Talvolta,
le buone idee possono nascere da coincidenze e situazioni inaspettate.
Verso la fine del 2006, la casa editrice Electa cercava una tradizionale
piccola strenna da stampare in tiratura limitata e da utilizzare
esclusivamente come omaggio, fuori commercio. Dal cassetto dove era stata
accantonata venne "ripescata" la bozza completa del catalogo di
una mostra mai avvenuta, l’esposizione nella Pinacoteca di Brera a
Milano della Danse, il grande capolavoro di Matisse. L’iniziativa,
prevista nel 2000, non ebbe luogo per questioni legali e il catalogo non
venne dunque mai pubblicato. Restava inedito fra l’altro un toccante,
breve saggio di Bruno Contardi, all’epoca sovrintendente a Brera e poco
dopo tragicamente scomparso.
Una serie di analogie (una mostra, il nome di Matisse,
la squisita forma letteraria dello scritto, la presenza di testimonianze
dell’epoca fra cui stralci delle lettere del pittore) ha fatto correre
la memoria a un curioso precedente: una raccolta di appunti di Emilio
Cecchi, risalente al 1920 intitolata Pesci rossi come un dipinto di
Matisse, esposto allora a Roma. Come si vede, un gomitolo di curiose
coincidenze, tra Matisse e l’intreccio fra Roma e Milano: la piccola
pubblicazione "d’occasione", curatissima nella scelta delle
immagini, insolita nella veste grafica (con la copertina "solo
scritta" e il retro occupato da un’immagine "al vivo"),
ma soprattutto davvero preziosa per il garbo e la profondità dei testi,
è diventata la pietra angolare e il modello per una vera e propria
collana.

"Pesci rossi" propone una forma nuova e
godibile per rilanciare la negletta saggistica d’arte, e procede
speditamente, quasi al ritmo di un nuovo titolo al mese. La maggior parte
dei saggi si collega a importanti mostre d’arte antica e moderna: le
vendite nei bookshop sono occasioni da non mancare. Nascono così l’approfondimento
di Michele Cordaro sulla Camera degli sposi di Mantegna, l’inconsueta
biografia di Annibale Carracci proposta da Daniele Benati, la nuova
traduzione delle lettere inviate da Dürer durante il suo soggiorno
veneziano curata da Giovanni Maria Fara, o i due contatti di Cézanne e
Picasso con Firenze e Roma, indagati rispettivamente da Francesca Bardazzi
e Valentina Moncada. Sono sempre volumetti sotto le 100 pagine, con testi
brevi alternati a immagini affascinanti.
Le ultime uscite segnano un ulteriore sviluppo per la
collana, che comincia a svincolarsi dalla coincidenza di
"eventi" espositivi, e punta sulla lettura di singole
opere-chiave, sempre con l’uso combinato di documenti di prima mano e di
sensibili interpretazioni critico-letterarie: Serena Romano propone il
racconto della scandalosa Olympia di Manet, Caterina Bon Valsassina
si cimenta con un vero feticcio, Guernica di Picasso, e Giorgio de
Marchis propone un Futurismo da ripensare, incentrato sulla figura
di Giacomo Balla.
Stefano Zuffi