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N. 1 gennaio 2007
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Nella
famiglia paolina Storia dei 75 anni della
rivista Rievocazione delle origini della rivista e del contesto storico-editoriale in cui il periodico mariano paolino iniziò le sue pubblicazioni, verso la fine del 1932. Riteniamo esaurita la serie di riflessioni apparse nella rubrica "Il Magnificat di Don Alberione" che abbiamo in queste pagine proposto negli ultimi due anni. Rimane peraltro documentato che, sfogliando le Annate della rivista "Madre di Dio", balza evidentissima la costante attenzione da questa riservata alla spiritualità mariano-alberioniana centrata su Maria, "Regina degli Apostoli". E si rimane convinti che il progetto del collegamento della nostra rivista con il Santuario "Regina degli Apostoli" dovrà necessariamente avere il suo compimento, magari mediandolo con l’Associazione ADRA ["Associazione Devoti della Regina degli Apostoli"] che ormai da tempo andiamo auspicando. Per tutto il 2007 - 75° di fondazione di "Madre di Dio" - daremo intanto spazio a rievocazioni di fatti rilevanti, tra cronaca e storia, degli anni di vita della rivista, riproponendo alcuni degli interventi redazionali più significativi di questo tempo, particolarmente delle "firme" più prestigiose, a cominciare dalla settantina di contributi del suo Fondatore, il Beato Giacomo Alberione.
Le origini della rivista "Madre di Dio" Nel 1931 cadeva il XV° Centenario del Concilio di Efeso, celebrato nel 431 e rimasto celebre come il Concilio della ‘Theotokos’, la Madre di Dio. Fu così che nel 1932, anno in cui la Famiglia Paolina vive una stagione privilegiata per il suo sviluppo, nasce l'idea di dar vita a una pubblicazione mariana che aprisse un discorso destinato a durare, come un colloquio fatto di attese e di incontri, di silenzi e di parole scritte, rilette, meditate, pregate. "Don Alberione - ricorda don Eliseo Sgarbossa - sentiva che era necessario parlare di Maria, o meglio: far parlare Maria e ascoltare le materne lezioni di questa impareggiabile educatrice". Il numero "zero" de La Madre di Dio uscì per l’Assunta del 1932, con il titolo provvisorio La S. Madonna; ma probabilmente fu preannunciato da qualche saggio risalente all’anno precedente. Si trattava della pubblicazione di un ‘periodico quindicinale’ che continuò fino all’anno successivo, quando la rivista assunse il titolo de La Madre di Dio. Don Alberione, che ne fu collaboratore fedele soprattutto negli anni maturi [dal 1953 al 1963 quasi ogni numero porta un suo articolo], amava riesaminare spesso il cammino percorso e abbozzare dei bilanci su questo periodico, che ebbe sempre fra i più cari […]. A ragione il nostro Beato Fondatore, concludendo nel 1957 il suo bilancio sui venticinque anni de La Madre di Dio, ribadiva che "la rivista deve continuare a portare il suo frutto". Quale frutto? Quello di far conoscere in ogni chiamato l'apostolo di Cristo, il quale, come Gesù "procede dallo Spirito Santo e si forma nel Cuore Immacolato di Maria". Ecco la parola ultima ed autentica della Madre, Maestra e Regina degli Apostoli. Perciò Don Alberione esortava a "leggere questa rivista, a farla leggere, a zelarne l'abbonamento" come "contributo all’apostolato e alla cristianizzazione del mondo" [cfr. E. Sgarbossa, Alberione e Maria - Storia di un amore, pagg. 38-42]. Presentando la rievocazione de "I Venticinque anni de ‘La Madre di Dio’" che Don Alberione scrisse il 20 Novembre 1957 in un articolo per la stessa rivista, don Rosario Esposito commenta: "[Don Alberione] incoraggiò fin dagli Anni ’30 la fondazione di un quindicinale mariano, che poi divenne mensile…" [cfr. CISP 884]. E nell’Appendice I dello stesso volume ["Cronistoria della vita del Sac. Giacomo Alberione"], lo stesso Esposito data l’inizio della rivista al 15.8.1932: "Ad Alba (Cuneo) inizia le pubblicazioni il periodico quindicinale La Madre di Dio, che tratta di dottrina e di pietà mariana. Successivamente questa rivista diverrà mensile" [cfr. ibid., 1495]. Qui siamo di fronte ad un rebus tuttora irrisolto, poiché convenzionalmente si fa risalire l’inizio delle pubblicazioni della rivista [con titolo "La S. Madonna" e sottotitolo: "La Madre di Dio"] al num. del Dicembre 1932, uscito senza data ma con l’indicazione: Anno I . N. 1; e, d’altra parte, non esistono esemplari di stampa anteriori a questo numero. Il num. della rivista dell’1 Gennaio 1933 porta le seguenti indicazioni: titolo "Madre di Dio", Anno II - N.1, Direttore R. M. Borgogno; ed è presentato come Supplemento de "La Domenica Illustrata" [Quindicinale paolino di attualità che aveva iniziato le pubblicazioni nel 1926]. A dirimere [o a complicare ulteriormente?] la questione potrebbero servire due Appunti di don G. Barbero, ‘storico’ di larga parte delle nostre origini. In un’Avvertenza premessa alla raccolta delle Annate della rivista, in data 5 Ottobre 1966 scrive: "Il Teologo Alberione Giacomo fondò questo periodico mariano alla fine del 1932. Fu incaricato della Redazione il sacerdote Formento Armando, coadiuvato dai chierici di Teologia e Filosofia di allora [...]". Successivamente, in una Nota del 30.XI.1981 aggiunge: "Il primo numero de "La S. Madonna" ("La Madre di Dio") con probabilità fu pensato fin dall’Agosto 1932 e realizzato come numero-campione, senza data. Don Ilario Formento, direttore designato della rivista, era pure linotypista [ed io lavoravo con lui alla linotype]; e ricordo di aver composto a macchina la rivista mariana negli anni dal 1932 al 1935".
Inoltre, va ricordato che il periodico "Unione Cooperatori Apostolato Stampa" del Dic. 1932, pag. 15s, parlava inequivocabilmente del 1° Gennaio 1933 come data d’inizio delle pubblicazioni della rivista mariana, in un articolo titolato: "Nuovi periodici" [paolini]: "Per il 1° Gennaio 1933 si inizierà la pubblicazione della nuova rivista "La Madre di Dio". E, infine, "La Domenica Illustrata" del 5 Febbraio 1933, p. 19, informava: "Per il 1° Gennaio 1933, si iniziò la pubblicazione della nuova rivista La Madre di Dio". In conclusione diremo, con Luigi Giovannini che rievocò su "Vita Pastorale" il 60° di fondazione della rivista [cfr. ibid., num. 12 del 6 Dicembre 1992, pp. 46-48], che "sembra che il nuovo periodico [mariano] abbia potuto fare [in quest’arco incerto di tempo] un piccolo "rodaggio" all’ombra della già affermata Domenica Illustrata, settimanale di attualità per le famiglie, iniziato l’8 Dicembre 1926 e diretto prima da don Angelo Fenoglio e dal 1933 da don Matteo Borgogno". Non per nulla la nuova rivista si presentava, rispettivamente in ultima pagina nel num. 1 dell’Anno I [1932] e in copertina nel num. 1 dell’Anno II [1933], con la dizione: "Supplemento de ‘La Domenica Illustrata’ ". Contesto storico-editoriale della nuova rivista Dal citato articolo di Luigi Giovannini, pubblicato su "Vita Pastorale" nel Dicembre 1992 [cfr. ibid.], ricordiamo il contesto storico-editoriale in cui si è inserita "Madre di Dio", "costituito soprattutto dalle celebrazioni per il XV Centenario del Concilio di Efeso, a cui Papa Pio XI dedicò l’enciclica Lux Veritatis, che venne riportata anche da "Vita Pastorale" nel numero del 1° Gennaio 1932, pp. 1ss. Questo Centenario, celebrato a ridosso dell’Anno Santo della Redenzione [1933], fu un’occasione per riscoprire e rendere popolari i contenuti dogmatici e devozionali del titolo "Maria SS. Madre di Dio". Una segnalazione a parte, per sottolineare tale contesto, merita perciò la rivista Mater Dei, fondata dagli Orionini già nel 1929 e pubblicata dalla "Libreria Emiliana Editrice" di Venezia. È interessante notare, a tale riguardo, l’ampia ed entusiastica presentazione che ne fece la "Civiltà Cattolica" sul num. del 14 Dicembre 1929 [vol. IV, quad. 1908. pp. 528-533]: "Fra gli spettacoli più commoventi e insieme più significativi dei Paesi schiettamente cattolici è senza dubbio – per ciò che spetta alla vita religiosa ed alle manifestazioni singolarmente della pietà cristiana – lo spettacolo della devozione popolare alla Vergine Madre di Dio […]. Ora, del glorioso avvenimento [della proclamazione del dogma della Divina Maternità di Maria] del 431 si avvicina il XV Centenario; e fra tanta voga e quasi moda di festeggiamenti centenari, è pur bene che fin d’ora si antiveda e prepari la celebrazione anche di questo, che dev’essere fra i più cari alle anime cristiane. E noi da tempo intendevamo appunto richiamarvi l’attenzione dei nostri lettori, quanto più si approssimava la data. Di che ora ci dà occasione non solo, ma quasi l’obbligo, forzandoci a rompere gli indugi, una opportunissima pubblicazione bimestrale, o "rivista mariana", intitolata latinamente Mater Dei, e designata quale "organo del movimento per il XV Centenario del Concilio d’Efeso"…". Non diversamente, fin dal num. del 15 Novembre 1932 di "Vita Pastorale" [dunque, prima ancora che venisse editato il 1° numero certificato de "La S. Madonna" - "Madre di Dio"] la rivista veniva così annunciata: "Per svelare alle anime le bellezze e le grandezze di Maria; perché siano portate a coltivare verso questa Madre divina una divozione più sentita e più illimitata, per il 1° Gennaio 1933 si inizierà la pubblicazione della nuova rivista La Santa Madonna. Pubblicazione quindicinale, di 16 pagine. Ha lo scopo di insegnare e di condurre in modo semplice e popolare le anime alla vera divozione alla comune Madre celeste Maria SS.: divozione che non solo rischiara l’intelligenza, ma riscalda anche il cuore; dissipa le oscurità del dubbio e della noia e forma la nostra speranza. Può dirsi di questa divozione ciò che sta detto dell’Eterna Sapienza: "Omnia bona venerunt mihi pariter cum illa - Insieme ad essa mi è venuto ogni bene" ". Da tutto ciò si evince che c’era indubbiamente un clima spirituale di attesa per l’evento centenario della proclamazione del dogma della Divina Maternità di Maria; evento che avrebbe suscitato un rinnovato fervore di devozione mariana. Don Alberione colse proprio questo momento per arricchire la serie di periodici paolini, iniziando la pubblicazione di "Madre di Madre": rivista - come qualche anima pia avrebbe più tardi detto - "madre di tutte le riviste paoline". Bruno Simonetto |
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