuseppe Amoroso

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