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N. 6 giugno 2007
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Gli
interventi di Dio nelle vicende degli uomini di DOMENICO MARCUCCI Anche i
santuari fanno storia Esaminando
i fenomeni che hanno dato origine ai santuari si intuisce che c’è come
una storia parallela a quella ufficiale: la storia degli interventi
celesti, documentata e certa. La pretesa di considerare la religione, e gli atti con cui essa si esprime, come una fuga dalla realtà, un’alienazione, è tuttora ricorrente, nonostante che il marxismo come ideologia sia caduto, trascinando con sé anche la sua concezione del fenomeno religioso. Praticamente noi cristiani o veniamo accusati di vivere in una sfera che è parallela rispetto alle realtà quotidiane, o che addirittura porterebbe a chiudere gli occhi su di esse; oppure ci si rimprovera che noi, davanti ai problemi piccoli e grandi, con i quali la vita quotidianamente ci pone a confronto, più che ricercare razionalmente le cause e le vie di uscita, ci esimeremmo da tale fatica, prendendo la scorciatoia del ricorso a una "entità superiore", cui si chiede di risolvere il problema, in cambio di un qualche atto di omaggio. Vorremmo qui mostrare, fatti alla mano, come i fenomeni soprannaturali che hanno dato origine ai santuari e quindi alla vita di fede che attorno ad essi si svolge, sono un intervento di Dio – in genere attraverso la Vergine Maria – in momenti precisi della vita sociale delle diverse comunità, per far loro superare, a livello di fede e di umanità, lo stato di sofferenza in cui ci si trovava. Un intervento di Dio, sì, ma che a sua volta suscita una risposta più o meno adeguata da parte dell’uomo, in un contesto concreto, documentato, storico. Tutto questo testimonia come la storia della salvezza non segue un percorso parallelo rispetto a quella degli uomini; essa, invece, è intimamente connessa con l’altra, come fili diversi in un’unica trama, con dei nodi, degli eventi storici, in cui tale connessione appare più evidente.
Apparizioni in risposta a situazioni di sofferenza Il sottoscritto, per il lavoro che ha lungamente svolto presso questa stessa rivista, ha avuto modo di leggere molte storie di santuari, italiani ed esteri. Quello che mi ha sempre impressionato è stata la constatazione che le apparizioni o i fenomeni prodigiosi in genere avvengono sempre in momenti storici determinati, ossia là dove l’uomo (individui, famiglie, gruppi locali o anche nazionali) si vengono a trovare in situazioni di sofferenza; talvolta anche in previsione di eventi di questo tipo. Così abbiamo santuari legati alla peste – basterebbe pensare a quella "manzoniana" del 1630 – , a guerre, terremoti, naufragi, carestie, saccheggi ad opera dei pirati... Ma abbiamo anche situazioni di natura privata o familiare, quali mogli maltrattate dai mariti, maternità difficili, malattie (soprattutto dei bambini), viandanti assaliti dai banditi. Abbiamo perfino – lo si ricorda alla Madonna di Piné – il caso di una ragazza cui il padre-padrone impediva di compiere un pellegrinaggio. Questo "campionario" è estremamente limitato e l’elenco potrebbe continuare per pagine. Si può dire che praticamente non c’è situazione di sofferenza che non sia stata oggetto di un intervento soprannaturale; e questo a testimonianza di come il nostro Dio è un Dio "vicino"; aggiungiamo che egli sembra preferire, per manifestare tale sua prossimità, la presenza materna, rassicurante di Maria.
Nelle vicende terrene tracce di una storia invisibile Un’altra riflessione ho potuto fare, esaminando i fenomeni che hanno dato origine ai santuari: si nota che c’è come una storia parallela a quella ufficiale, tale da aprire il nostro sguardo a scenari inediti, tali da permetterci, forse, di dare agli eventi significati ben diversi. La storia ufficiale parla di guerre (soprattutto di queste, purtroppo), di rapporti tra "grandi", dei loro progetti, delle loro gesta e magari dei loro misfatti. Ma se esaminiamo a fondo i fatti, soprattutto dal punto di vista del popolo, vediamo subito come quasi ogni grande evento della storia sia ricordato da uno o più santuari, che a loro volta fanno memoria di interventi soprannaturali, o almeno della convinzione che i fedeli avevano circa tali interventi. Ma tutto questo è inutile andarlo a cercare nei testi di storia, anche se spesso appare certo come tali episodi siano stati determinanti per il corso degli eventi. Ovviamente siamo in un campo minato, in cui la valutazione del significato degli eventi è estremamente delicata. Tuttavia il senso globale è evidente. Prendiamo un caso certo e documentato: la liberazione della Polonia dall’occupazione svedese tra la fine del 1655 e l’inizio del 1656. La storia riferisce che era rimasta in mano polacca solo la fortezza di Czestochowa, eretta a difesa del celebre santuario e del monastero, e che l’esercito svedese, per quanti sforzi facesse, non riuscì a conquistarla; e, ancora, che in conseguenza di questo scacco militare, la pressione svedese si indebolì, fino a esaurirsi del tutto in pochi mesi.
Sappiamo bene che in guerra il morale è importante almeno quanto la forza delle armi. Ora, il morale di quei 150 soldati polacchi e dei 70 monaci era così alto, da determinare una brusca inversione di marcia nel corso degli eventi storici: essi infatti erano convinti che mai e poi mai Maria avrebbe permesso che il suo santuario cadesse nelle mani dei suoi nemici. La convinzione dell’aiuto soprannaturale nella guerra era così grande che il re Casimiro, dopo la liberazione della Polonia, promise solennemente di mettere fine allo stato di grave oppressione in cui versava la popolazione rurale, situazione che gridava vendetta al cospetto di Dio: promessa che, purtroppo, non mantenne. Proiezioni psicosociali o aiuti che vengono da Dio? Nell’affrontare tali fenomeni, l’antropologia culturale di matrice materialista afferma che è la mentalità stessa del popolo che esige, in situazioni di sofferenza, una visione soprannaturale degli eventi e quindi "crea" gli interventi miracolosi. Noi possiamo rispondere soltanto con la forza dei documenti, che grazie a Dio non mancano e provano che tali interventi non sono "proiezioni" di natura psicosociale. Quanto al giudizio circa la capacità di tali fenomeni di modificare o orientare gli eventi, si tratta di un campo molto delicato, in cui le valutazioni soggettive e anche interessate rendono difficile il discorso storico. Chi respinge l’ipotesi di fede in linea di principio, troverà sempre delle obiezioni, dei motivi per dubitare; ma tali dubbi lasciano pur sempre intatti gli interrogativi che i fatti in questione suscitano.
Quello che non si può negare è l’esistenza di fatti del genere, anche in ambito italiano, che mettono in luce, di volta in volta, l’aiuto e l’incoraggiamento dati da Dio in una determinata situazione di sofferenza – guerra, peste, carestia, ecc. – attraverso i fenomeni soprannaturali e i loro messaggi. Attraverso tali eventi prodigiosi si ha modo di constatare come il nostro Dio è un Dio che interviene nella storia degli uomini, piccola o grande che sia, e nello stesso tempo di fare memoria, in clima di ringraziamento e di lode, di questi eventi di grazia. Domenico Marcucci |
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