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N. 1 gennaio 2007
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Preghiere
popolari mariane - 23 Storia dell’"Angelus" Nell’Angelus è racchiusa tutta la
ricchezza della Litania lauretana "Santa Madre di Dio, prega per
noi!" e nel 1° Mistero della gioia che celebra l’Incarnazione
del Dio-uomo. Continuando la rassegna davvero inesauribile della celebrazione dell’Angelus, siamo invitati stavolta [nel mese di Gennaio, che si apre con la Solennità liturgica della "Santissima Madre di Dio"] a ricordare la rievocazione del mistero della Divina Maternità di Maria. "Santa Madre di Dio, prega per noi" Nel bel volumetto di commento alle Litanie lauretane delle ‘Edizioni San Paolo’, così è presentata la litania "Santa Madre di Dio, prega per noi!": "Madre di Dio" – come invochiamo la Madonna, subito dopo esserci a lei rivolti con l’Ave, Maria del saluto angelico – è il primo e principale titolo che diamo a Maria, perché la divina maternità è la prima delle grandezze della Santa Vergine, la ragione di tutte le grazie e di tutti i privilegi soprannaturali a lei concessi, il fondamento del culto specialissimo [iperdulìa] che a lei tributiamo. La Vergine, Madre di Dio, occupa un posto particolare tra il Creatore e le creature; Ella ha la gloria incomparabile di avere per figlio il Figlio stesso di Dio Padre ed è entrata nel mistero della Trinità, stabilendo, per così dire, delle nuove relazioni fra le Persone divine: una grandezza di creatura umana che sconfina nella divinità della Trinità Santissima, secondo l'espressione di Tommaso d'Acquino: "Fines divinitatis propinquius attingit" – "Tocca molto da vicino i confini della divinità". Maria Madre di Dio è la Madonna del Natale, la donna del primo sguardo dell'uomo sul Dio fatto uomo, accarezzato con occhi trasparenti di tenerezza materna e di santità.
"Santa Dei Genitrix", fa’ che contempliamo anche noi con sguardo di fede e di amore il tuo figlio, il Verbo fattosi uomo, il Bambino Gesù del nostro Natale!". Ora, è proprio nel cuore delle festività natalizie e all’inizio dell’Anno Nuovo che la Chiesa celebra la Solennità della "Madre di Dio". Ed è nell’Angelus di ogni giorno che si "celebra" questo mistero, evocato insieme dal saluto dell’Arcangelo Gabriele ["Ave, Maria!"] e dalla preghiera della Chiesa di tutti i tempi ["Santa Maria, Madre di Dio…"]. In un altro prezioso volumetto delle ‘Edizioni San Paolo’ [I Misteri del Rosario] il 1° Mistero della gioia è ricordato con questi "spunti di riflessione": 1. – L’Angelo Gabriele porta un saluto e reca un annuncio da parte di Dio. L’annuncio riguarda Maria e, insieme, l’umanità intera: Dio entra come uomo nella nostra storia. E la Vergine Maria – trasfigurata dall’incarnazione del Figlio di Dio, nella pienezza di grazia dello Spirito Santo – entra nella storia divina e umana del Salvatore del mondo. 2. – Maria dice il suo "sì", perché Dio vuole interlocutori liberi: si fida e si affida. Così la Vergine–Madre dell’Altissimo accoglie il ‘Dio con noi’, ratificando con il suo "sì" quell’Alleanza nuova ed eterna che Dio vuole stringere con l’uomo. 3. – Nella maternità dell’uomo-Dio la Vergine Maria diventa pure "madre dell’umanità", secondo l’insegnamento di diversi Padri della Chiesa, teologi, Santi e Sommi Pontefici: San Pio X, ad esempio, ha usato al riguardo un’espressione scultorea: "Gestando Christum, [Maria] gestavit et nos" – "Portando nel suo grembo Cristo, [Maria] ha portato anche noi" (cfr. Enc. "Ad diem illum"). Si direbbe che nell’Angelus sia davvero racchiusa tutta la ricchezza che – dalle "Litanie lauretane" al 1° Mistero della gioia del "Santo Rosario" – la devozione alla "Madre di Dio" ha sviluppato nel corso dei secoli. Simone Moreno |
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