L'immagine
inquietante delle barche di Pietro e Paolo ci viene offerta da questa
citazione di Balthasar, in un tempo in cui chi si ritiene credente
rischia davvero di sentirsi un po’ confuso e tentato di
scoraggiamento, in cui pare che «le compagini delle istituzioni
temporali si allentino» e in cui ci guardiamo intorno cercando le
spalle di uno che sappia nuotare…
Per questo vorremmo offrire, questa volta, alcuni
libri di "non-attualità" sulla Chiesa: non tanto sui temi
dibattuti, sugli strilli dei titoli dei giornali, sulle polemiche in
corso (che pure richiedono approfondimento e conoscenza e studio e
confronto), quanto piuttosto su sguardi di ampio respiro, trasversali e
lunghi, che ci consentano di riprendere prospettiva, di collocare la
fatica di oggi in orizzonti ampi, libri che ci diano muscoli da
nuotatori esperti.
Il
primo: Michele Do, Amare la Chiesa, Qiqajon, 2008, pagg.
120, euro 7,50, è davvero una piccola cosa preziosa. Enzo Bianchi dice,
nell’introduzione, che si tratta di un gesto di gratitudine e di
amicizia verso un uomo, un prete, un amico, don Michele Do appunto, che
era «l’uomo della Parola nell’intimità dell’amicizia». Questo
prete ha fatto della sua canonica di montagna un luogo di respiro
universale, ha tessuto parole e legami instancabilmente, ha vissuto i
travagli del tempo preconciliare e poi la speranza di un tempo nuovo;
con le sue stesse parole si può capire il senso di questo piccolo
libro: «Cristo è più grande della Chiesa? Non basterebbe Cristo? Ho
scoperto che la Chiesa non è altro che l’Evangelo che continua, in
atto. Sto nella Chiesa come sto nell’Evangelo con la stessa gioia,
passione, fatica. L’Evangelo non è uno spazio santo raggiungibile con
memorie e fantasie, ma spazio aperto e concreto in cui vivo. La Chiesa
è Cristo che ci incontra. Cristo è vivo nella Chiesa, essa è Cristo
vivente. Non nella memoria, ma nell’hic et nunc. Rifiutare la
Chiesa in nome dell’Evangelo? Ma è proprio per trovare la concretezza
dell’Evangelo che ho bisogno della Chiesa. Se non ci fosse la Chiesa l’Evangelo
sarebbe carta, e Cristo sarebbe il ricordo di un morto».
Chiesa seme del Regno
Il
secondo libro che vorremmo presentare è: Roberto Repole, Seme del
Regno. Introduzione alla Chiesa e al suo mistero, Esperienze,
2008, pagg. 176, euro 10,00.
Si tratta di un libro rivolto davvero a tutti per dire
con consapevolezza (e intelligenza) «credo la Chiesa», per abitarla in
modo responsabile, per farsene una idea seria: è un tempo, questo, in
cui non possiamo accontentarci del "sentito dire", che rischia
solo di addolorarci e renderci muti e stanchi, ma neppure è possibile
chiedere a tutti anni di studio e ricerca intellettuali per darsi
ragioni e conoscenze sufficienti.
Così questo libro offre una introduzione di seria
divulgazione, alla portata di molti se non di tutti, per conoscere che
cosa la Chiesa insegna di sé, dopo il Vaticano II, come essa vive se
stessa come "seme del Regno", anticipazione e insieme
strumento per una unità più grande di lei stessa.
Tra il divino e l’umano
Il
terzo libro è una biografia: Cristina Siccardi, Paolo VI. Il papa
della luce, Paoline, 2008, pagg. 432, euro 24,00; ci presenta
Paolo VI, l’infaticabile innamorato di Cristo e della sua Chiesa, di
cui viene tratteggiata qui la figura nella sua interezza: formazione,
personalità, psicologia, sentimenti; se ne analizza l’impronta nella
Chiesa, come sacerdote, come arcivescovo di Milano e cardinale e,
infine, come papa.
Vengono ripercorsi i suoi ruoli nella Chiesa di Pio
XII, nella diocesi ambrosiana, e nella Chiesa del Concilio Vaticano II e
del post-concilio e anche la sua posizione nella politica italiana. Ne
emerge una personalità complessa e dall’alto profilo intellettuale e
spirituale, nobile d’animo e di portamento, intellettuale raffinato
costantemente proiettato nel divino, ma fermamente poggiato in terra a
favore dell’umanità.
Paolo VI è stato vissuto come una figura controversa:
troppo colto, troppo profondo, troppo angosciato e troppo incerto per
alcuni, impopolare e decisionista per altri, a causa delle sue scelte:
anche quelli sono stati tempi complessi di Chiesa…
Salvi in Cristo
Il
quarto libro è un testo più complesso, ma che ancora una volta ci
aiuta a mettere in una logica più ampia le questioni odierne: Sandra
Mazzolini, Chiesa e salvezza. L’extra Ecclesiam nulla salus in
epoca patristica, Urbaniana University Press, 2008, pagg. 340,
euro 25,00. Il pluralismo che contrassegna il nostro tempo pone in
discussione l’unicità e l’universalità della mediazione salvifica
di Cristo e, conseguentemente, la stessa funzione mediatrice della
Chiesa.
Emblematica è la comprensione della tradizionale
affermazione extra Ecclesiam nulla salus, che sinteticamente
esprime la necessaria relazione tra Cristo e la Chiesa nell’ottica
della salvezza. Molti infatti oggi lo interpretano in maniera tanto
pregiudiziale da alterarne il senso.
Nella prospettiva dello sviluppo e dell’interpretazione
della dottrina dogmatica e dei modelli ecclesiologici, lo studio –
basato sulle fonti e che ci offre una correlata ampia bibliografia –
individua le radici dell’assioma risalendo al pensiero di importanti
autori cristiani dei primi secoli. Emergono e si precisano così
significative coordinate di fondo che puntualizzano progressivamente la
natura e la missione della Chiesa.
Non solo Occidente
L’ultimo
libro di cui vorremmo parlare è: Aldo Ferrari (a cura di), Popoli
e Chiese dell’Oriente cristiano, Edizioni Lavoro, 2008, pagg.
XVI + 314, euro 18,00. In un momento storico in cui il cristianesimo è
da più parti considerato essenzialmente occidentale e destinato a
divenirne l’icona e il simbolo, questo volume si pone l’obiettivo di
accrescere la conoscenza dell’Oriente cristiano, in particolare delle
antiche Chiese fiorite nel vicino Oriente prima dell’espansione dell’islam
e che mantengono ancora oggi la loro specificità.
I saggi qui raccolti delineano la formazione e lo
sviluppo, dalle origini sino ai nostri giorni, di tali Chiese
avvicinandoci così alla ricchezza della tradizione storica e spirituale
dei cristiani d’Oriente (copti, etiopi, siri, melchiti, maroniti,
armeni e georgiani) e documentando al tempo stesso la situazione assai
difficile nella quale si trovano molti di loro.
Secoli, luoghi, persone e popoli, stili, forme: la
Chiesa (le Chiese) si estende nel tempo e nello spazio, ha tempi fecondi
e tempi di persecuzione, tempi di comunione e tempi di conflitto: questo
non ci esime dall’essere vigilanti e responsabili per l’oggi, ma ci
aiuta a trovare fiato abbastanza per nuotare verso la riva.
Stella Morra