Periodici San Paolo - Home Page

Il covo dei blogger.

  
Una Web Tv per i libri? Funziona!

di Arianna Cameli
  


   Letture n.648 giugno-luglio 2008 - Home Page

Si tratta di Booksweb.tv, una Web Television completamente dedicata ai libri, fatta dagli scrittori. Ma anche i lettori possono partecipare inviando contributi filmati che vengono selezionati dalla redazione.
   

Da un’idea di Alessandra Casella, già conduttrice di A tutto volume, programma dedicato ai libri in onda su Italia 1 negli anni ’90, nasce un progetto editoriale on line dedicato ai libri e al video. I contenuti multimediali che possiamo trovare su Booksweb.tv vanno dal booktrailer vero e proprio, a interviste, recensioni o rubriche originali curate dagli scrittori stessi. Una vera e propria produzione video che offre anche alti standard di qualità per quanto riguarda l’immagine e i contenuti. A dimostrare che la Web Tv più che un sito con immagini, sia ormai una televisione a tutti gli effetti.

  • Alessandra Casella, può presentarci brevemente il vostro progetto?

«Nasce per passione e per convinzione: da sempre amo leggere e sono convinta che la lettura sia un virus benigno che si passa per contagio passionale. Anche attraverso il mezzo televisivo. Con A tutto volume avevo dimostrato che si può parlare di libri in tv senza essere superciliosi o dottorali, ma senza neppure essere banali e semplicisti. Poi per anni ho proposto sulle reti nazionali trasmissioni che riguardassero i libri: risultato, zero. I libri non "tirano", con buona pace di chi auspicherebbe una Tv che servisse anche a far crescere il Paese, non solo ad azzerarne il Q.I. Alla fine ho avuto la possibilità, grazie al provider Digital Identity, di costruire io stessa un’intera Tv in quel "canto libero" che è il Web, dedicandola completamente ai libri».

  • Parlare di libri in video è sempre stato difficile, nonostante ciò i canali tematici di Booksweb.tv sono strutturati in maniera sempre molto ironica e accattivante, è questa la vostra formula?

«La parola d’ordine è "curiosità". Una curiosità sana e intelligente, che si esprime in voglia di scambiarsi opinioni e voglia di saperne di più. Da lì si parte per affrontare i libri nei modi più disparati, dalla semplice intervista ai target, che sono piccole trasmissioni tutte con una visione "disossata" sui libri, come per esempio quella di Stefano Bortolussi, che sceglie i libri a seconda del tempo che fa: il libro ideale per la pioggia, per una giornata ventosa… Non credo sia difficile parlare di libri in televisione: se si è lettori accaniti, i mezzi per mettere in comune la propria passione sono infiniti».

  • Tra le rubriche più riuscite e simpatiche c’è "Bonus Malus", una sorta di intervista doppia di Le Iene, e "Casa Devoto-Oli", una parodia di Casa Vianello, può raccontarci come sono nate queste due idee?

«"Bonus Malus" è stato in assoluto il primo target che ho ideato, quando ancora Booksweb.tv era solo un sogno. In realtà doveva esserci uno scrittore presente, ma poi sia per questioni organizzative, sia perché sarebbe stato difficile coinvolgere il pubblico su un libro che molti non avevano letto, abbiamo deciso di affrontare i grandi classici. Certo, bisognava trovare due autori brillanti e ironici: Raul Montanari e Gianni Biondillo nella mia mente erano assolutamente perfetti, e per fortuna hanno accettato subito di partecipare a questo gioco. I testi sono totalmente improvvisati, e loro due sono talmente bravi e spiritosi che l’unico problema è tener ferme le telecamere che sobbalzano quando i cameramen non trattengono le risate! Quanto a "Casa Devoto-Oli", l’idea di correggere ridendo gli errori più comuni dell’italiano era mia, ma il fatto di renderla una piccola sitcom è tutta farina del sacco di Raul. Ci divertiamo come i matti a indossare i pigiami disgustosamente identici di Sandra e Raimondo Vianello, e Raul è più bravo di un attore consumato! A quanto pare la gente si diverte quanto noi, e abbiamo persino ricevuto i complimenti di uno degli autori storici di Casa Vianello e la "benedizione" dei curatori del Devoto-Oli… Se lo si fa col sorriso, persino una lezione di italiano può diventare un appuntamento da non perdere!».

  • Un tempo chi leggeva libri di solito guardava poca Tv, ora sembra proprio che le cose siano cambiate, voi avete proposto in rete persino una parodia della televisione. Siamo forse destinati a leggere e a parlare di libri, sempre di più, con un computer acceso?

«Giocoforza, visto che in televisione di libri si parla pochissimo! Inoltre Internet ci garantisce una libertà assoluta nelle scelte e nei modi di realizzarle. E lascia anche il pubblico libero di scegliere cosa "cliccare", permettendogli anche di intervenire attivamente – tant’è che c’è un intero canale dedicato ai contributi che arrivano dalla Rete. La qualità video è sicuramente inferiore ma le idee sono spesso fantastiche! Col tempo, l’interattività di Booksweb.tv con i lettori che ci seguono sarà sempre maggiore, attraverso dirette in cui si potrà intervenire e chiacchierare in modo telematico con gli autori».

  • E se qualche canale Tv fosse interessato a mandare in onda qualche rubrica? Avete ricevuto proposte?

«Sì, dal digitale terrestre e dal satellite. Stiamo lavorando ad alcuni progetti sui nostri contenuti. Certo è che Booksweb.tv avrà un archivio sempre più vasto di materiale legato ai libri: un patrimonio comune di grandissimo valore».

  • Una sua affermazione mi ha piuttosto colpito: «Un libro non è solo carta, ma è tutto quello che succede tra chi scrive e chi legge», può spiegarci meglio?

«Come per tutte le manifestazioni dello spirito umano che hanno per fine la fruizione di un altro essere umano, il libro è solo un punto di partenza. È un viaggio fatto a bordo delle parole per conoscere altri mondi, altri modi, altro. E alla fine quello che resta è l’esperienza di una memoria condivisibile, che però ognuno ha vissuto in modo personalissimo. È uno scambio, una scoperta, un fermento, un’elaborazione. È dinamica. Esattamente come il teatro è quello spazio vuoto tra il palcoscenico e gli spettatori. Non è il palco e non è la sala: il vero teatro è quello che si crea nel mezzo. Lo stesso dicasi dell’arte, o del cinema, e del libro: il vero evento non è l’enunciazione o la fruizione. Il vero evento è la dinamica che si crea tra le due cose».

  • So che lei è una grande lettrice, da dove nasce il suo amore per i libri?

«Leggo da sempre, da quando mi ricordo. Non credo di essere mai uscita di casa senza un libro, e le rarissime volte in cui è successo me ne sono comprata uno per strada. Per me leggere è la mia coperta di Linus, il mio mondo a parte, che cambia a ogni libro. Quando ero piccola i miei genitori avevano una relazione, per usare un eufemismo, molto travagliata, anche dopo il divorzio. I libri mi permettevano di uscire da un mondo di litigi per rifugiarmi altrove. La mia vera vita era lì. I libri mi hanno salvata più di una volta, anche in seguito. Mi hanno aiutata a sopportare la solitudine quando vivevo a New York. Mi hanno dato un’alternativa lavorativa quando non mi riconoscevo più nel mondo della televisione. Mi hanno divertita, straziata, esaltata, commossa; mi hanno regalato vere e proprie rivelazioni, su di me e sul mondo. Mi hanno fatto conoscere tanto e spesso mi hanno aiutata a riconoscermi. La mia gratitudine verso la letteratura non ha confini».

Arianna Cameli

   Letture n.648 giugno-luglio 2008 - Home Page