Madre di Dio

 

N. 5 maggio 2007

  Maria nell'arte miniata - 5

  Un’esperienza intensa del Risorto, con Maria

Amici lettori

Che cos’è la bellezza?
    
Stefano De Fiores

Alle nozze di Cana Gesù mostra la sua gloria
    
George Gharib

L’Assunzione di Maria al cielo
    
Bruno Simonetto

Il valore autentico del rosario
    Giuseppe Daminelli

Fatima: Maria coinvolta nella storia
  
 Domenico Marcucci

L’anima mariana dell’apostolato
    
Alberto Rum

Messori e Ipotesi su Maria
    
a cura di Riccardo Caniato

La prima missione di Gesù per mezzo di Maria
    
Sergio Gaspari

Maria, Madre-vergine
    Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

 Seguimi: una comunione di persone
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Don Giacomo Alberione

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 5 maggio 2007 - Copertina

 Nella famiglia paolina

 
di ATTILIO MONGE

Storia dei 75 anni della rivista
"Madre di Dio"
– 5
   

Riportiamo uno degli ultimi scritti di don Alberione apparsi su Madre di Dio dal titolo: "Per la salvezza del fratello, Maria Apostola universale". Siamo nel 1963, durante il concilio Vaticano II ed è direttore don Giovanni Bonetto.
  

A parlare propriamente, dopo Gesù Cristo, una è l’Apostola: Maria. Tutti gli altri partecipano dell’apostolato di Gesù Cristo e di Maria; l’hanno per parte; Maria l’ha per intero, per Gesù, con Gesù, in Gesù.

La nostra mente è troppo piccola e le nostre parole sono insufficienti, ma dobbiamo dire: anche l’Apostolo-Gesù ci fu dato da Maria. A lei il nostro amore, la nostra riconoscenza.

Si conosca e pratichi la divozione perfetta a Maria predicata con tanta sapienza ed amore del santo Grignion de Montfort. Ma si applichi in tutto, od almeno nel punto capitale e principale: Maria è più di tutto l’Apostola; ognuno per Maria, da Maria, con Maria sia apostolo!

La divozione alla Vergine è un segno di predestinazione; più o meno sicuro, secondo che è più o meno perfetta. Nessuno senza speciale rivelazione può essere sicuro di essere predestinato; ma vi sono indizi e segni, tra i quali la divozione a Maria è uno dei più certi. Così insegnano S. Anselmo, S. Bernardo, S. Alfonso de’ Liguori, S. Antonio.

Maria è l’Apostola di tutti i tempi. Apparve come la speranza dell’umanità nel Paradiso terrestre quando Dio annunziò come la Donna, Madre di un gran Figlio, il Salvatore. Sembrerebbe che Dio abbia voluto allora soprattutto mettere in rilievo l’opera di Maria: «Ella ti schiaccerà il capo».

Da quel momento Adamo ed Eva e i loro discendenti cominciarono a sperare e desiderare l’apparizione di questa Donna che darebbe il Restauratore della vita.

Venuta la pienezza dei tempi, ecco che Maria ci dà il Salvatore del mondo: «La Vergine diede alla luce l’Eterno, avendo la gioia della maternità, e conservando l’onore dell’integrità: cosa mai concessa prima e che mai si concederà in seguito» (Ant. 2 ad Laud. del Natale).

Nei secoli poi Maria, dal suo trono di gloria e di grazia distribuisce le grazie; il che significa: salva le anime. È l’Apostola di tutti i tempi, finché sarà compito il numero degli eletti e dei secoli.

Quadro della Regina degli Apostoli voluto e approvato da Don Alberione per la Casa degli Esercizi spirituali di Ariccia (Roma).
Quadro della Regina degli Apostoli voluto e approvato da Don Alberione
per la Casa degli Esercizi spirituali di Ariccia (Roma).

Maria nostro modello

Apostola universale. – Dà tutto: ogni bene. S. Tommaso d’Aquino ottiene e spiega la conoscenza di Gesù Cristo-Verità, per la Dogmatica; S. Alfonso de’ Liguori ottiene e spiega la conoscenza di Gesù Cristo-Via per la Morale; S. Francesco di Sales e S. Giovanni della Croce ottengono e spiegano la conoscenza di Gesù Cristo-Vita con l’Ascetica e la Mistica.

Vi sono sette opere di misericordia corporale: 1) Dar da mangiare agli affamati; 2) dar da bere agli assetati; 3) vestire gl’ignudi; 4) alloggiare i pellegrini; 5) visitare gl’infermi; 6) visitare i carcerati; 7) seppellire i morti.

Vi sono sette opere di misericordia spirituale: 1) consigliare i dubbiosi; 2) insegnare agli ignoranti; 3) ammonire i peccatori; 4) consolare gli afflitti; 5) perdonare le offese; 6) sopportare pazientemente le persone moleste; 7) pregare Dio per i vivi e per i morti.

Tutti hanno preso dalla Madonna

Maria ci dà tutto questo dandoci il Cristo. Ci dà cioè la stessa pianta dalla quale pendono questi frutti. È il candelabro che porta la lampada. «Ella effuse nel mondo questo lume di verità»; ella è «la sede della sapienza». Tutto deve instaurarsi in Cristo; ma la Vergine ci diede il Cristo stesso.

Tanti sono stati gli Apostoli, ma tutti presero da Maria: luce e conforto; vocazione e frutti di apostolato.

Vale questo principio del santo Grignion de Montfort, il genio della vera e perfetta divozione a Maria: «È per mezzo di Maria che Gesù venne a noi; ed è ancora per mezzo di Maria che noi andiamo a Gesù».

Nel 1400 S. Bernardino da Siena è il restauratore della vita cristiana e del buon costume in Italia, nel nome di Gesù. Il suo successo è rivelato da una confidenza fatta, sui dodici anni, dalla cugina Tobia: «Io sono tanto innamorato di una nobilissima Signora; darei volentieri la mia vita per godere della sua presenza; e se passassi un giorno senza vederla, non potrei chiudere occhio». La Signora era Maria.

Nel 1827 S. Giuseppe B. Cottolengo, sacerdote di Bra dava, a Torino, principio ad una opera che è monumento vivente e miracoloso di carità per i poveri e di confidenza in Dio. Egli stesso è un prodigio di fiducia in Maria. Nato presso la Madonna dei Fiori, ancor piccolo era già apostolo di Maria; ottenne intelligenza per lo studio da Maria; da Maria conobbe il disegno della sua opera; nella casa, che contiene 14.000 persone e si dice piccola, Maria è tutto: portinaia, economa, consolatrice, madre della Divina Grazia.

S. Francesco di Sales è l’Apostolo del Chiablese e di vera e soave divozione. Egli era stato offerto a Maria ancor prima di nascere. A Parigi, a Padova, da Maria fu liberato da gravi pericoli per l’anima: portò l’innocenza fino alla tomba. Recitava il Rosario intero, ogni giorno, per voto. Convertì il Chiablese; fu vescovo insigne a Ginevra; per i suoi scritti è Dottore della Chiesa.

S. Francesco d’Assisi è l’Apostolo della carità; ma è anche il devoto apostolo di S. Maria degli Angeli.

S. Domenico è l’apostolo della verità; ma è anche il pio apostolo della divozione del Rosario.

S. Ignazio cominciò la grande opera ai piedi della SS. Vergine nel Santuario di Monserrato.

I Sette Santi Fondatori dei Serviti cominciarono ai piedi della SS. Vergine.

Sant’Alfonso de’ Liguori è l’autore delle Glorie di Maria; ed è l’istitutore dei Redentoristi.

Il beato Giacomo Alberione, celebra l'eucaristia nel santuario Regina Apostolorum a Roma nel giorno del suo ottantesimo compleanno.
Il beato Giacomo Alberione, celebra l’eucaristia nel santuario Regina Apostolorum
a Roma nel giorno del suo ottantesimo compleanno.

Abbiamo quattro Santi, fra gli altri, in modo speciale protettori e modelli per la gioventù: S. Luigi Gonzaga, C. Stanislao Kostka, S. Giovanni Berkmans, S. Gabriele dell’Addolorata: essi sono interamente nati, cresciuti, santificati da Maria e si comportarono come veri figli di Maria. Maria formò anche piccoli apostoli e donne apostole.

Ecco S. Bernardetta Soubirous; l’apostola dell’Immacolata; venne scelta fanciulletta, quando non aveva ancora fatto la prima Comunione, né sapeva leggere e scrivere. Ma già era divota di Maria.

Ecco i tre fanciulletti semplici e rozzi pastorelli di Fàtima divenuti gli apostoli del Cuore Immacolato di Maria.

Ecco santa Caterina Labouré, apostola della Medaglia miracolosa. Pio XI disse di lei: «Tutto, per quest’anima, poggia su un mondo di purezza, di umiltà, di semplicità».

Oggi vi è una magnifica fioritura di istituti religiosi femminili, di giovani e giovanette, di donne divenute apostole ardimentose ed umili: nelle scuole, nelle opere caritative, nella stampa, nelle missioni, in vari rami dell’Azione Cattolica. E tutte attingono da Maria: Ella è la luce, il conforto, la maestra: è l’Apostola universale.

Maria estende il suo apostolato anche nel Purgatorio. In due modi: là ella fa sentire la sua tenerezza mitigando le pene delle anime che compiono la loro ultima preparazione per l’ingresso nel Paradiso. Dice S. Vincenzo Ferreri: «Maria è buona per coloro che stanno in Purgatorio, i quali da essa ricevono sollievo». Inoltre accelera la fine di quelle pene; ed in questo senso la Chiesa prega per i defunti, affinché «per intercessione della beata sempre Vergine Maria conceda loro di arrivare al possesso della eterna felicità».

Grande apostolato quello degli infermi, anzi quello dei moribondi. S. Giuseppe ne è il Protettore. Ma la morte più santa fu quella di Maria; e per questo sempre preghiamo: «Santa Maria… prega per noi… nell’ora della nostra morte». Sono centottantamila le persone che ogni giorno se ne passano all’eternità. Dall’ultimo sentimento dipende una irrimediabile eternità. Maria accorse ad assistere il Figlio suo morente sul Calvario; così accorre al letto di ogni moribondo.

Maria ha cura di tutti: non ha un apostolato soltanto: gioventù, edizioni, missioni. Li ha tutti, li esercita tutti, assiste tutti gli apostoli. Converte i peccatori, guida chi s’inizia alla via della perfezione, cura i perfetti. Protegge gli orfani; conserva l’innocenza dal peccato; dà robustezza ai giovani che lottano; assiste i chiamati alla vita religiosa e sacerdotale; ispira i fidanzati e benedice gli sposi; stende il suo manto sul bambino appena nato e sui genitori che lo contemplano nella culla. I vecchi, i poveri, gli infermi sono consolati da Maria. I governanti, i maestri, i sacerdoti, i missionari, i giudici, i commercianti, i viaggiatori in terra, sul mare o nell’aria: tutti godono delle sue premure. Ogni grazia viene da Maria; perché Maria ha ogni grazia. Interviene persino in cose che a noi potrebbero sembrare meno degne di una Regina! Risparmiò agli sposi di Cana il rossore di dover confessare la loro povertà; era venuto a mancare il vino.

Chiunque vuole esercitare un apostolato, e non si rivolge a Maria, è come un uccello che pretende volare senza le ali.

Sac. Giacomo Alberione