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di
Arianna Cameli |
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Tra
calici di vino rosso e buona cucina locale, si è concluso il Festival
NebbiaGialla, una kermesse culturale all’insegna della
letteratura noir che ha coinvolto l’intera cittadina di Suzzara,
nel Mantovano.
Chi lo avrebbe detto che il noir a Suzzara, cittadina della Bassa padana, fosse di casa? All’inizio forse nessuno ci credeva molto e anzi la bella e tranquilla cittadina con il campanile e la piazza non sembrava probabilmente il luogo ideale per autori di thriller efferati o di gialli irrisolti. E invece l’input giusto lo ha dato il giovane scrittore Paolo Roversi, che qui è di casa. Da tre anni infatti la cittadina in provincia di Mantova ospita un festival letterario che cresce in modo sempre più strutturato. Il primo week-end di febbraio un manipolo di scrittori legati dalla comune passione per la narrativa noir hanno incontrato il pubblico della nebbiosa Suzzara. E il festival denominato "NebbiaGialla" non poteva avere titolo migliore. Gli autori che hanno partecipato, tra cui, tanto per fare dei nomi, Massimo Carlotto, Margherita Oggero, Luigi Bernardi e Valerio Varesi, con al collo una distinguibile sciarpa grigio-nebbia, hanno incontrato i curiosi e i lettori per le vie del paese e attraverso una serie di incontri organizzati dall’instancabile Paolo Roversi. Attesissimi in particolare gli interventi di Massimo Carlotto e Francesco Abate, che hanno approfondito la scrittura a quattro mani di Mi fido di te, il noir pubblicato per Einaudi Stile libero sulle sofisticazioni alimentari. L’ultimo appuntamento della terza edizione del "NebbiaGialla" è stato con il tradizionale "Pranzo con l’autore" e ospite di quest’anno è stato Andrea Vitali, scrittore e medico di Bellano, del quale è appena uscito Almeno il cappello, storia inventata della banda bellanese. Il convivio si è riunito nello storico ristorante "Cavallino Bianco", luogo dove già si incontravano Cesare Zavattini e Dino Villani, inventori del prestigioso Premio Suzzara cui, dal 1948 a oggi, hanno dato lustro artisti del calibro di Guttuso, Ligabue, Sironi. Ma il "NebbiaGialla" è anche un sito e un blog, nel quale gli autori e i partecipanti hanno potuto conoscersi e soddisfare curiosità e notizie provenienti dal festival e dalle iniziative portate avanti da Roversi, come il primo Web press in noir "MilanoNera". In cantiere il giovane scrittore di Suzzara, dopo la fortunata uscita del volume La mano sinistra del diavolo, ha anche un nuovo romanzo con protagonista l’immancabile ispettore Radeschi.
«Quest’anno è stata davvero un’edizione da ricordare. L’avventura è iniziata due anni fa con l’obiettivo di conciliare la passione per la letteratura di genere (il giallo, il noir, la letteratura del mistero in generale che in questi anni gode di una straordinaria attenzione) con la Bassa. La terra di Guareschi e Zavattini, del Po, la città del premio e le sue tradizioni, la sua gastronomia e le sue caratteristiche ambientali come la nebbia, da cui appunto il nome alla rassegna. Un modo per parlare di libri valorizzando il territorio, i ristoranti, le osterie della città. Negli anni la manifestazione è cresciuta al punto che Massimo Carlotto, uno fra gli scrittori più importanti di noir in Italia, ha dichiarato che il NebbiaGialla Suzzara Noir Festival è destinato a diventare il più importante festival di genere in Italia e la cosa mi lusinga. Quest’anno l’atmosfera è stata fantastica: abbiamo registrato il tutto esaurito negli hotel e nei ristoranti. Una partecipazione davvero straordinaria».
«Lo è per vocazione, secondo me. Non scriviamo noir perché è di moda, lo facciamo perché è uno dei generi che meglio si presta a raccontare il nostro tempo. Per quanto mi riguarda non decido a priori: io mi trovo a mio agio quando ho delle storie da raccontare. Utilizzare un genere come il giallo è solo un modo per avere una gabbia prestabilita all’interno della quale muoversi. Di volta in volta decido quale sia il modo migliore per mettere su carta la storia che ho in testa. A volte il noir è perfetto, a volte, come ad esempio per il mio ultimo romanzo Taccuino di una sbronza, meglio utilizzare altre forme narrative».
«In questo caso si trattava di un noir d’inchiesta che ha richiesto una lunga indagine e molto materiale da raccogliere. Unire le forze è un modo per ridurre i tempi e ottimizzare il lavoro».
«Il dibattito è stato molto interessante. Ci hanno raccontato il dietro le quinte del loro lavoro. È emerso che oggi c’è una grande attenzione verso i nuovi media e si fa scouting anche su Facebook».
«La nebbia è qualcosa che ti porti dentro se sei nato qui. È evocativa, è misteriosa. È perfetta per un giallo. Io poi la sento mia perché avendo vissuto per più di vent’anni nella Bassa ho una sorta di rispetto reverenziale per questo fenomeno atmosferico che a Milano, città che mi ha accolto da una decina d’anni, ormai non si vede quasi più. E ogni tanto, sembra strano, ne sento la mancanza».
«Noi abbiamo avuto al festival Valerio Varesi e Margherita Oggero, dai cui libri sono tratte due delle serie più importanti trasmesse in Tv. A queste aggiungerei il Coliandro di Lucarelli».
«Il 2009 sarà un anno intenso per Enrico Radeschi, il mio eroe. In primavera uscirà un mio romanzo per ragazzi, età dodici anni, che lo vedrà protagonista. Ed entro la fine del 2009 spero di pubblicare il quarto romanzo della serie per adulti che questa volta sarà molto noir. Inoltre sempre entro la fine dell’anno il romanzo La mano sinistra del diavolo (che è appena uscito in edizione economica) sarà tradotto in Spagna e Sud America, mentre da Taccuino di una sbronza verrà tratto uno spettacolo teatrale. Insomma parecchia carne al fuoco». Per visitare il blog di "NebbiaGialla": http://nebbiagialla.wordpress.com/ Arianna Cameli |
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