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"Second Life": 
la seconda vita te la dà la Rete

di Arianna Cameli
  


   Letture n.640 ottobre 2007 - Home Page

L’ultimo celebre fenomeno della Rete è il sito di Second Life, un mondo digitale on line immaginato e creato dai suoi abitanti e nel quale, una volta iscritti, è possibile condurre una vita parallela a quella reale.
   

Chi non vorrebbe avere una seconda vita a disposizione nella quale poter coltivare le proprie passioni ed esprimersi in modo diverso dal solito? Una delle nuove frontiere della comunicazione ora è senz’altro Second Life, un universo sintetico animato in 3D. Ne parliamo con uno dei maggiori esperti in Italia, Mario Gerosa, che ha pubblicato di recente il libro Second Life (Meltemi). L’autore è stato delegato europeo per Second Life con l’avatar Frank Koolhaas e ha partecipato alle spedizioni culturali ideate per monitorare le varie culture dei mondi virtuali.

  • Dopo la pubblicazione di Mondi virtuali, lei ha scritto anche un libro dedicato a SL, in parole povere che cos’è questa Seconda Vita?

«Second Life è un mondo virtuale che esiste soltanto in Internet. Dal 2003, conta circa 8.500.000 residenti ed è una straordinaria piattaforma per stringere relazioni con ogni parte del mondo e con persone che molto spesso hanno una spiccata vena creativa. In Second Life ci sono molte gallerie d’arte che espongono lavori creati all’interno di quell’universo sintetico e credo che sia proprio questo uno degli aspetti più interessanti: l’arte».

  • Che tipo di esperienze permette SL?

«Si possono fare esperienze di ogni genere. Second Life è un mondo estremamente eclettico. Il problema è che qui nessuno ti dice cosa devi fare. Bisogna inventarsi un’attività, a meno che non si voglia passare il tempo bighellonando da un’isola all’altra. Qui non si sale di livello e non ci sono draghi da uccidere o tesori da conquistare: chi vuole sfondare deve crearsi una personalità e un lavoro. Second Life è un mondo difficile che premia chi ha veramente qualcosa da dire. E sia ben chiaro, non fa miracoli: se non si ha niente da dire nella vita vera, non si cambia magicamente entrando in SL».

  • È vero che per molti SL rappresenta anche un modo per fare soldi?

«In Second Life girano soldi veri. O meglio, c’è una valuta virtuale, i Linden Dollars, che può essere cambiata in qualsiasi momento in soldi veri. Innanzitutto si possono creare beni virtuali (abiti, auto, case) da vendere in Second Life (si è raggiunta la cifra considerevole di 2 milioni di dollari Usa scambiati in un giorno, per transazioni di beni virtuali). Oppure si possono comprare dei terreni virtuali, da frazionare e rivendere: Anshe Chung, una giovane cinese, ha guadagnato più di un milione di dollari Usa con questo tipo di business e la stessa Gabetti, la famosa agenzia immobiliare, si sta muovendo anche in questa direzione».

  • Esistono anche dei giornali in SL?

«I mass media rappresentano uno dei fenomeni più interessanti di questo mondo e ho dedicato loro un intero capitolo del mio libro. In questo universo sintetico ci sono moltissimi giornali e riviste, che si occupano di diversi temi, dal lifestyle alla cronaca, dalla moda al business. In genere sono molto curati e a volte hanno nei loro comitati editoriali grossi professionisti: è il caso del Second Life Herald, diretto da Peter Ludlow, professore di Filosofia e linguistica all’Università del Michigan, o di The Avastar, dove lavorano alcuni giornalisti tedeschi del gruppo del Bild. Notevole anche Second Style, una sorta di Vogue, con tutte le nuove tendenze della moda per gli avatar».

  • Su SL sono nate anche delle public library con testi consultabili. Come funziona una biblioteca virtuale?

«Le biblioteche in Second Life sono molte e testimoniano l’alto gradiente culturale di questo universo sintetico. Una biblioteca virtuale può funzionare in vari modi. In alcuni casi è prevista la presenza di un bibliotecario (naturalmente sotto forma di avatar) che può dare consigli su testi e bibliografie. È senza dubbio la formula più interessante, dato che si può interagire in diretta con un esperto. In generale poi, nelle biblioteche virtuali ci sono link che rimandano ai cataloghi delle biblioteche vere presenti sul Web, e spesso ci sono libri in 3D da sfogliare, con tanto di rumore delle pagine».

  • Anche in Italia ci stiamo appassionando a SL. Com’è da noi la situazione?

«Il quartiere Parioli, creato da Bruno Cerboni, è uno dei luoghi più famosi e più frequentati di Second Life; l’Istituto italiano di cultura, propone poi una ricca panoramica di opere di artisti italiani contemporanei; Marco Manray, il net-reporter più famoso del mondo, che ha firmato servizi per El Pais e Libération, è nella vita vera il milanese Marco Cadioli. E si potrebbe continuare, con Irene Grandi, che ha ambientato in SL il videoclip di Bruci la città, il primo a essere girato in SL».

  • Quali sono le attività culturali che si possono compiere?

«Ne segnalo alcune piuttosto richieste: l’ideatore di eventi in Second Life, il consulente di immagine, creando il look degli avatar, oppure si possono tenere lezioni anche di livello universitario in aule virtuali».

  • Un regista cosa può fare?

«Si possono realizzare film facendo recitare gli avatar, riprendendoli con la tecnica del Machinima. Su Youtube ci sono molti cortometraggi realizzati dai residenti di SL e ci sono addirittura dei festival».

  • E un musicista?

«Sono ormai famosi i concerti che si sono tenuti in SL, a partire da quello, storico, di Suzanne Vega, a quello di Luca Nesti, che si è esibito qualche mese fa al Parioli virtuale».

  • Uno scrittore?

«Credo che si potrebbe anche elaborare una nuova forma di romanzo, utilizzando la struttura della chat. Sarebbe la versione riveduta e corretta del romanzo epistolare del ’700».

  • Attualmente quali sono le ultime novità di Second Life?

«Tra le cose che mi hanno colpito di più, c’è l’interesse dei gesuiti per Second Life. È un segnale importante, che dimostra ancora una volta che questo universo sintetico non è un gioco ma un complesso, imprescindibile, sistema di relazioni e di nuove culture. Dal punto di vista tecnico, invece, è di grande attualità l’introduzione della voce. Presto si potrà parlare anziché chattare. Anche se non tutti sono favorevoli, dato che toglierà agli avatar parte del loro mistero e della loro ambiguità».

  • Come se lo immagina il futuro di SL?

«Recentemente la Technology Review, la rivista del Mit di Boston ha strillato in copertina "Second Earth", spiegando in un lungo articolo che in futuro ci sarà probabilmente una sinergia tra Second Life e Google Earth. Significa che con il nostro avatar potremo esplorare qualsiasi luogo della Terra, riproposto fedelmente nel Web, in tempo reale. Oltre a ciò, penso che con gli avatar di SL si potranno visitare anche altri mondi virtuali. Credo che il futuro sia in buona parte legato al turismo virtuale».

Per visitare il blog di Mario Gerosa: http://mariogerosa.blogspot.com/

Arianna Cameli
   

Bussola per i naviganti

COME ACCEDERE A SECOND LIFE: Basta scaricare il programma (http://secondlife.com), registrarsi, anche gratuitamente, e creare un avatar, ovvero la propria controparte per muoversi nel mondo virtuale.

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