Madre di Dio

 

N. 1 gennaio 2007

  Maria nell'arte miniata - 1

  2007: 75° della rivista "Madre di Dio"

Maria, l'attesa di un popolo
  
Stefano De Fiores

Maria insegna a vivere cristianamente
   Giuseppe Daminelli

Il "dogma originario" della verginità e della divina maternità di Maria
  
Bruno Simonetto

La devozione mariana della chiesa Copta
  
George Gharib

Angela Merici, una "scala" per il Paradiso
    
Bianca Maria Veneziani

Storia dell’"Angelus" - 23
    
Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Piero Roma

Invito alla gioia messianica 
  
Alberto Rum

Il Matrimonio di Maria e Giuseppe - 1
    Simone Moreno

 "Dio ci benedica - e la Vergine ci protegga"
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 1 gennaio 2007 - Copertina

Miniature per il 75° di "Madre di Dio" 

di BRUNO SIMONETTO

Maria nell’arte miniata – 1

L’Adorazione dei Magi e la Fuga in Egitto: i due significativi episodi dell’infanzia di Gesù, riprodotti nelle miniature della 1ª e 4ª di copertina, vengono qui brevemente illustrati.
  

Per celebrare i 75 anni della nostra rivista, iniziamo da questo numero e continueremo per tutto il 2007 a pubblicare, in 1ª e 4ª di copertina, preziose miniature con relative presentazioni-illustrazioni negli interni di copertina: è un omaggio alla "Madre di Dio" che mutuiamo dalla cultura e dalla fede espresse dall’arte miniata gotica, traendole da raccolte di Biblioteche e Archivi Storici.

Ci gioviamo di testi presi dalla liturgia di celebrazione dei soggetti via via trattati, di alcune ‘note’ storiche introduttive della critica d’arte Luisa Cogliati Arano [riportate per esteso nel vol. "Maria ieri e oggi" delle Edizioni Paoline, 19914], anche per dare un’illustrazione puntuale delle singole miniature riprodotte.

Adorazione dei Magi - Firenze, Biblioteca Nazionale - Offiziolo Visconti, Landau-Finaly 22, c. 18 v.
Adorazione dei Magi - Firenze, Biblioteca Nazionale - Offiziolo Visconti, Landau-Finaly 22, c. 18 v.

L’ Adorazione dei Magi

"Entrati nella casa, i Magi videro il Bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono" [Mt 2, 11].

La miniatura della 1ª di copertina [foto sopra] "rappresenta l’omaggio tributato al Bambino Gesù dai tre Re Magi giunti dai loro lontani Paesi, guidati dalla stella cometa che si vede in alto, al centro della composizione.

L’iconografia è quella consueta fin dai primi anni del XIV secolo. I tre Re offrono al Bambino Gesù oro, incenso e mirra [cfr. Mt 2, 11]; e il più anziano di loro, inginocchiatosi davanti al Bambino e toltasi la corona, gli bacia il piede in segno di deferenza. Il nucleo centrale della scena è arricchito dalla ‘descrizione’ del corteo che accompagna i Magi, secondo un uso piuttosto frequente a partire dal XV secolo".

Si noti, in particolare, "lo sfavillio degli ori delle vesti dei personaggi rappresentati e degli oggetti: la Santa Famiglia e i Magi hanno nimbi dorati e fogge preziose, per consentire di distinguerli, e indossano abiti e mantelli dai colori abbaglianti, ravvivati dall’oro. Solo il Bambino, miniato in atto di benedire, indossa un panno bianco trasparente, che costituisce quasi il fulcro cromatico dell’insieme".

Nel cielo volteggiano gli Angeli, in un’atmosfera fantastica e irreale, densa di sacralità, di un blu intenso e di un rosso cupo sul verde roccioso.

"La decorazione delle bordure è virtuosistica nelle figure dell’Eterno [che sta come a vegliare sulla scena] e dei due Profeti [Isaia e Michea?] ai lati della miniatura centrale, inseriti in armoniose strutture architettoniche. Gli elementi floreali si ricollegano invece alle decorazioni eseguite dalla Bottega del miniaturista lombardo Giovannino de’ Grassi".

"Abbiamo visto sorgere la sua stella – dicono ad Erode i Magi giunti a Gerusalemme dall’Oriente – e siamo venuti per adorare il Re dei Giudei che è nato" [Mt 2, 2]. E subito, nel racconto del Vangelo di Matteo come nella miniatura riprodotta, i Magi si presentano collegati ad un’atmosfera misteriosa ed esotica, anche presso la Bibbia, dell’Oriente.

Il cosmo stesso con il suo silenzioso linguaggio [cfr. Salmo 18/19] è la prima guida alla ricerca dei sapienti che muovono dai loro lontani Paesi per giungere a Betlemme. Ecco, infatti, il simbolo della stella che aveva nell’Antico Testamento e nel Giudaismo il valore di segno del re messianico. La luce è, infatti, lo sfondo di ogni apparizione messianica, come canta Isaia nel suo splendido inno all’Emanuele: "Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse" [Is 9, 1].

Accanto alla guida "cosmica" della stella c’è, però, la guida della Bibbia, testimoniata dal celebre passo di Michea su Betlemme: "E tu, Betlemme di Efrata, da te uscirà colui che deve essere il dominatore d’Israele…" [Mic 5, 1].

È con queste due guide che i Magi approdano alla meta della loro ricerca, "il Bambino con Maria sua madre" [Mt 2, 11], davanti al quale "si prostrano" nell’atto liturgico dell’adorazione.

L’epifania illustrata dalla miniatura riprodotta è, dunque, davvero uno sfavillio di ori e di luce.

Fuga in Egitto - Firenze, Biblioteca Nazionale - Offiziolo Visconti, Landau-Finaly 22, c. 25 v.
Fuga in Egitto - Firenze, Biblioteca Nazionale - Offiziolo Visconti, Landau-Finaly 22, c. 25 v.

La Fuga in Egitto

"Giuseppe prese con sé il Bambino e sua madre e di notte fuggì in Egitto" [Mt 2, 14].

La miniatura della 4ª di copertina [foto a lato] "è strutturata in maniera molto semplice e la sua esecuzione non è ritenuta delle meglio riuscite tra quelle della Bottega de’ Grassi. La decorazione della bordura è convenzionale e, si potrebbe dire, priva di fantasia".

Comunque, la sostanza del racconto evangelico [cfr. Mt 2, 14] c’è tutta, ed è pure arricchita da elementi suggestivi: "la Santa Famiglia avanza su un sentiero sconnesso e disseminato di pietre, ai bordi del quale scorre un corso d’acqua; la vegetazione è rada e stentata: solo sulla destra un gruppo di alberelli si aggrappa ad un picco roccioso. Maria cavalca un asino e stringe con atteggiamento protettivo il Figlio, la cui nudità ne sottolinea la vulnerabilità. Giuseppe veste un abito logoro, stretto da una cintura a cui è attaccata una borraccia, con la sinistra regge un bastone da pellegrino; un Angelo si indirizza con le ali e le braccia protese verso il gruppo dei pellegrini".

A proposito della Santa Famiglia profuga in Egitto, annotava il Vescovo Tonino Bello che la Vergine Madre, appena comparsa sullo scenario della salvezza, ha dovuto varcare i confini della patria, come una emigrante qualsiasi, "anzi, peggio; perché non doveva passare la frontiera per motivi di lavoro, ma in cerca di asilo politico".

L’ordine dato a Giuseppe dall’Angelo era stato molto chiaro: "Alzati, prendi con te il Bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché ti avvertirò, perché Erode sta cercando il Bambino per ucciderlo" [Mt 2, 13]. È il passo di Vangelo che conosciamo come la storia della "fuga in Egitto"; anche se il testo sacro non aggiunge neppure una riga di quel drammatico evento.

"Ed eccola lì Maria, sul confine - chiosa Tonino Bello -: da una parte l’ultima terra rossa di Canaan, dall’altra la prima sabbia dei Faraoni. Eccola lì, tremante come una cerva inseguita. È vero che gode del diritto di extraterritorialità, dal momento che stringe tra le braccia colui il cui dominio va "da mare a mare e dal fiume fino agli estremi confini della terra" [Zc 9, 10]. Ma sa pure che, come salvacondotto, è troppo rischioso esibire quel bambino alla polizia di frontiera".

Noi associamo, allora, all’immagine della miniatura, che ritrae il sentiero che Maria e Giuseppe percorrono sconnesso e disseminato di pietre, alle ansie di Maria, donna di frontiera, madre dell’umanità collocata su tutte le frontiere del mondo…

Bruno Simonetto