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N. 4 aprile 2007
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Editoriale «Stabat mater dolorosa, iuxta crucem lacrymosa». Con queste parole l’antico inno del XIII secolo, attribuito dalla tradizione a Jacopone da Todi, "drammatizza" l’episodio del Vangelo di Giovanni che vede Maria e il «discepolo che Gesù amava» con Gesù, ai piedi della croce. La tradizione popolare, più che non la teologia speculativa, ha sentito istintivamente la presenza di Maria alla passione di Cristo. È significativo anche che le parole dello Stabat Mater siano state musicate da una lunga schiera di compositori: il primo che viene alla mente è senz’altro Pergolesi (il suo Stabat Mater viene eseguito spesso nelle chiese nel periodo quaresimale), ma non mancano altri compositori all’appello, quali Vivaldi, Scarlatti, Rossini, Dvorak e, tra i moderni, Poulenc.
Del rapporto di Maria con il mistero pasquale si occupano, con un taglio rispettivamente teologico e patristico, padre Daminelli (pp. 6-7) e padre Gaspari (pp. 18-19), mentre padre Gharib, nel suo consueto appuntamento con le feste mariane della Chiesa copta, ci presenta dei testi "drammatizzati" sul dolore di Maria, quasi una versione copta dello Stabat Mater (pp. 18-19). Padre De Fiores (pp. 3-5) e padre Rum (p. 14), con angolature diverse, danno spazio a una riflessione sulla "via della bellezza" come metodo d’approccio alla figura di Maria complementare a quello della teologia tradizionale di carattere più speculativo-dottrinale. Continuano poi le consuete rubriche sulla mariologia di Benedetto XVI, a cura di don Simonetto, sui racconti apocrifi relativi all’Annunciazione (questa volta è di turno la monaca e mistica Anna Katharina Emmerich), ripresi da Simone Moreno, e "Apostoli del Terzo Millennio" di Maria Di Lorenzo, che dedica la sua attenzione al gruppo Seguimi nato da Paola Majocchi e padre Gutiérrez. Infine, per il 75o di Madre di Dio abbiamo un’altra preziosa testimonianza di un sacerdote paolino, don Attilio Monge: conosciuto come regista televisivo delle messe trasmesse da Raiuno, è stato direttore di Madre di Dio negli anni 1958-1963. Il Direttore |
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