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Lorenzo Chiuchiù è nato a Perugia, dove vive, nel 1973. Ha curato gli
inediti di Camus Metafisica cristiana e neoplatonismo e La
devozione alla croce (Diabasis). Ha tradotto Icarus in Assisi del
poeta americano Murray Bodo (Minerva, 2001) e pubblicato studi su
Hölderlin, Hrabal e Baudelaire. Nella collana Niebo, diretta da Milo De
Angelis, ha dato alle stampe la raccolta poetica Iride incendio (La
Vita Felice, 2005).
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Avere
solo parole al calore bianco
e questa scure che le seziona:
si abbatte e i corpi neri serrano i mondi.
Eccoli, sono qui di fronte:
la pietra che sbagliando calciai,
l’occhio bianco e l’iride nel cervello,
sono qui l’anello, la lama crescente
e i morti amati cui ho negato le scuse.
Divento i loro nomi
e la scure si abbatte:
ancora,
ancora e sempre.
IL COMMENTO DELL’AUTORE
Il testo appartiene alla sezione iniziale
di un libro a venire di cui mi sfuggono i contorni e l’ampiezza. Nella
poesia ritornano alcune parole guida che a volte mi indicano, a volte mi
confondono il percorso e il fiato.
l.c.
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