Da un’idea
di Alessandra Casella, già conduttrice di A tutto volume,
programma dedicato ai libri in onda su Italia 1 negli anni ’90, nasce un
progetto editoriale on line dedicato ai libri e al video. I
contenuti multimediali che possiamo trovare su Booksweb.tv vanno
dal booktrailer vero e proprio, a interviste, recensioni o rubriche
originali curate dagli scrittori stessi. Una vera e propria produzione
video che offre anche alti standard di qualità per quanto riguarda l’immagine
e i contenuti. A dimostrare che la Web Tv più che un sito con immagini,
sia ormai una televisione a tutti gli effetti.
- Alessandra Casella, può presentarci brevemente il
vostro progetto?
«Nasce per passione e per convinzione: da sempre amo
leggere e sono convinta che la lettura sia un virus benigno che si passa
per contagio passionale. Anche attraverso il mezzo televisivo. Con A
tutto volume avevo dimostrato che si può parlare di libri in tv senza
essere superciliosi o dottorali, ma senza neppure essere banali e
semplicisti. Poi per anni ho proposto sulle reti nazionali trasmissioni
che riguardassero i libri: risultato, zero. I libri non
"tirano", con buona pace di chi auspicherebbe una Tv che
servisse anche a far crescere il Paese, non solo ad azzerarne il Q.I. Alla
fine ho avuto la possibilità, grazie al provider Digital Identity,
di costruire io stessa un’intera Tv in quel "canto libero" che
è il Web, dedicandola completamente ai libri».
- Parlare di libri in video è sempre stato difficile,
nonostante ciò i canali tematici di Booksweb.tv sono
strutturati in maniera sempre molto ironica e accattivante, è questa
la vostra formula?
«La parola d’ordine è "curiosità". Una
curiosità sana e intelligente, che si esprime in voglia di scambiarsi
opinioni e voglia di saperne di più. Da lì si parte per affrontare i
libri nei modi più disparati, dalla semplice intervista ai target,
che sono piccole trasmissioni tutte con una visione "disossata"
sui libri, come per esempio quella di Stefano Bortolussi, che sceglie i
libri a seconda del tempo che fa: il libro ideale per la pioggia, per una
giornata ventosa… Non credo sia difficile parlare di libri in
televisione: se si è lettori accaniti, i mezzi per mettere in comune la
propria passione sono infiniti».
- Tra le rubriche più riuscite e simpatiche c’è
"Bonus Malus", una sorta di intervista doppia di Le Iene,
e "Casa Devoto-Oli", una parodia di Casa Vianello,
può raccontarci come sono nate queste due idee?
«"Bonus Malus" è stato in assoluto il
primo target che ho ideato, quando ancora Booksweb.tv era
solo un sogno. In realtà doveva esserci uno scrittore presente, ma poi
sia per questioni organizzative, sia perché sarebbe stato difficile
coinvolgere il pubblico su un libro che molti non avevano letto, abbiamo
deciso di affrontare i grandi classici. Certo, bisognava trovare due
autori brillanti e ironici: Raul Montanari e Gianni Biondillo nella mia
mente erano assolutamente perfetti, e per fortuna hanno accettato subito
di partecipare a questo gioco. I testi sono totalmente improvvisati, e
loro due sono talmente bravi e spiritosi che l’unico problema è tener
ferme le telecamere che sobbalzano quando i cameramen non
trattengono le risate! Quanto a "Casa Devoto-Oli", l’idea di
correggere ridendo gli errori più comuni dell’italiano era mia, ma il
fatto di renderla una piccola sitcom è tutta farina del sacco di
Raul. Ci divertiamo come i matti a indossare i pigiami disgustosamente
identici di Sandra e Raimondo Vianello, e Raul è più bravo di un attore
consumato! A quanto pare la gente si diverte quanto noi, e abbiamo persino
ricevuto i complimenti di uno degli autori storici di Casa Vianello e
la "benedizione" dei curatori del Devoto-Oli… Se lo si fa col
sorriso, persino una lezione di italiano può diventare un appuntamento da
non perdere!».
- Un tempo chi leggeva libri di solito guardava poca
Tv, ora sembra proprio che le cose siano cambiate, voi avete proposto
in rete persino una parodia della televisione. Siamo forse destinati a
leggere e a parlare di libri, sempre di più, con un computer acceso?
«Giocoforza, visto che in televisione di libri si parla
pochissimo! Inoltre Internet ci garantisce una libertà assoluta nelle
scelte e nei modi di realizzarle. E lascia anche il pubblico libero di
scegliere cosa "cliccare", permettendogli anche di intervenire
attivamente – tant’è che c’è un intero canale dedicato ai
contributi che arrivano dalla Rete. La qualità video è sicuramente
inferiore ma le idee sono spesso fantastiche! Col tempo, l’interattività
di Booksweb.tv con i lettori che ci seguono sarà sempre maggiore,
attraverso dirette in cui si potrà intervenire e chiacchierare in modo
telematico con gli autori».
- E se qualche canale Tv fosse interessato a mandare in
onda qualche rubrica? Avete ricevuto proposte?
«Sì, dal digitale terrestre e dal satellite. Stiamo
lavorando ad alcuni progetti sui nostri contenuti. Certo è che Booksweb.tv
avrà un archivio sempre più vasto di materiale legato ai libri: un
patrimonio comune di grandissimo valore».
- Una sua affermazione mi ha piuttosto colpito: «Un
libro non è solo carta, ma è tutto quello che succede tra chi scrive
e chi legge», può spiegarci meglio?
«Come per tutte le manifestazioni dello spirito umano
che hanno per fine la fruizione di un altro essere umano, il libro è solo
un punto di partenza. È un viaggio fatto a bordo delle parole per
conoscere altri mondi, altri modi, altro. E alla fine quello che resta è
l’esperienza di una memoria condivisibile, che però ognuno ha vissuto
in modo personalissimo. È uno scambio, una scoperta, un fermento, un’elaborazione.
È dinamica. Esattamente come il teatro è quello spazio vuoto tra il
palcoscenico e gli spettatori. Non è il palco e non è la sala: il vero
teatro è quello che si crea nel mezzo. Lo stesso dicasi dell’arte, o
del cinema, e del libro: il vero evento non è l’enunciazione o la
fruizione. Il vero evento è la dinamica che si crea tra le due cose».
- So che lei è una grande lettrice, da dove nasce il
suo amore per i libri?
«Leggo da sempre, da quando mi ricordo. Non credo di
essere mai uscita di casa senza un libro, e le rarissime volte in cui è
successo me ne sono comprata uno per strada. Per me leggere è la mia
coperta di Linus, il mio mondo a parte, che cambia a ogni libro. Quando
ero piccola i miei genitori avevano una relazione, per usare un eufemismo,
molto travagliata, anche dopo il divorzio. I libri mi permettevano di
uscire da un mondo di litigi per rifugiarmi altrove. La mia vera vita era
lì. I libri mi hanno salvata più di una volta, anche in seguito. Mi
hanno aiutata a sopportare la solitudine quando vivevo a New York. Mi
hanno dato un’alternativa lavorativa quando non mi riconoscevo più nel
mondo della televisione. Mi hanno divertita, straziata, esaltata,
commossa; mi hanno regalato vere e proprie rivelazioni, su di me e sul
mondo. Mi hanno fatto conoscere tanto e spesso mi hanno aiutata a
riconoscermi. La mia gratitudine verso la letteratura non ha confini».
Arianna Cameli