Madre di Dio

 

N. 5 maggio 2007

  Maria nell'arte miniata - 5

  Un’esperienza intensa del Risorto, con Maria

Amici lettori

Che cos’è la bellezza?
    
Stefano De Fiores

Alle nozze di Cana Gesù mostra la sua gloria
    
George Gharib

L’Assunzione di Maria al cielo
    
Bruno Simonetto

Il valore autentico del rosario
    Giuseppe Daminelli

Fatima: Maria coinvolta nella storia
  
 Domenico Marcucci

L’anima mariana dell’apostolato
    
Alberto Rum

Messori e Ipotesi su Maria
    
a cura di Riccardo Caniato

La prima missione di Gesù per mezzo di Maria
    
Sergio Gaspari

Maria, Madre-vergine
    Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

 Seguimi: una comunione di persone
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Don Giacomo Alberione

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 5 maggio 2007 - Copertina

 A 90 anni dalle apparizioni

 
di DOMENICO MARCUCCI

Fatima: Maria coinvolta nella storia
   

Nel 1917, esattamente il 13 maggio, la Vergine appariva nel remoto villaggio di Alijustrel: un evento che ha accompagnato la turbolenta storia del Novecento e che si presta a qualche riflessione.
  

Il 13 maggio di novant’anni fa la Vergine Maria appariva ai tre pastorelli di Fatima. È trascorso quasi un secolo, in massima parte rappresentato dal Novecento, che lo storico Eric Hobsbawm ha definito "il secolo breve", ma quanto mai denso di eventi: due guerre mondiali, il comunismo, la rivoluzione del ’68, i rivolgimenti tecnologici...

Nel piccolo mondo di Fatima, anzi del villaggio di Alijustrel, nulla si prevedeva di quanto sarebbe accaduto e praticamente nulla si sapeva anche di quanto stava accadendo. Lucia, Giacinta e Francesco erano dei bambini analfabeti e vivevano nel piccolo orizzonte della vita della famiglia, del villaggio e, tutt’al più, della parrocchia.

Eppure nessuna apparizione ha avuto un rapporto con la storia, anzi con la storia mondiale, come l’ha avuto Fatima. Maria parla nel linguaggio semplice del luogo, accoglie le richieste, piuttosto terra terra, che gli abitanti del villaggio e poi i pellegrini affidano ai pastorelli, ma già da subito apre davanti ai loro occhi innocenti e attoniti la dolorosa realtà del mondo contemporaneo e chiede loro di farsene carico: «Recitate quotidianamente il santo Rosario in mio onore, per ottenere la pace nel mondo e la cessazione della guerra». La spiritualità che la Madonna chiede è ancora più esigente: «Volete offrirvi a Dio, pronti a sopportare tutte le sofferenze che egli vorrà mandarvi in riparazione dei peccati?».

Folla in San Pietro dopo l'attentato a Giovanni Paolo II: è il 13 maggio 1981, stesso giorno della prima apparizione di Fatima.
Folla in San Pietro dopo l’attentato a Giovanni Paolo II: è il 13 maggio 1981,
stesso giorno della prima apparizione di Fatima.

I tre bambini presero tanto sul serio questa raccomandazione che cominciarono a usare il cilicio; cosicché nell’apparizione del 13 settembre la Vergine dovette benevolmente convincerli a non portarlo anche di notte.

La maturità spirituale dei veggenti arrivò a livelli incredibili. Giacinta, la più piccola, sul letto di morte fa queste raccomandazioni alla sua madrina di battesimo: «Cara madrina, fugga il lusso, non cerchi la ricchezza, ami molto la santa povertà ed il silenzio. Abbia molta carità anche con i cattivi. Non dica mai male di nessuno e fugga quelli che parlano male del prossimo. Abbia molta pazienza, perché la pazienza ci porta in paradiso. Le mortificazioni e il sacrificio piacciono molto a Gesù. Per essere religiosa è necessario essere molto pura nell’anima e nel corpo (citato in Icilio Felici, Fatima, Edizioni Paoline, 1977, pp. 130-131).

Gli appuntamenti di Dio con i fatti della storia

Si era durante la Prima guerra mondiale, che sarebbe durata ancora un anno. Il Portogallo non vi era coinvolto, ma qualche eco dell’evento era giunto anche ad Alijustrel. Maria parla spesso della guerra ai bambini, assicurando loro che stava per finire.

Ma, come è noto, l’evento storico che è maggiormente legato alle apparizioni di Fatima è l’avvento del comunismo in Russia e poi in tanta parte del mondo. Non è certo una pura casualità che le apparizioni siano avvenute nel periodo tra maggio e ottobre del 1917: è proprio nell’ottobre di quell’anno che è avvenuta la rivoluzione sovietica.

Giovanni Paolo II incontra a Fatima una delle veggenti, suor Lucia Dos Santos (maggio 1991).
Giovanni Paolo II incontra a Fatima una delle veggenti, suor Lucia Dos Santos (maggio 1991).

La seconda parte del "segreto" rivelato ai bambini nell’apparizione del 13 luglio 1917 parla chiaro: per impedire i castighi di Dio, dice la Vergine, «Io verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore immacolato e la comunione dei primi sabati. Se daranno retta alle mie richieste, la Russia si convertirà e ci sarà pace; se no, spargerà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa».

Il coinvolgimento delle apparizioni di Fatima nella storia, con le aspre polemiche che questa sempre si porta dietro, non poteva essere più massiccio, tanto più se si tiene conto del fatto che nel secolo XX il comunismo ha significato per tanti – a torto, ma molte volte in modo sincero – la speranza di riscatto da situazioni di ingiustizia sociale e politica.

Tale coinvolgimento di Fatima nella storia passò prepotentemente dal mondo delle ipotesi a quello della cronaca con l’attentato del 13 maggio 1981 contro Giovanni Paolo II. Il 15 agosto dello stesso anno, ormai ristabilito, il Papa polacco parlò ai fedeli dell’attentato: egli disse (il testo è riferito dal suo segretario, monsignor Dziwisz): «Potrei dimenticare che l’evento in Piazza San Pietro ha avuto luogo il giorno e l’ora nei quali da più di sessant’anni si ricorda a Fatima, in Portogallo, la prima apparizione della Madre di Cristo ai poveri pastorelli? Poiché in tutto ciò che mi è successo proprio in quel giorno ho avvertito quella straordinaria e materna protezione e premura che si è dimostrata più forte del proiettile micidiale».

Per riaffermare il rapporto di Fatima con la storia basta fare cenno al fatto, ammesso da tutti, che la spallata finale al comunismo sovietico, già vacillante per suo conto, è stata data proprio dal pontificato di Giovanni Paolo II.

Tenere il conto di tutte le polemiche e le strumentalizzazioni, da una parte dall’altra, di cui Fatima è stata fatta oggetto, è praticamente impossibile; esse sono state causate anche dall’atteggiamento riservato tenuto dalle autorità della Chiesa (pure da parte di qualche prelato reticente).

Il Papa offre l'anello pontificale alla Madonna (12 maggio 2000).
Il Papa offre l’anello pontificale alla Madonna (12 maggio 2000).

Dio chiama gli umili a scrivere la storia

Ma come non accennare all’autentico "tormentone" circa la rivelazione del famoso terzo segreto di Fatima e la sua completezza, una volta che è stato pubblicato durante l’Anno santo del Duemila? E, ancora, la consacrazione della Russia: è stata fatta o no? È stata fatta secondo le richieste della Vergine? La Russia si è convertita o no? Ricordo con vivezza l’espressione di Giovanni Paolo II quando, al termine del Giubileo della Redenzione (1983-1984), fece la consacrazione del mondo alla Vergine, «specialmente», egli disse (cito a memoria), «di quelle nazioni di cui Tu hai chiesto la consacrazione». Il Papa si soffermò per qualche istante su quella frase; molti pensavano che nominasse la Russia, ma non lo fece.

Dare una valutazione finale del fenomeno di Fatima nel contesto di questo breve articolo sarebbe temerario. Tuttavia qualche conclusione si può trarre.

Prima di tutto possiamo affermare che le vicende degli uomini non sono estranee al Cielo e che il Signore, segnatamente attraverso la presenza materna di Maria, interviene anche direttamente nella storia; e questo lo fa sfidando il corso della storia stessa, in cui gli uomini possono sia assecondare che ostacolare o anche tentare di strumentalizzare gli interventi e i disegni di Dio: basta pensare che il dittatore portoghese Salazar si diceva devoto di Fatima.

Una seconda riflessione: c’è chi dice che la storia la fanno i potenti, altri che la storia la fanno i popoli. Da Fatima e da tante altre apparizioni risulta che a fare la storia Dio chiama gli umili, i quali sono chiamati ad agire sia facendo appello ai potenti, sia, soprattutto, con la preghiera e il sacrificio: uniche "armi" nelle loro mani, ma potentissime. Splendido, pur nella sua ingenuità, è quanto avrebbe detto Giacinta (cito ancora a memoria) dopo non so quanti rosari recitati durante una giornata: «Credo che oggi ho salvato molti peccatori».

Domenico Marcucci