Periodici San Paolo - Home Page

Se ne parla

  
La divulgazione tra obiettivi e responsabilità

di Franco Bellingeri
  


   Letture n.647 maggio 2008 - Home Page

Da una parte l’accessibilità dei testi ai non addetti, dall’altra il rigore della scientificità: stretta tra questi due imperativi, la divulgazione scientifica non ha vita facile. Fresco esempio, il discutibile lavoro dei fratelli Bogdanov.
   

Spesso, parlando di divulgazione scientifica, se ne identifica il destinatario nel lettore medio. Ma chi è il lettore medio? Nella stessa definizione di divulgazione scientifica sembra annidarsi una contraddizione tra la finalità indicata dal sostantivo e la sua caratterizzazione nell’aggettivo, a meno di considerarlo una semplice indicazione di campo; questa contraddizione trova talvolta negli autori una soluzione sterile in più o meno volute ambiguità di fondo: una semplificazione eccessiva che riduce la scienza a fantascienza o una manipolazione di fatto del lettore a cui si offre fantascienza per scienza.

L’apparente inconciliabilità tra accessibilità e rigore diventa, invece, una risorsa in una prospettiva di deontologia della comunicazione: onestà con il lettore, ovvero l’accessibilità come strumento più che come fine e sincerità con la scienza ovvero il rigore come fine più che come strumento. Questi nodi problematici per la divulgazione scientifica sono evidenziati dall’edizione italiana di Prima del Big Bang. L’origine dell’universo di Igor e Grichka Bogdanov (Longanesi, pagg. 296, euro 17,60).

Quando il libro uscì in Francia (nel 2004) fu subito polemica tra gran parte del mondo dei fisici e gli autori. I Bogdanov erano noti al grande pubblico per essere stati dal 1979 al 1989 conduttori su TF1 di Temps X e in tempi più recenti su France 2 di Rayons; entrambe le trasmissioni televisive – tra Voyager e Superquark, per riferirci ad analoghi italiani – sono state trasmissioni di successo e il libro ha ottenuto un riscontro editoriale (80.000 copie vendute) anche in funzione di un’ipotesi cosmologica di immediata presa sul lettore. Ma l’attacco al contenuto del libro, in particolare ad opera di alcune riviste, è stato violento e non ha risparmiato neppure la storia personale dei due autori. Sono stati espressi dubbi sui loro crediti dottorali (un dottorato in matematica per Grichka nel 1999 e uno in fisica teorica per Igor nel 2002), ma soprattutto un colpo durissimo è stato inferto da questi critici alla credibilità scientifica del libro con l’accusa rivolta ai Bogdanov di essere dei mistificatori e dei ciarlatani per le inesattezze contenute nel testo e per l’uso disinvolto di teorie complesse.

Dato conto dell’"affaire Bogdanov" – che ha avuto risvolti giudiziari con una denuncia per diffamazione alla rivista Ciel & Espace da parte dei due autori – viene da chiedersi se una querelle come quella che ha riguardato l’uscita francese del libro, accompagnerà la pubblicazione della sua traduzione italiana. Probabilmente no, perché se le tesi del libro e la questione che ne è scaturita hanno avuto una certa attenzione nel resto dell’Europa, in Italia non se ne è avuta eco; del resto la polemica anche in Francia si è via via spenta dopo che i Bogdanov hanno lasciato cadere nel 2006 l’azione legale in prescrizione; condannati a versare 2.500 euro alla rivista a indennizzo delle spese giudiziarie, hanno affermato di aver ritirato la denuncia per non coinvolgere il proprio direttore di tesi e non per una ritirata strategica, come è stato sostenuto dai loro detrattori. La pubblicazione dell’edizione italiana ripropone però una situazione paradossale per chi voglia affrontare il discorso sul valore del testo a livello di divulgazione scientifica da un punto di vista critico, ma non specialistico: presentare una sintesi delle tesi del testo si impone come un percorso obbligato, sapendo però che ogni sintesi rischia di risultare impropria in quanto riduttiva rispetto ai molteplici riferimenti a specifiche teorie fisiche e matematiche e nel contempo acritica rispetto alla loro presentazione e utilizzazione nel libro.

Premesso ciò, si può dire che i Bogdanov propongono una modellizzazione matematica dell’Istante Zero, quello in cui si situa l’origine del cosmo e la contestuale nascita del tempo e dello spazio (si cita al riguardo sant’Agostino): un inizio "non fisico" prima del Big Bang. L’Istante Zero non è riportabile in un tempo reale, bensì in un tempo immaginario (l’esempio fatto è quello classico della clessidra posta in orizzontale), e riconduce all’esistenza di una Singolarità Iniziale ovvero un punto in cui il volume dello spazio-tempo è ridotto a zero. Questa Singolarità Iniziale ha un’essenza topologica: costituisce, per gli autori, un invariante matematico, non è soggetta quindi alla variabilità delle grandezze fisiche legate all’energia. Ci si troverebbe, così, a ipotizzare una quinta dimensione, che unifica da un lato la metrica (la misurazione, usando un termine improprio ma chiarificatore) in tempo reale e il suo contenuto in energia e dall’altro la metrica in tempo immaginario e il suo contenuto in informazione: una sorta di dvd, secondo l’immagine più volte riproposta dai Bogdanov, che contiene l’origine e l’evoluzione futura dell’universo che, in quanto finito, ha un suo termine.

Il modello topologico, pura astrazione geometrica, è leggibile e visibile solo attraverso la matematica ed è ambiziosamente condotto dagli autori del testo a porsi come immagine della mente e dell’azione creatrice di Dio. L’Istante Zero diventa allora lo Zero, che non è solo l’inizio del tempo ma anche la realtà possibile prima del Big Bang: la cifra che contiene e genera tutti i numeri ovvero la bolla che prefigura e dà vita a tutti gli spazi.

Per tornare alla nostra questione iniziale, anche per questo testo il problema vero sta nella sua collocazione editoriale ovvero nella scelta di finalità chiare e modalità comunicative coerenti. Gli autori hanno ribadito più volte, soprattutto di fronte alle critiche, il carattere divulgativo dell’opera; da una parte questo intento è testimoniato dall’approccio e dallo stile comunicativo, dall’altra parte il linguaggio occhieggia ad altri scenari e man mano conduce il lettore in territori sempre più oscuri, tanto che non è azzardata l’impressione di un effetto pozzo: una progressiva indeterminatezza e inaccessibilità delle argomentazioni per avvalorare la fondatezza delle tesi sostenute. È la sensazione che offrono i documenti dell’appendice da cui il lettore non specialista è praticamente escluso.

Il testo sembra piuttosto ricalcare le modalità di una comunicazione televisiva e non è detto che ricondurre il libro a questo livello comunicativo porti solo a giudizi negativi. Su questo piano si può cogliere una sua funzione divulgativa: i Bogdanov aprono una finestra sugli studi cosmologici; si rapportano a un bisogno di conoscenza dei nostri tempi e propongono ambiti di discussione interessanti, sed non ultra perché la stessa divulgazione in senso stretto richiede una dimostrabilità delle tesi che è autenticità e non solo ricerca di autenticazione popolare.

Franco Bellingeri

   Letture n.648 giugno-luglio 2008 - Home Page