Madre di Dio

 

N. 5 maggio 2007

  Maria nell'arte miniata - 5

  Un’esperienza intensa del Risorto, con Maria

Amici lettori

Che cos’è la bellezza?
    
Stefano De Fiores

Alle nozze di Cana Gesù mostra la sua gloria
    
George Gharib

L’Assunzione di Maria al cielo
    
Bruno Simonetto

Il valore autentico del rosario
    Giuseppe Daminelli

Fatima: Maria coinvolta nella storia
  
 Domenico Marcucci

L’anima mariana dell’apostolato
    
Alberto Rum

Messori e Ipotesi su Maria
    
a cura di Riccardo Caniato

La prima missione di Gesù per mezzo di Maria
    
Sergio Gaspari

Maria, Madre-vergine
    Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

 Seguimi: una comunione di persone
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Don Giacomo Alberione

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 5 maggio 2007 - Copertina

 

 

 

 

 Olanda - I più importanti Santuari mariani della Nazione

  

La "dolce Signora" d’Olanda
  

Originato dalla divisione delle Fiandre (che, fino a quasi tutto il secolo XVI, comprendevano anche l’attuale Belgio), l’Olanda è uno Stato con caratteristiche storiche e religiose tutte particolari, segnate peraltro dalla presenza mariana.

Primo apostolo delle regioni delle Fiandre fu san Servazio (morto nel 384), che svolse il suo ministero a Maastricht, nel Sud, al confine con il Belgio: di lui si narra che avesse costruito una cappella dedicata alla Vergine, da cui si sarebbe sviluppato l’attuale santuario di Maria Stella del mare che, come vedremo, è il principale del Paese.

Nel secolo VII, dopo le invasioni barbariche, il compito di rievangelizzare la regione fu assunto dai monaci itineranti provenienti dall’Irlanda da poco convertita. Fra di essi vanno ricordati san Wilfrido e soprattutto san Willibrordo (657-738), divenuto poi il santo più popolare dei Paesi Bassi. Egli operò soprattutto a Utrecht, dove fondò una chiesa dedicata a Maria. Il cristianesimo si diffuse ulteriormente nei secoli VIII e IX durante il dominio della dinastia carolingia, e la Cappella Palatina della vicina Acquisgrana divenne, grazie alle sue molte reliquie, un’importante meta di pellegrinaggi.

Dopo il Mille, come in tutto il resto delle antiche Fiandre, si ebbe un grande sviluppo del culto mariano, tanto che esso divenne uno degli elementi caratteristici della società del tempo. Il tema devozionale predominante fu quello della protezione, e si assistette come ad una gara fra tutte le istituzioni della società dell’epoca: nobili, corporazioni, confraternite, conventi, città... Ogni città aveva un’immagine miracolosa della «Dolce Madre», che era quasi sempre una statua di dimensioni ridotte e senza troppe pretese artistiche. Le mete di pellegrinaggio più celebri si trovavano fuori dei confini dell’attuale Olanda, come Acquisgrana ed Einsiedeln. Ce lo confermano le sentenze di alcuni processi perché spesso i rei venivano condannati a compiere il pellegrinaggio a uno di questi luoghi.

Basilica di San Servazio a Maastricht. San Servazio fu il primo evangelizzatore dell'attuale Olanda.
Basilica di San Servazio a Maastricht. San Servazio fu il primo evangelizzatore dell’attuale Olanda.

La fede degli Olandesi e la devozione a Maria

Una prodigiosa fioritura di ordini religiosi: Benedettini, Premostratensi, Cistercensi, Domenicani, Francescani, Carmelitani, Certosini, contribuì a diffondere e a radicare la devozione a Maria nel popolo olandese. I Premostratensi, verso la fine del secolo XIII, avevano in Olanda almeno 25 abbazie di monaci e 20 di monache di clausura, dedicate in honorem Virginis Intemeratae. Verso la fine del XIII secolo, il loro capitolo introdusse la festa della Concezione di Santa Maria, preparata da una vigilia di digiuno.

Un loro cronista racconta una singolare storia per dimostrare la rapida diffusione di questa festa in tutta l’Olanda. Nel 1280, il decano di Frisia, Hessel, recatosi a Parigi per ragioni di salute e di studio, un giorno assistette alla Sorbona ad un’accesa disputa tra un macolista e un immacolista. Successe che il macolista, cioè l’avversario del privilegio dell’Immacolata, nel giorno consacrato a Maria, divenne improvvisamente muto. Addolorato, il temerario pianse amaramente e promise, se avesse riacquistato la parola, di diventare il più strenuo difensore dell’Immacolata. Mirabilmente esaudito, egli mantenne la sua promessa e, tornato in patria, si fece apostolo del privilegio mariano. Col permesso del suo vescovo, introdusse la festa e l’ufficio della Divina Concezione in ben trentatré parrocchie del suo decanato. Fu così che, fra il 1330 e il 1370, la solennità della Concezione divenne comune in tutti i centri religiosi dell’Olanda, sotto il nome di festa dell’Immacolata Concezione.

I Francescani, che dal 1228 avevano un primo convento a Bosco Ducale, ribadirono soprattutto nella loro liturgia il concetto della Vergine «singolarmente preservata nella sua Concezione da ogni macchia di peccato», e nella messa, in occasione di feste mariane, adottarono il Kyrie e ilGloria, che avevano dei "tropi" speciali esaltanti le glorie di Maria. In uno di essi, per esempio, si diceva: «Quoniam tu solus Sanctus, Mariam sanctificans; tu solus Dominus, Mariam gubernans; tu solus Altissimus, Mariam coronans» (poiché tu solo sei il Santo, che santifichi Maria; tu solo il Signore, che governi Maria; tu solo l’Altissimo, che incoroni Maria). Nella colletta si esprimeva chiaramente il concetto dell’Immacolata Concezione: «Deus, qui purissimae Virginis Matris Filii tui conceptionem immunem ab omni contagione peccati praeservare voluisti…» (o Dio, che hai voluto preservare da ogni contagio di peccato il concepimento della Vergine purissima, Madre del tuo Figlio).

Dai primi decenni del secolo XV ci fu però anche un periodo di grandi tensioni politiche e religiose: la contea d’Olanda, dopo varie contese dinastiche, nel 1428 passò al duca di Borgogna e successivamente agli Asburgo. In questo clima di irrequietezze i Paesi Bassi vennero lasciati in eredità da Carlo V alla Spagna nel 1555, e la Riforma protestante assunse così le caratteristiche di un movimento non solo religioso, ma anche politico, di indipendenza nazionale. Le province del Nord passarono praticamente in blocco al protestantesimo nella sua forma più intransigente, rappresentata dal calvinismo, e resistettero validamente agli eserciti spagnoli. Nel 1579 si proclamarono indipendenti con l’Unione di Utrecht. I pochi cattolici rimasti in tali regioni furono trattati come fuorilegge, privati dei diritti politici e fu impedito loro di esercitare pubblicamente il culto.

Una delle cappelle del santuario di Nostra Signora della Sabbia a Roermond.
Una delle cappelle del santuario di Nostra Signora della Sabbia a Roermond.

Molte statue furono date alle fiamme e le pitture delle chiese furono cancellate. Qualche immagine, sottratta per tempo alla distruzione, fu portata in salvo in Belgio. I santuari, come ogni altro luogo di culto cattolico, furono aboliti nella loro totalità, e di conseguenza anche le feste e i pellegrinaggi. In alcuni luoghi le processioni e i pellegrinaggi vennero preservati, ma camuffati sotto altre forme: è il caso di ‘s-Hertogenbosch, in cui l’antica processione che si faceva per sette sere consecutive attorno alla città divenne una composta e silenziosa passeggiata.

Molti olandesi andavano in pellegrinaggio ai santuari belgi, e in special modo a quello di Montaigu. Ma il vero "santuario nazionale" dei cattolici olandesi impediti di esercitare liberamente il loro culto, divenne quello di Kevelaer, sorto nel corso del 1600 e situato in Germania, vicino al confine con l’Olanda, in una zona culturalmente affine. I pellegrinaggi a questo santuario avvenivano senza apparire esternamente come tali, quindi senza croci, stendardi o canti: ci si andava pregando in silenzio. Gli ex-voto e le targhe di Kevelaer stanno ancora a testimoniare la devozione dei cattolici olandesi di quei tempi.

Solo nella seconda metà del 1600, l’Olanda ebbe un ritorno alla normalità. Fu prima avversaria dell’Inghilterra, poi si unì ad essa con l’elezione di Guglielmo III d’Orange al trono d’Inghilterra (1688) e la nuova nemica divenne la Francia. Alla fine del 1700, con l’occupazione napoleonica e la cacciata degli Orange, i cattolici acquistarono gli stessi diritti degli altri olandesi e poterono quindi ricominciare a professare pubblicamente, almeno in parte, la loro fede. Ma solo nel corso del 1800, soprattutto nel Sud, i cattolici riottennero alcune delle loro antiche cattedrali e chiese, come quelle di Maastricht e di ’s-Hertogenbosch: risorsero così alcuni santuari medioevali, fra i quali quello di ’s-Hertogenbosch, la cui statua, da anni in esilio in Belgio, venne solennemente ricollocata al suo posto.

In tempi più vicini a noi, quando dopo tre secoli di misure restrittive sulla libertà della fede cattolica, ogni problema sembrava definitivamente risolto, negli anni successivi al concilio Vaticano II (1966-1979) si scatenò una nuova crisi di devozione mariana. Questa "crisi mariana" tra il clero, soprattutto quello giovane, non contagiò per fortuna la grande massa del buon popolo, che restò fedele alla pratica religiosa e alla devozione a Maria, continuando ad affluire ai santuari. Passata anche questa bufera postconciliare, dagli anni Ottanta si sono riprese pubbliche forme di devozione a Maria, come la recita nelle chiese del rosario.

Ancora oggi ai santuari affluiscono pellegrini, (qui sopra: alla Stella del Mare di Maastricht).
Ancora oggi ai santuari affluiscono pellegrini, (qui sopra: alla Stella del Mare di Maastricht).

I principali Santuari d’Olanda

Nel piccolo territorio dei Paesi Bassi incontriamo pochi ma significativi santuari. Ne elenchiamo quattro, così identificati: Stella del mare a Maastricht, Nostra dolce Signora del Bosco a ’s-Hertogenbosch, Nostra Signora della Sabbia a Roermond e Nostra Signora delle Calamità a Heiloo.
   

1 –  "Stella del mare" - Maastricht

In questa città, che rappresenta la culla del cristianesimo in Olanda, il culto mariano è antichissimo e fortemente radicato. Come già ricordato, la tradizione fa risalire la primitiva cappella a san Servazio (secolo IV), o almeno a Carlo Magno (secolo IX).

La chiesa attuale è del 1100 e ha un aspetto di fortezza, con torri di difesa e feritoie; era tanta la sua importanza, che in essa si conservavano i documenti cittadini e si conferivano le insegne ai magistrati.

Questa chiesa rappresenta una delle testimonianze architettoniche più interessanti dell’Olanda medioevale. La meravigliosa statua della Vergine col Bambino, risalente al XV secolo, chiamata Stella del mare da quando un conte di Maastricht fu salvato da un naufragio per averla invocata, si trova nell’atrio della basilica.

I battellieri della Mosa ricorrevano alla Stella del mare per scongiurare i pericoli della navigazione e i cittadini di Maastricht per ogni caso difficile della loro vita.

Così, nel 1566, per la tradizionale processione del lunedì di Pasqua, a migliaia affluirono i pellegrini a piedi scalzi, vestiti da penitenti, mentre erano presenti tutte le autorità cittadine, anch’esse desiderose di onorare colei che doveva considerarsi come la patrona della città. In occasione di tale processione, fu guarita una bambina di 8 anni, muta e paralizzata, e furono distribuite decine di migliaia di riproduzioni dell’immagine.

Nel XVI secolo, le guerre di religione, frutto della Riforma luterana e calvinista, causarono il saccheggio della città e delle chiese con la distruzione delle statue e delle immagini della Vergine. Per la Stella del mare iniziò un lungo periodo di intricate peregrinazioni: in casa di un mugnaio, in un chiostro, in un convento a Wijk, presso i Francescani di Slavante, a Visé e infine a Tongres. Il 16 ottobre 1675, da Tongres essa fece finalmente ritorno a Maastricht, in una festosa processione attraverso i villaggi di quella regione dei Valloni, e fu ricollocata nella chiesa dei Francescani, dove restò per quasi un secolo.

Durante l’occupazione francese (1794-1804), la Stella del mare fu nascosta in case private per riapparire subito dopo la liberazione nella chiesa di San Nicola e, nel 1837, fu trasferita definitivamente nell’antica basilica di Nostra Signora, costruita verso il 1100 probabilmente sulle rovine d’un tempio romano.

Nel 1912, la sacra e pregevole statua fu incoronata e il papa san Pio X donò la corona del Bambino Gesù tempestata di diamanti.

Facciata del santuario dedicato a Nostra Signora Stella del Mare, a Maastricht, risalente al 1100.
Facciata del santuario dedicato a Nostra Signora Stella del Mare, a Maastricht, risalente al 1100.

2 –  "Nostra dolce Signora del Bosco" - ’s-Hertogenbosch

Nel 1185, nella vasta proprietà forestale di Goffredo, duca di Brabante, situata alla confluenza dell’As e del Dommel che si gettano nella Mosa, si costituì un villaggio chiamato ’s-Hertogenbosch (il bosco del Duca), e si costruì una chiesa romanica dedicata a san Giovanni Evangelista.

Nel corso di tre secoli l’edificio fu ingrandito fino a diventare nel 1561 una stupenda cattedrale a cinque navate, con 150 colonne senza capitelli e 48 campane. Numerose erano le statue mariane che vi si veneravano; ma sotto il baldacchino emergeva una dolce Vergine col bambino, in legno policromo, vestita d’un manto prezioso, con lo scettro in mano e la corona sul capo.

Durante i lavori di ampliamento della chiesa, tutte le statue furono rimosse e lasciate in abbandono. Nella primavera del 1380, un giovane operaio trovò la statua della dolce Vergine mutilata in un magazzino e stava per ridurla in pezzi e gettarla nel fuoco già da lui acceso, quando fu trattenuto dal capocantiere, che gli fece osservare quale sacrilegio stesse per compiere.

La statua fu allora ricollocata nella cattedrale e, sei mesi dopo, risultarono vani i tentativi di fra Woutke, che tentò inutilmente di spostarla. Da quel momento incominciarono ad accorrere i fedeli e a verificarsi guarigioni prodigiose. Il primo miracolo avvenne nell’estate del 1381 a una donna paralizzata da tre anni, una certa Edvige, che in sogno aveva sentito il Signore dirle: «Se vuoi guarire, va’ presso la statua della Donna rifiutata nella chiesa di San Giovanni e offrile una gamba di cera». Il prodigio commosse la cittadinanza e ciascuno andò a rendere omaggio alla «dolce Madre».

La cattedrale gotica di San Giovanni (Sint Jan) a 's Hertogenbosch a 's Hertogenbosch (il bosco del Duca).
La cattedrale gotica di San Giovanni (Sint Jan) a ’s Hertogenbosch a ’s Hertogenbosch (il bosco del Duca).

Nel 1382 si pubblicò nella cattedrale di San Giovanni un Libro dei miracoli che riporta guarigioni, protezioni da disgrazie, liberazioni di prigionieri e perfino resurrezioni di morti. Nel 1566, incominciarono giorni tristi per tutta l’Olanda a causa dei calvinisti che occuparono anche la città di ’s-Hertogenbosch, saccheggiarono le chiese, e distrussero le statue della Vergine; ma la «dolce Madre» della cattedrale di San Giovanni, il Libro dei miracoli e parte del tesoro furono portati in salvo in vari luoghi e finalmente, nel gennaio del 1630, ad Anversa e poco dopo a Bruxelles nella chiesa di San Giacomo di Coudenberg, per un rifugio di ben 224 anni.

Nel 1810 Napoleone I restituì la cattedrale ai cattolici, che si adoperarono con varie iniziative per riavere la loro prodigiosa statua, ma vi riuscirono solo nel dicembre del 1853. Durante questa secolare assenza Nostra Signora di ’s-Hertogenbosch non era stata mai dimenticata ed era sempre continuata la processione tradizionale, che si faceva in silenzio, mentre i fedeli sfilavano uno a uno.

Oggi la storica processione ha luogo tra canti e preghiere nel mese di maggio e trova sempre più numerosi i fedeli che vi partecipano e che amano raccogliersi, nel corso dell’anno, nella cappella della «dolce Madre» per affidarsi alla sua premurosa misericordia.

Il piccolo santuario presso la cittadina di Heiloo, dedicato a Nostra Signora delle Calamità.
Il piccolo santuario presso la cittadina di Heiloo, dedicato a Nostra Signora delle Calamità.

3 – "Nostra Signora della Sabbia"- Roermond

Nella periferia della città di Roermond, la capitale religiosa del Limbourg olandese, s’innalza il santuario mariano di Nostra Signora della Sabbia, una graziosa statuetta d’una Vergine col Bambino, dalle lunghe trecce che scendono sulle spalle, vestita d’un grande manto dalle pieghe armoniose. Accanto all’edificio, i pellegrini possono bere l’acqua miracolosa d’un pozzo e utilizzarla per lavare parti malate del corpo come, per esempio, gli occhi.

Una tradizione racconta che, nel 1437, la statua sarebbe stata trovata in quel luogo dal pastore Wendelinus, originario della Polonia, il quale la sistemò sopra un albero che ombreggiava il pozzo. Presto accorsero i pellegrini a pregare la Madonna, la quale premiò la loro fede con i miracoli. Perciò il parroco di Roermond volle trasferire la statua nella chiesa parrocchiale, ma l’indomani essa fu ritrovata sull’albero. Si comprese così la volontà della Vergine e si costruì allora un oratorio sul luogo. La storia documentata racconta che nel 1417 le autorità di Roermond fecero costruire alla periferia della città, presso un importante e pericoloso incrocio stradale, detto "della sabbia", un oratorio che servisse da spartitraffico, dove posero una statua della Madonna, che fu presto qualificata come miracolosa.

Durante le guerre di dominio sui Paesi Bassi e le persecuzioni calviniste contro i cattolici, il santuario fu distrutto e poi ricostruito, la statua fu nascosta e infine portata in una cappella provvisoria, dove l’8 settembre 1797 l’accolsero migliaia di pellegrini. Sotto Napoleone I, nel 1802, fu possibile riaprire la cappella e ricollocarvi l’antica statua. Per assicurare il culto vi si posero come custodi prima tre eremiti, poi un rettore, e infine i padri Redentoristi, che decisero di sostituire la cappella con una nuova chiesa molto più ampia, consacrata il 30 aprile 1896. Nella Seconda guerra mondiale, il santuario fu saccheggiato e la statua ancora una volta esiliata. Ma, in mezzo a tutte queste tempeste della storia, il culto di Nostra Signora della Sabbia è rimasto sempre tenace e vigoroso nell’anima dei cattolici olandesi, non solo di Roermond.

Immagine della Madonna di Tilburg.
Immagine della Madonna di Tilburg.

4 – "Nostra Signora delle Calamità " - Heiloo

Un santuario, nascosto tra il verde e suggestivamente caro ai pellegrini malati, sorge a pochi chilometri dalla cittadina di Heiloo, nel Nord dell’Olanda, sotto il nome di Nostra Signora delle Calamità (o delle Afflizioni).

La tradizione vuole che nella cappella primitiva, detta di Santa Maria, vi abbia predicato la fede San Willibrordo. Nel Medioevo vi si venerava un pozzo dedicato al santo. Al tempo della Riforma, il santuario fu chiuso e il pozzo interrato. Nel secolo XIX, ripresa con la pace religiosa la pratica dei pellegrinaggi, la cappella fu ricostruita con criteri moderni, il pozzo fu riscoperto e i pellegrini presero a frequentare il piccolo e grazioso santuario con ritmo crescente fino ai nostri giorni.
  

   Cartina topo-geografica dei Santuari dell'Olanda