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Se ne parla.

  
Divulgare l’arte con buone idee
e "pesci rossi"

di Stefano Zuffi
  


   Letture n.640 ottobre 2007 - Home Page

La nuova collana lanciata da Electa affronta la saggistica d’arte con agili volumetti in cui si fondono ricercata eleganza e accuratezza dei testi. La curiosa origine del nome e le coincidenze con una mostra mai avvenuta.
   

Talvolta, le buone idee possono nascere da coincidenze e situazioni inaspettate. Verso la fine del 2006, la casa editrice Electa cercava una tradizionale piccola strenna da stampare in tiratura limitata e da utilizzare esclusivamente come omaggio, fuori commercio. Dal cassetto dove era stata accantonata venne "ripescata" la bozza completa del catalogo di una mostra mai avvenuta, l’esposizione nella Pinacoteca di Brera a Milano della Danse, il grande capolavoro di Matisse. L’iniziativa, prevista nel 2000, non ebbe luogo per questioni legali e il catalogo non venne dunque mai pubblicato. Restava inedito fra l’altro un toccante, breve saggio di Bruno Contardi, all’epoca sovrintendente a Brera e poco dopo tragicamente scomparso.

Una serie di analogie (una mostra, il nome di Matisse, la squisita forma letteraria dello scritto, la presenza di testimonianze dell’epoca fra cui stralci delle lettere del pittore) ha fatto correre la memoria a un curioso precedente: una raccolta di appunti di Emilio Cecchi, risalente al 1920 intitolata Pesci rossi come un dipinto di Matisse, esposto allora a Roma. Come si vede, un gomitolo di curiose coincidenze, tra Matisse e l’intreccio fra Roma e Milano: la piccola pubblicazione "d’occasione", curatissima nella scelta delle immagini, insolita nella veste grafica (con la copertina "solo scritta" e il retro occupato da un’immagine "al vivo"), ma soprattutto davvero preziosa per il garbo e la profondità dei testi, è diventata la pietra angolare e il modello per una vera e propria collana.

"Pesci rossi" propone una forma nuova e godibile per rilanciare la negletta saggistica d’arte, e procede speditamente, quasi al ritmo di un nuovo titolo al mese. La maggior parte dei saggi si collega a importanti mostre d’arte antica e moderna: le vendite nei bookshop sono occasioni da non mancare. Nascono così l’approfondimento di Michele Cordaro sulla Camera degli sposi di Mantegna, l’inconsueta biografia di Annibale Carracci proposta da Daniele Benati, la nuova traduzione delle lettere inviate da Dürer durante il suo soggiorno veneziano curata da Giovanni Maria Fara, o i due contatti di Cézanne e Picasso con Firenze e Roma, indagati rispettivamente da Francesca Bardazzi e Valentina Moncada. Sono sempre volumetti sotto le 100 pagine, con testi brevi alternati a immagini affascinanti.

Le ultime uscite segnano un ulteriore sviluppo per la collana, che comincia a svincolarsi dalla coincidenza di "eventi" espositivi, e punta sulla lettura di singole opere-chiave, sempre con l’uso combinato di documenti di prima mano e di sensibili interpretazioni critico-letterarie: Serena Romano propone il racconto della scandalosa Olympia di Manet, Caterina Bon Valsassina si cimenta con un vero feticcio, Guernica di Picasso, e Giorgio de Marchis propone un Futurismo da ripensare, incentrato sulla figura di Giacomo Balla.

Stefano Zuffi

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