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Recensioni.I libri della fede.

   
Lezioni divine da Scritture sacre

di Stella Morra


   Letture n.657 maggio 2009 - Home Page «Leggi spesso, impara più che puoi. Addormentati con il codice in mano, la pagina santa sostenga il tuo viso che si piega stanco».

San Girolamo
   

I cristiani ascoltano una Parola contenuta in uno scritto che leggono; c’è un circuito tra occhi e orecchie, perché tra occhi e orecchie trascorre la nostra corporeità: la sapienza che acquisiamo ha sapore buono, il libro e la lettura sono ruminati in quel misterioso stomaco che è la nostra interiorità, tocchiamo le pagine e il libro. L’esperienza delle letture della Sacra Scrittura ha coinvolto e coinvolge tutti i cercatori di Dio, tutti coloro che lo celebrano, molti di quelli che lo pregano. I cristiani hanno ereditato da Israele questo legame irrinunciabile con la Scrittura; come Israele la legge e ne ricava vita e sapienza, così anche i cristiani ne ricavano vita e sapienza, a partire da Colui che un giorno nella sinagoga di Nazareth, leggendo nel rotolo del libro, svela se stesso con e nella lettura.

Dunque, presentiamo alcune letture attorno alla Lettura per eccellenza. Alcuni di questi libri sono, per così dire, una "cornice", un avvicinamento; altri concentrati in modi diversi attorno a uno dei più misteriosi testi della Bibbia, il Cantico dei Cantici, testo che non smette (e non può smettere) di attrarci a sé, di farci pensare, di rimandarci fuori da noi stessi, magari molto lontano o molto vicino.

Copertina de: Ascoltare la Parola. Bibbia e Spirito: la "lectio divina" nella chiesaLa lectio divina è il metodo con cui i monaci da sempre si esercitano sulla pagina sacra; metodo ripreso negli ultimi anni in modi e luoghi diversi. In Italia, ma non solo, la ripresa della lectio è legata anche al nome di Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, che quasi quaranta anni fa, con Pregare la Parola. Introduzione alla lectio divina, ci aveva tutti condotti a pregare con la Sacra Scrittura, nel solco dei padri della Chiesa e dei monaci. Il libro attuale di Enzo Bianchi è Ascoltare la Parola. Bibbia e Spirito: la "lectio divina" nella chiesa, Qiqajon, 2008, pagg. 144, euro 10,00. Il priore di Bose riprende i temi che gli sono propri; si avverte nelle pagine che gli anni sono passati felicemente nella sua consuetudine con la Scrittura, ma forse con maggior fatica nella compagine ecclesiale. Troviamo spazio per confrontarci con le nostre fatiche di cristiani lettori, qui ed ora; segnalerei una sola notazione: «Una prima difficoltà che ostacola il diffondersi e il radicarsi nelle realtà ecclesiali della pratica della lectio divina è il primato che, di fatto, viene accordato nelle parrocchie e nelle chiese locali alle molteplici attività pastorali e di animazione, sociali e caritative, di assistenza e di organizzazione, rispetto al compito essenziale di trasmettere l’arte di vivere e nutrire la fede» (pag. 122). Con delicatezza, ma sembra di capire che la mancanza di una lectio sia uno specie di spartiacque da non sottovalutare.

Una lettura "diversa"

Copertina de: Il Talmud. Cos’è e cosa dice.Un altro pezzo della "cornice" è dato dal testo sul Talmud (Jacob Neusner, Il Talmud. Cos’è e cosa dice, traduzione di Gabriele Mancuso, San Paolo, 2009, pagg. 272, euro 19,50). Il Talmud è un insieme di scritti che regola la vita delle comunità ebraiche; scritti che discendono dal Pentateuco, la Torà, che gli antichi rabbini commentarono ed esemplificarono. Sul Talmud i rabbini, e non solo loro nelle comunità ebraiche sparse per il mondo, continuano a studiare e a meditare, in un dialogo ininterrotto tra loro, attraverso i secoli, per poter vivere all’altezza del Patto che li lega al Signore e fa di loro un popolo. È difficile accostarsi alla Bibbia senza avere nelle orecchie almeno il suono, se non la conoscenza, di un altro ritmo di lettura e di ascolto della pagina sacra. Questo tipo di attenzione, tra l’altro, giova a quella conoscenza del popolo ebraico di cui abbiamo dovere e bisogno.

Letture non scontate

Copertina de: Almeno 5.Il terzo elemento della cornice ci è dato da un lettore assiduo e non scontato della Bibbia, Erri De Luca, che con un sacerdote napoletano ci offre un altro dei suoi saggi illuminanti e folgoranti (Erri De Luca e Gennaro Matino, Almeno 5, Feltrinelli, 2008, pagg. 84, euro 9,50). Se normalmente la Scrittura ci prende l’anima o la mente, questo viaggio ci porta alla scoperta dei sensi, proprio dei cinque sensi (almeno 5, allude il titolo). L’accesso che i cinque sensi offrono mostra Dio e l’uomo, o meglio Dio e gli uomini di Dio, in un’avventura reale, umana, raccontabile come un viaggio di cui ricordiamo non solo luoghi ma anche gli odori, i sapori e i gesti e la luce di paesaggi inconsueti. Il credente troverà in questo piccolo libro risonanze poco consuete, ma ricche e fertili; il non credente troverà posto a questa mensa che la Scrittura è. Rimane un esempio la fedeltà alla lettura biblica e alla lingua ebraica di Erri De Luca. Il suo esercizio ci ricorda «colui che è chino sulla scrittura» (come dice la lettera di Giacomo) e ci fa sembrare quel gesto umano, avvicinabile, forse anche il mio gesto, chiunque io sia.

Cantici d’amore

Il Cantico dei Cantici è un testo noto, conosciuto, magari per Copertina de: Cantico dei Cantici.citazioni, anche da chi non sa che questo misterioso testo amoroso appartiene alla Bibbia. E i commenti al Cantico sono innumerevoli. Ogni epoca e ogni tema religioso ha trovato nei pochissimi capitoli del Cantico una pista sulla quale muoversi. Robert W. Jenson è un teologo luterano; il suo commento al Cantico (Cantico dei Cantici, edizione italiana a cura di Giuseppe Campoccia e Carla Malerba, Claudiana, 2008, pagg. 154, euro15,00) segue l’ispirazione della collana di cui fa parte. Si tratta di un commento che, senza nulla togliere al patrimonio acquisito dall’esegesi storico-critica, fin nei suoi ultimi risultati, tiene conto del testo così come è; lo divide in poesie – d’amore evidentemente – dando poi conto dell’esegesi allegorica e chiudendo il commento a ogni poesia con un riferimento alto all’amore umano. Così chiude: «Ogni amante dica spesso all’amato: "Affrettati a raggiungermi! Vieni da me!". E aggiunga anche qualche approssimazione dell’amen come "La sua venuta è certa". Così termina il cantico degli amanti, il cantico del Signore e della sua sposa, e il cantico dell’amore umano, incastonato nel Cantico di Dio» (pag. 142).

Amore in esilio

Copertina de: Eros in esilio. Letture teologico-politiche del "Cantico dei Cantici".Uno sguardo quasi diametralmente opposto sul Cantico è quello di Massimo Giuliani (Eros in esilio. Letture teologico-politiche del "Cantico dei Cantici", Medusa, 2008, pagg. 152, euro 14,00); parte dalla stessa domanda di Jenson, la domanda di tutti quelli che si avvicinano al Cantico: perché è entrato nel canone biblico? E ci accompagna in un viaggio diverso, quello dell’interpretazione politica del Cantico, di cui grande figura e questione è l’esilio. Interpretazione che si muove dentro le pieghe e le piaghe dell’ebraismo, che trova convincente l’interpretazione della donna del Cantico come di una ’amunà (per Rashi, una donna avvolta nella vedovanza di un marito vivente), una moglie il cui marito è assente ma non dichiarato morto.

Bene riassume lo spessore del libro e le letture del Cantico che sono riportate e ripercorse il titolo della seconda parte del testo: "Il conflitto delle interpretazioni sul corpo degli amanti". Libro impegnativo e bellissimo.

Chissà che questi libri ci conducano a posare gli occhi, a tendere le orecchie, a stendere le mani verso il Libro dei Libri.

Stella Morra

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