Madre di Dio

 

N. 4 aprile 2007

  Maria nell'arte miniata - 4

  Con la Madre di Gesù ai piedi della croce

Amici lettori

Mariologia in dimensione estetica
    
Stefano De Fiores

Presenza di Maria nel mistero pasquale
    Giuseppe Daminelli

L’esenzione di Maria dal peccato di Adamo - 2
    
Bruno Simonetto

Lamento della Vergine
  
 George Gharib

La via immacolata di Maria
    
Alberto Rum

L’Annunciazione a Maria - 2
    Simone Moreno

Testimone privilegiata del Risorto
    
Sergio Gaspari

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

 Seguimi: una comunione di persone
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Attilio Monge

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 4 aprile 2007 - Copertina

 Tra conoscenza e amore, tra mente e cuore

 
di ALBERTO RUM

La via immacolata di Maria
   

Secondo il papa Paolo VI nella pietà mariana si possono seguire due vie complementari: quella della verità, propria dei dotti; quella della bellezza, accessibile a tutti.
 

L'8 dicembre 1965, a solenne conclusione del Concilio ecumenico Vaticano II, il servo di Dio Paolo VI invitava «il mondo intero» a fissare il suo sguardo in questa Donna umile, nostra Sorella e insieme celeste nostra Madre e Regina, specchio nitido e sacro dell’infinita Bellezza. «Non è così», si chiedeva, «che può terminare la nostra spirituale ascensione conciliare [...] e che può cominciare il nostro lavoro post-conciliare? Questa bellezza di Maria Immacolata non diventa per noi un modello ispiratore? Una speranza confortatrice?».

Verità o bellezza?

Dieci anni dopo, il 16 maggio 1975, a chiusura del VII Congresso mariologico e inizio del XIV Congresso mariano, lo stesso papa Paolo VI, desideroso di ridestare nel popolo di Dio un fervore di pietà mariana, affermava che al riguardo si possono seguire due vie: quella della verità e quella della bellezza.

La via della verità è quella dei dotti; quella, cioè, «della speculazione biblico-storicoteologica, che riguarda l’esatta collocazione di Maria nel Mistero di Cristo e della Chiesa». L’altra – la via della bellezza – è una via accessibile a tutti, anche alle anime più semplici.

Primo piano di Paolo VI.
Primo piano di Paolo VI.

Evidentemente non si tratta qui di due vie parallele che s’incontrano soltanto all’infinito. Sono, invece, due vie complementari l’una all’altra, come Giovanni Paolo II avvertiva nell’enciclica Redemptoris Mater, là dove, esponendo il senso dell’Anno Mariano del 1987, il Papa distingueva, nel mistero di Maria, la dottrina della fede, la vita di fede e, quindi, la spiritualità mariana e la devozione corrispondente.

Così, ogni Congresso mariologico è, e dev’essere, un Congresso mariano, e viceversa: come una «luce intellettual piena d’amore» – direbbe Dante (Paradiso XXX, 40) –, come un gioco o una gara tra conoscenza e amore, tra mente e cuore.

Gioco e gara che il santo da Montfort così descrive nel suo Trattato della vera devozione a Maria: «Con i santi bisogna affermare in tutta verità: De Maria numquam satis. Maria non è stata ancora abbastanza lodata, esaltata, onorata, amata e servita. Ella merita ancor più lodi, attenzioni, affetti e servizi» (Trattato, 10).

La piena di grazia

Accogliamo l’invito del Papa a contemplare lo splendore immacolato di Maria. «Maria è la creatura tota pulchra;è lospeculum sine macula; è l’ideale supremo di perfezione; è la Donna vestita di sole, nella quale i raggi purissimi della bellezza umana si incontrano con quelli sovrani, ma accessibili della bellezza soprannaturale. E perché tutto questo?», egli si chiede. «Perché Maria è la piena di grazia [...], noi possiamo dire, la piena di Spirito Santo, la luce del quale in lei rifulge di un incomparabile splendore».

Così la via della bellezza diviene la via della salvezza. «Sì», conclude Paolo VI, «abbiamo bisogno di guardare a Maria, di fissare la sua bellezza incontaminata, perché i nostri occhi troppo spesso sono offesi e quasi accecati dalle ingannatrici immagini di bellezza di questo mondo. Quanti nobili sentimenti, quanto desiderio di purezza, quale spiritualità rinnovatrice potrebbe suscitare la contemplazione di così sublime bellezza!».

Questa esortazione a contemplare la sublime bellezza di Maria è oggi particolarmente rivolta alla donna. «Mentre ai nostri giorni la donna avanza nella vita sociale, nulla di più benefico e di più esaltante dell’esempio di questa Vergine Madre, irradiante di Spirito Santo, che con la sua bellezza riassume ed incarna gli autentici valori dello Spirito».

Quasi anticipando il pensiero di Paolo VI sulla "via della bellezza", san Luigi Maria da Montfort così scriveva nel Trattato della vera devozione a Maria: «Mi si proponesse una nuova via per andare a Gesù Cristo, una via lastricata di tutti i meriti dei beati, ornata di tutte le virtù eroiche, illuminata e abbellita da tutti gli splendori e le bellezze degli angeli, e che tutti gli angeli e i santi fossero presenti per guidare, proteggere e sostenere coloro che vi vorranno camminare : in verità, lo dico con audacia e sincerità, a questo cammino così perfetto io preferirei la via immacolata di Maria» (Trattato, 158).

Alberto Rum