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Recensioni.Narrativa italiana.

   
Amore e morte a Sarajevo

di Lia Zucco


   Letture n.656 aprile 2009 - Home Page Margaret Mazzantini,
Venuto al mondo,
Mondadori, 2008, pagg. 530, euro 20,00.
  

Viaggio nella Bosnia della pace e della guerra per i personaggi di Venuto al mondo, ultimo romanzo di Margaret Mazzantini.

A sedici anni dalla guerra civile, Gemma torna col figlio Pietro a Sarajevo, durante il cui assedio il ragazzo fu partorito. Il viaggio è l’occasione per indagare se stessi, ricostruire i fatti e scoprire la verità. Romanzo a tinte forti, in cui Gemma, protagonista narrante del Copertina del libro.racconto, ripercorre i ricordi del suo amore per Diego, fotografo fragile e disadattato, conosciuto nella città bosniaca durante le Olimpiadi invernali del 1984. Un amore che, a causa della sterilità della donna, negherà loro la gioia di un figlio. Il desiderio irrefrenabile di maternità non lascerà, però, spazio alla ragione: Gemma decide di "procreare" attraverso il corpo di un’altra donna, sfidando i limiti dell’etica, in un luogo – quello di Sarajevo sotto assedio – dove i confini tra il bene e il male persero ogni senso.

La Bosnia della guerra, descritta nel dettaglio tanto da sembrare "vissuta" dall’autrice, è una dimensione dove tutto accade, uno spazio contrapposto al vicino Occidente, annichilito da noia e indifferenza. La vita di Sarajevo si fonde con la storia dei personaggi: le esperienze si rivelano imprescindibili, come la nascita con la morte. Sarajevo diventa, a un tempo, teatro di violenze inumane e, insieme, ventre fecondo, culla di vita, luogo di amore e di amicizia.

Distruzione e rinascita rappresentano quindi i due topòi su cui la Mazzantini intesse i destini dei suoi personaggi: lo fa con grande finezza introspettiva, grazie a un’abilità espressiva che coinvolge ed emoziona.

Peccato, però, che un registro troppo colloquiale prenda talvolta il sopravvento con qualche licenza stilistica che nulla aggiunge – semmai toglie – alla ricchezza e al valore della narrazione.

Lia Zucco

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