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Recensioni.Saggistica.

   
Comunicare sull’orlo dell’abisso

di Marina Verzoletto


   Letture n.640 ottobre 2007 - Home Page Sergio Zavoli,
La questione. Eclissi di Dio o della Storia?,
Mondadori, 2007, pagg. 245, euro 18,00.

«Viviamo nella persuasione, magari inconscia, della perennità». L’annotazione fulminante del grande giornalista, abituato a scrutare gli animi umani, giunge dopo quasi centocinquanta pagine nelle quali lo spettro della catastrofe si è affacciato in molte forme. Tramontata la breve illusione dei primi anni Novanta, l’illusione «di un processo da governare senza sconvolgimenti drammatici», torna la questione di fondo: «Se l’Uomo fallisse, il fallimento sarebbe di Dio o della Storia?».

Copertina del volume.La "questione" ha molte facce. In primo luogo, è la questione di Dio: neppure Dio è più come prima, «preso in prestito da tante dita, sgualcito e stirato, di continuo, secondo le nostre faccende»; eppure, la sua necessaria demitizzazione può aprire un tempo privilegiato, «la sconfitta del senso acritico con cui Dio è stato gelosamente custodito nei vecchi moduli di pensiero».

La "questione" si presenta poi come la colonna di fumo che si alza dalle Torri Gemelle annunciando il presunto "scontro di civiltà". Diventa lo scandalo del male, la sofferenza degli incolpevoli, le guerre senza più possibile pace iniziate in nome della civiltà e della democrazia. Si dilata nella dimensione globale di un pianeta le cui risorse non infinite sono oggetto di uno sfruttamento insensato, una guerra mondiale dell’umanità al suo stesso mondo. E oltre la sfera antropica, contempla la natura come «scenario che ospita, indifferente, questa lotta di tutto contro tutto».

L’uscita dalla "questione", può essere – si chiede Zavoli – «lasciarla alla metafora dell’eclissi, un fenomeno che non potremo mai governare»? A questa resa, l’alternativa proposta nell’ultimo capitolo da un uomo che ha dedicato la vita al lavoro di comunicare non può che essere «prenderci la parola per interpellare le grandi aree del mondo, cioè culture, etnie, religioni diverse, e misurarci con i problemi che minacciano il futuro del pianeta». La comunicazione è «il modo nuovo di pensare al futuro».

Marina Verzoletto

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