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N. 6 giugno 2007
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Amici lettori La festa di Pentecoste: un inizio, non una fine
Giorgio– Trapani ** Rispondo alla domanda sottolineando due angolature: se il dono dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste si presenta a noi come "realizzazione", cioè punto di arrivo di un percorso (e non a caso l’anno liturgico lo celebra come evento che viene dopo la predicazione di Gesù, la sua pasqua, l’ascensione), tale dono, nella sua "applicazione", si pone anche come inizio, cioè come punto di partenza. Detto più chiaramente: noi non "finiamo" con lo Spirito Santo ma cominciamo con esso una nuova vita, quella della "testimonianza" e della missione. Maria da quel momento può dirsi completamente Madre della Chiesa che proclama con coraggio Gesù Signore. Ella, poi, tenendo tutti perseveranti nella preghiera (At 1,14) ci indica che non esiste nessun annuncio missionario senza la costanza della preghiera.
Il significato del titolo "Regina degli apostoli"
Maria Luisa (Latina) ** Gentile lettrice, apprezzo molto la sua fedeltà alla nostra rivista e la dedizione che riserva ai suoi figli quando la interpellano con i loro interrogativi. La sua domanda chiama in causa la devozione mariana del fondatore della Società San Paolo, il beato don Giacomo Alberione, e le chiare e inequivocabili indicazioni contenute nei documenti conciliari (Lumen Gentium 56, 63, 67; Perfectae Caritatis 25; Optatam Totius 8; Ad Gentes 42) . Possiamo cogliere nella figura di Maria la realizzazione perfetta dell’intento apostolico di ogni chiamato: "generare" e "formare" Cristo negli uomini. Se, in generale, l’apostolato cristiano coincide con il far crescere Cristo nei fratelli, Maria è l’espressione stessa dell’apostolato perché ha generato Cristo al mondo. Maria, quindi, non solo ci dona Gesù Cristo, ma si preoccupa di formarlo nelle anime degli uomini: ecco la sua vocazione e la sua missione, ecco quindi l’"apostola" per eccellenza! Maria è così modello fondamentale di chi è chiamato a
"donare" Gesù al mondo, e di conseguenza Regina, livello per
così dire "massimale", ispiratrice e protettrice di ogni
missione apostolica, di ogni apostolo e della Chiesa. Concludo con un’espressione
che don Alberione era solito ricordare ai suoi religiosi: «La prima
devozione che troviamo nella Chiesa è la devozione alla Regina degli
apostoli, così come si esprime nel cenacolo!». Le origine della festa del Cuore Immacolato
Riccardo (Monza) ** Caro Riccardo, colui che promosse la celebrazione della festa liturgica del Cuore Immacolato di Maria fu san Giovanni Eudes (1601-1680), così come attestano le dichiarazioni di Leone XIII e di san Pio X che lo definiscono «Padre, dottore e primo apostolo» della devozione e particolarmente del culto liturgico al Cuore Immacolato della Madre di Dio, unito a quello del Sacro Cuore di Gesù cui egli volle fossero consacrati tutti i membri della congregazione religiosa da lui fondata. Fu sempre lui, inoltre, che nel 1648 compose i primi testi liturgici
della messa propria e dell’ufficiatura, i quali dopo diverse
difficoltà iniziali, vennero approvati prima a livello diocesano e in
seguito per tutta la Chiesa.
Il Direttore |
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