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Recensioni.Saggistica.

   
Gli eccidi di Pol Pot visti da un cronista

di Alfredo Barberis


   Letture n.649 agosto-settembre 2008 - Home Page Tiziano Terzani,
Fantasmi. Dispacci dalla Cambogia,
Longanesi, 2008, pagg. 374, euro 18,60.
 

La Cambogia è stata un grande amore di Tiziano e come ogni amore lo ha fatto soffrire scrive Angela Terzani Staude nell’Introduzione di questo libro che raccoglie le corrispondenze cambogiane del marito, pubblicate su Spiegel, Il Giorno, L’Espresso, La Repubblica, Il Corriere della Sera, dal 1973, data che segna il nascere dell’armata rivoluzionaria dei khmer rossi, al 1994 anno della morte del sanguinario Pol Pot, e un’intervista inedita del 1980 all’esiliato re Sihanouk, che sarebbe tornato al potere nel maggio del 1993.

Copertina del volume.Terzani, come altri reporter europei e americani, all’inizio aveva creduto all’utopia comunista, volta a combattere una monarchia corrotta, ma tornato più volte nel martoriato Paese asiatico, devastato prima dalle bombe Usa, poi letteralmente decimato da un pugno di fanatici criminali, aveva constatato di persona i sistematici massacri compiuti in nome di una concezione malata del marxismo. Non solo: aveva anche dovuto, con sdegno, registrare il fatto che, grazie a cavilli diplomatici, gli stessi assassini non solo non erano stati assicurati alla giustizia, come era avvenuto per i capi nazisti, ma erano addirittura accolti, si potrebbe dire con una sinistra metafora, "con i tappeti rossi" nelle sedi dell’Onu.

Questi drammatici, inquietanti «dispacci dalla Cambogia», come recita il sottotitolo, conservano, a distanza di decenni, l’immediatezza di scritti in presa diretta. Lodevolmente i curatori dell’antologia hanno pubblicato, quando lo hanno rintracciato, il breve telex (allora non esistevano i computer…) con cui Terzani presentava l’articolo al direttore o capo servizio competente. Sono piccoli spiragli sulla vita professionale e privata del grande inviato (spiega in che albergo alloggia o che la moglie ha un problema familiare, o che fa un salto a Cambridge, per la laurea della figlia...), spiragli che, insieme al diario del viaggio compiuto con i figli Folco e Saskia, nell’amatissima città sacra di Angkor, emersa dalla giungla ai primi del 900, rendono le sue corrispondenze più autentiche e toccanti.

Alfredo Barberis

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