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N. 1 gennaio 2007
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"Rallegrati,
Maria!"
di ALBERTO RUM Invito alla gioia
messianica Nei Misteri gaudiosi è racchiuso il segreto
della nostra felicità. Il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica si apre con questa prima domanda e risposta: D] "Qual è il disegno di Dio per l’uomo?" – R] "Dio, infinitamente perfetto e beato in se stesso, per un disegno di pura bontà ha liberamente creato l’uomo per renderlo partecipe della sua vita beata…". Davvero meravigliosa è questa vocazione dell’uomo a partecipare alla stessa felicità di Dio, ad entrare nella sua gioia. Il 9 Maggio 1975, il Santo Padre Paolo VI, risalendo alle sorgenti della gioia cristiana, compose "una specie di inno alla gioia divina", al fine di suscitare un’eco nel mondo intero e anzitutto nella Chiesa: "La gioia sia diffusa nei cuori con l’amore di cui essa è il frutto, per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato". "Dopo venti secoli - osservava il Papa - questa sorgente di gioia non ha cessato di zampillare nella Chiesa, e specialmente nel cuore dei Santi.
La loro esperienza spirituale illumina il mistero della gioia cristiana. Al primo posto [tra i Santi] ecco la Vergine Maria, piena di grazia, la madre del Salvatore. […] Quale mirabile risonanza acquistano, nella sua esistenza singolare di Vergine d’Israele, le parole profetiche rivolte alla nuova Gerusalemme: "Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestita delle vesti di salvezza, mi ha avvolto col manto della giustizia". [...] Vicina al Cristo, Maria ricapitola in sé tutte le gioie, essa vive la gioia perfetta promessa alla Chiesa: ‘Mater plena sanctae laetitiae’; e giustamente i suoi figli qui in terra, volgendosi verso colei che è madre della speranza e madre della grazia, la invocano come causa della loro gioia: ‘Causa nostrae laetitiae’ ". Maria fonte della nostra gioia "La tua nascita, Vergine Madre di Dio, ha annunciato la gioia al mondo intero. La gioia che Eva ci tolse, tu ci rendi nel tuo Figlio". Canta così la Chiesa nella sua liturgia di lode in onore della santa Madre del Signore. In una pagina della lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae il Santo Padre Giovanni Paolo II afferma che il primo ciclo dei Misteri gaudiosi "è effettivamente caratterizzato dalla gioia che irradia dall’evento dell’Incarnazione. Ciò è evidente, fin dall’Annunciazione, dove il saluto di Gabriele alla Vergine di Nazareth si riallaccia all’invito alla gioia messianica: "Rallegrati, Maria". "A questo annuncio - continua il Pontefice - approda tutta la storia della Salvezza, anzi, in certo modo, la storia stessa del mondo. Se infatti il disegno del Padre è di ricapitolare in Cristo tutte le cose, è l’intero universo che in qualche modo è raggiunto dal divino favore con cui il Padre si china su Maria per renderla Madre del suo Figlio. A sua volta, tutta l’umanità è come racchiusa nel fiat con cui Ella prontamente corrisponde alla volontà di Dio. All’insegna dell’esultanza è poi la scena dell’incontro con Elisabetta, dove la voce stessa di Maria e la presenza di Cristo nel suo grembo, fanno "sussultare di gioia" Giovanni. Soffusa di letizia è la scena di Betlemme, in cui la nascita del Bimbo divino, il Salvatore del mondo, è cantata dagli angeli e annunciata ai pastori proprio come una grande gioia. […] Ma poi, i due ultimi Misteri [gaudiosi], pur conservando il sapore della gioia, anticipano i segni del dramma e del dolore. "Meditare i Misteri gaudiosi - conclude il Pontefice - significa così entrare nelle motivazioni ultime e nel significato profondo della gioia cristiana. Significa fissare lo sguardo sulla concretezza del mistero dell’Incarnazione […]. Maria ci conduce ad apprendere il segreto della gioia cristiana, ricordandoci che il Cristianesimo è innanzitutto evanghélion, ‘buona notizia’ " [RVM, 20]. Alberto Rum |
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