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Recensioni.Narrativa italiana.

   
Sardegna e pattume nel nuovo Niffoi

di Roberto Carnero


   Letture n.648 giugno-luglio 2008 - Home Page Salvatore Niffoi,
Collodoro,
Adelphi, 2008, pagg. 296, euro 17,50.
  

Con i suoi libri pubblicati da Adelphi – La leggenda di Redenta Tiria (2005), La vedova scalza (2006; vincitore del premio Campiello), Ritorno a Baraule (2007) – Salvatore Niffoi ha disegnato un originale percorso letterario, che ne fa, insieme alla sua conterranea Milena Agus, lo scrittore sardo oggi più famoso. Ma che Sardegna è quella di Niffoi? Si tratta di una terra barbara, rappresentata a tinte forti, con toni accesi, che rimanda al modello deleddiano, ma con una dose maggiore di violenza.

Copertina del volume.Se ne ha conferma leggendo l’ultimo libro dello scrittore. Il protagonista, Antoni Sarmentu, sale al santuario della Madonna di Gonare per chiedere una grazia, ma in chiesa viene colpito da un fulmine. Da quel giorno verrà chiamato in paese "Collodoro", perché l’ustione gli ha impresso sul collo il segno della catenina d’oro del battesimo. Quell’evento tra il miracoloso e il funesto gli ha anche lasciato un’altra eredità: la capacità di scrutare le coscienze della gente. Come quella del parroco, don Basiliu, persona spregevole che, dimentica dei doveri del suo ministero, cerca di profittare dei loschi traffici che gravitano attorno allo smaltimento dei rifiuti. Proprio sulla rappresentazione del sacerdote si esercita il feroce sarcasmo del narratore, che dipinge, a colori foschi, la figura di un "prete nero" vicino a certo romanzo gotico.

Tale esasperazione di toni riguarda anche lo stile, e in particolare la scelta linguistica. La lingua del romanzo, infatti, incrocia l’italiano e il dialetto barbaricino, in un mix originale ma anche di difficile lettura. E proprio a tal proposito va mosso a Niffoi un ultimo appunto. Sembra che a lui non sia riuscito quanto invece il siciliano Andrea Camilleri ha fatto in maniera efficace: impastare il dialetto nell’italiano, in modo che il tutto sia facilmente compreso anche al di fuori dell’ambito regionale.

Roberto Carnero

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