Madre di Dio

 

N. 6 giugno 2007

  Maria nell'arte miniata - 6

  Maria donna "feriale"

Amici lettori

Dio bellezza infinita
    
Stefano De Fiores

Il primo santuario in onore della Madonna
    
George Gharib

L’Assunzione di Maria al cielo
    
Bruno Simonetto

Maria, una presenza nello spazio interiore
    Giuseppe Daminelli

Anche i santuari fanno storia
  
 Domenico Marcucci

Insegnaci a pregare
    
Alberto Rum

I Santuari mariani d’Italia
    
Vincenzo Vitale

Maria garante della fede nel tempo ordinario
    
Sergio Gaspari

Maria, Madre-vergine
    Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

 Il Vangelo sine glossa in compagnia dell’Immacolata
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Giancarlo Rocca

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 6 giugno 2007 - Copertina

 

 

 

 

 Polonia - I più importanti Santuari mariani della Nazione

  

«C’è una terra silenziosa dove ognuno vuol tornare...»
  

Fin dalla sua conversione alla fede cristiana, all’inizio del secolo IX, la Polonia è rimasta sempre cattolica, tanto da non smentire mai, nel corso dei secoli, quel detto diffuso in tutta Europa: «Polonus et catholicus unum idemque sunt» (Polacco e cattolico si identificano).

Ed è indubbio che la Madre di Dio sia entrata subito intimamente nella vita familiare e sociale, privata e pubblica dei Polacchi, esercitando il suo influsso sulle loro consuetudini, ispirandone la cultura e dando forza creativa alla letteratura e all’arte. Da sempre in Polonia è convinzione comune che Maria intervenga attivamente e decisamente nella vita di ogni uomo e che la sua potente intercessione sia indispensabile in ogni circostanza. Infatti, anche in tempi recenti, il contadino non seminava il grano se prima non l’aveva fatto benedire nella festa della Natività della Vergine; il costruttore edile poneva le travi di legno sui tetti solo dopo averne annerite le parti esterne alla fiamma della gromnica (il cero benedetto nel giorno della Candelora), quasi per una specie d’immunizzazione dall’acqua piovana e da eventuali incendi; erbe, fiori e primizie si deponevano negli altari di Maria per ringraziarla e ottenerne la materna assistenza sui frutti delle proprie fatiche.

La prima chiesa costruita in Polonia, a Gniezno, l’antica capitale, fu dedicata all’Assunta, il cui culto, fin dai tempi più remoti, non è stato mai messo in dubbio, perché ha sempre rappresentato in Polonia una promessa, una garanzia, una prova della nostra risurrezione. Non c’è grande città, infatti, che non abbia una chiesa dedicata a questo confortante mistero. Da qui si spiega forse il coraggio leggendario che, nel corso dei secoli, slanciò i Polacchi all’assalto di posizioni inespugnabili, che fece loro sfidare la morte nelle guerre contro i Turchi.

Messa celebrata dal Papa (1993) a Gniezno: qui fu costruita la prima chiesa cristiana, dedicata all'Assunta.
Messa celebrata dal Papa (1993) a Gniezno: qui fu costruita la prima chiesa cristiana, dedicata all’Assunta.

La piena cristianizzazione della Polonia non fu tuttavia immediata né facile, per cui i primi documenti sono piuttosto scarsi. È interessante però notare come il componimento poetico più antico in lingua polacca sia un inno mariano cantato tuttora, dal titolo Begurodzica (Madre di Dio); la prima strofa dice: «Madre di Dio, Vergine, glorificata dal Signore, Maria, facci grazia. Kyrie eleison».

Nel primo periodo della diffusione del culto mariano in Polonia si distinsero i Cistercensi: le loro Chiese erano tutte dedicate alla Vergine e la vita dei monaci era tale da renderli molto vicini al mondo rurale; da ciò si deduce che le usanze mariane, tuttora presenti in tale ambiente, risalgono a questo periodo.

La "Madonna Nera" di Czestochowa, cuore della storia cristiana polacca

Volendo ricordare il santuario della Madre di Dio di Jasna Góra (= Monte chiaro) presso Czestochowa, si deve andare alla fine del 1300, quando ne ebbe inizio la costruzione.

Ma Jasna Góra non è solo il santuario del culto mariano plurisecolare della Polonia; è il cuore pulsante della storia cristiana polacca di ogni tempo.

Il culto della sacra immagine della Madonna Nera (così denominata per il suo volto dal caratteristico colore scuro) è però da sempre strettamente legato alle eroiche e purtroppo – non poche volte – sfortunate vicende della Nazione polacca, della cui storia esso fa parte integrante. La Chiesa della Polonia, infatti, è mariana non solo da quando la sua figura più rappresentativa è stato il Papa del Totus tuus; si direbbe, semmai, che fu papa Giovanni Paolo II ad essere così profondamente mariano perché figlio di questa terra di Maria.

Davanti al misterioso dipinto della Madonna Nera hanno avuto luogo, lungo i secoli, importanti eventi per i cattolici polacchi. Per ricordare i più vicini nel tempo, citiamo solo quelli successivi alla Seconda guerra mondiale (dopo che la Polonia cadde nella catastrofica rete della "cortina di ferro" dell’ateismo sovietico).

Giovanni Paolo II prega davanti alle reliquie di sant'Adalberto a Gniezno (viaggio del giugno 1997).
Giovanni Paolo II prega davanti alle reliquie di sant’Adalberto a Gniezno (viaggio del giugno 1997).

L’8 settembre 1946 il cardinale Augusto Hlond (1881-1948) consacrò l’intera Nazione al Cuore della Madre di Dio.

Il 26 agosto 1956 la Polonia pronunciò solennemente i voti di fedeltà a Cristo, alla croce e al Vangelo, chiedendo protezione alla Madonna di Czestochowa e rinnovando gli impegni che già re Giovanni II Casimiro Wasa aveva fatto a Leopoli (Lwów) tre secoli prima, il 1° aprile 1656: impegni di maggior fervore nella fede, nella propagazione del culto mariano e di incondizionata sottomissione alla Sede Apostolica.

Fin dallo stesso 1956 è stata pure introdotta nel culto mariano, in Polonia, una nuova e singolare forma di devozione: il cosiddetto "appello di Jasna Góra". Consiste nel fatto che, alle nove di sera, nella cappella della sacra immagine, i monaci paolini (un ordine di origine ungherese) si riuniscono per cantare l’antichissimo inno Bogurodzica (Madre di Dio) e l’"appello", mentre tutti i cattolici polacchi, alla stessa ora, si riuniscono spiritualmente in preghiera, raccomandando alla Madonna la patria. Il primate, a sua volta, e tutti i vescovi polacchi, in qualunque posto si trovino, benedicono la Nazione.

Il 3 maggio 1966, in occasione del Sacrum Poloniae Millennium, le solenni celebrazioni a ricordo dei mille anni del cattolicesimo in Polonia, sotto la presidenza del legato pontificio, cardinale Stefan Wyszynski, primate di Polonia (1901-1981), furono caratterizzate dal fatto che l’icona della Madonna Nera fu portata in processione dalla cappella dove è custodita fin sulle mura del convento; e qui avvenne l’atto solenne di consacrazione del popolo polacco alla Madre di Dio.

Carica di profondo significato – per tutta la Chiesa, e non solo per la Polonia – fu la prima visita, da papa, di Giovanni Paolo II nella sua terra di origine dal 2 al 10 giugno 1979, quando – rivolgendosi alla Madonna Nera – proclamò: «Ti consacro tutta la Chiesa, fino agli estremi confini della terra».

Fonte d’ispirazione mariana nella letteratura polacca è stata sempre data dai privilegi della Vergine, e in particolare da quello dell’Immacolata Concezione.

Tanta venerazione per l’Immacolata, non circoscritta nelle chiese, ma radicata nella vita familiare e nei costumi dei polacchi, spiega l’opera geniale e prodigiosa di san Massimiliano Maria Kolbe (1894-1941), che fondò a Roma nel 1917 la Milizia dell’Immacolata, a Cracovia nel 1922 la rivista Il Cavaliere dell’Immacolata, a Varsavia nel 1927 la Città dell’Immacolata (Niepokalanów) e, tre anni dopo, nel Giappone la seconda Niepokalanów. San Massimiliano, con la sua tenace volontà di attirare a Maria e per Maria a Gesù gente di ogni colore e di ogni religione, ha dato l’avvio alla rinnovata devozione mariana dei nostri tempi: in patria con il cardinale Stefan Karl Wyszynski, primate di Polonia, e nel mondo con il papa polacco Giovanni Paolo II.

La famosa icona della Madonna nera di Czestochowa, oggetto di venerazione per tutti i polacchi.
La famosa icona della Madonna nera di Czestochowa, oggetto di venerazione per tutti i polacchi.

I principali santuari della Polonia

Tanti, e molto importanti per la storia religiosa della Nazione, sono i santuari mariani della Polonia: ne elenchiamo alcuni tra i principali: Madre di Dio di Jasna Gora a Czestochowa, Madre di Dio del Calvario a Kalwaria Paclawska, Regina della Polonia Addolorata a Lichen, Immacolata Concezione di Niepokalanów, Beata Madre di Piekary a Piekary Slanskie.
   

1 –  "Madre di Dio di Jasna Gora" – Czestochowa

Il santuario della Madonna Nera di Jasna Góra – si diceva sopra – è il cuore della vita cristiana polacca di ogni tempo; tanto che si può ben dire che non c’è al mondo chiesa parrocchiale dove non riecheggino le struggenti parole del canto Madonna, Madonna Nera… rivolto alla Vergine di Czestochowa: «C’è una terra silenziosa dove ognuno vuol tornare… / Madonna, Madonna Nera, è dolce esser tuo figlio!».

Intorno all’immagine della Madonna Nera si sono accumulate nel corso dei secoli – e a causa dell’enorme pietà popolare dei Polacchi – numerose leggende e storie miracolose, dove verità e fantasia si sono intrecciate in uno straordinario miscuglio che rimane pur sempre una viva testimonianza della fede di questo popolo slavo.

La leggenda più nota e assai devozionale – ma priva di documentazione storica – è quella inerente al fatto che la Madonna Nera, raccolta non si sa dove, sarebbe stata portata a Costantinopoli da sant’Elena, insieme con le reliquie della croce; poi, Niceforo I l’avrebbe regalata a Carlo Magno, che passava per Costantinopoli di ritorno da una crociata. Da qui, di mano principesca in mano imperiale, l’immagine della Madonna Nera sarebbe finita a Czestochowa.

Secondo un’altra leggenda di tradizione popolare, l’autore del quadro sarebbe il solito san Luca, che avrebbe dipinto l’icona su un piano di tavola di cipresso proveniente nientemeno che dall’abitazione della santa famiglia. Se ne fissa persino la data: nel 46 d.C. Sarebbe poi stata trasferita da Gerusalemme a Costantinopoli, per ordine di Costantino il Grande (imperatore dal 306 al 337). Da qui – con successive donazioni e dopo non poche traversie – sarebbe arrivata in Polonia, dove venne affidata alla custodia dei monaci di San Paolo Primo Eremita nel 1382.

Basilica di Santa Croce (nel monastero dei Paolini, a Czestochowa); vi è custodita l'icona della Madonna Nera.
Basilica di Santa Croce (nel monastero dei Paolini, a Czestochowa); vi è custodita l’icona della Madonna Nera.

Secondo l’interpretazione di alcuni studiosi, la Madonna di Jasna Góra sarebbe la famosa Odighítria (= la Conduttrice) venerata a Costantinopoli, della cui esistenza parlano alcuni ecclesiastici del tempo, fra i quali Teodoro il Lettore, che visse nel secolo V. Questa immagine, insomma, continua a costituire un irriducibile rebus, anche per gli esperti.

E problematica è pure l’attribuzione dello sfregio fatto al volto dolce e triste della Madonna. Sulla guancia destra sono ben visibili tre tagli, due dall’alto in basso, quasi paralleli, e uno corto trasversale ad essi, che furono inflitti alla Vergine Santa il 16 aprile 1430, durante il famigerato saccheggio del monastero di Jasna Góra.

Il pellegrinaggio alla Madonna Nera di Jasna Góra è da sempre uno spettacolo unico di fede. Ed è tanto più bello perché lo si compie, di regola, a piedi per chilometri e chilometri di autentico pellegrinaggio…

La tradizione vuole che questo pellegrinaggio nazionale sia nato a Varsavia nel 1711, quando nella città infieriva una grave pestilenza; gli abitanti fecero nell’occasione voto di organizzare ogni anno un pellegrinaggio a Czestochowa, a piedi, se fossero stati guariti dal morbo. Da allora ogni anno, il 6 agosto, parte puntualmente il pellegrinaggio per Jasna Góra, dove giungerà la vigilia dell’Assunta, dopo nove giorni di cammino: tanti, infatti, ne occorrono per coprire i 243 chilometri che separano Varsavia da Czestochowa.

Similmente avviene per altri continui pellegrinaggi che qui giungono dopo ore ed ore, o giorni di cammino, specie in occasione della festa della Madonna Nera, il 26 agosto. A noi occidentali sembrerà persino eccessivo; ma qui il pellegrinaggio è chiamato "esercizi spirituali in cammino"; ed è tale di fatto, non solo di nome, con specifici temi di riflessione che vengono proposti.

Un altro dato straordinariamente significativo è che i partecipanti a questi pellegrinaggi sono per il 90% studenti che vivono un’esperienza di condivisione e di sacrificio, di fede e di accoglienza, di solidarietà verso i pellegrini handicappati (non raramente trasportati a spalla), di scambio di confidenze e di comunione di preghiera con fratelli e sorelle compagni di viaggio, ovvero con il Cristo che, sempre meglio, qui si impara a riconoscere nel prossimo.

Un momento della sacra rappresentazione della passione di Gesù a Kalwaria Paclawska.
Un momento della sacra rappresentazione della passione di Gesù a Kalwaria Paclawska.

2 –  "Madre di Dio del Calvario" – Kalwaria Paclawska

Questo santuario unisce la venerazione della passione del Signore a quella per la Vergine sua madre. Kalwaria Paclawska, ossia Madre di Dio del Calvario, è un santuario fondato nel secolo XVI, che per la sua configurazione geografica ricorda la Terra Santa: due alti colli, circondati da folti boschi e divisi da una profonda valle dal fiume Wiar, rassomigliano al Golgota, al monte degli Ulivi e al Cedron.

Nel 1602, il governatore di Cracovia, di ritorno dalla Terra Santa, volle ricostruire nelle adiacenze del santuario la "Santa Città di Gerusalemme", disseminando tra i sentieri che si estendono per 7.662 metri ben 42 cappelle, alcune delle quali sono vere e proprie copie ridotte di quelle palestinesi.

Alle celebrazioni del "mistero sacro" della settimana santa partecipano alla processione penitenziale e alla sacra rappresentazione della passione decine di migliaia di pellegrini, in prevalenza giovani.

Ma la più importante manifestazione religiosa a Kalwaria Paclawska si svolge per la festa dell’Assunta, chiamata la "festa grande", che viene celebrata dal 9 al 15 agosto con una rappresentazione della morte, della sepoltura e dell’assunzione di Maria. Dalla "casa di Maria", processionalmente, recitando il rosario e cantando inni mariani, si percorre la "via della Madre Addolorata", composta di sedici stazioni, in cui si sosta per brevi omelie sulla passione di Cristo.

Il 13 agosto ha luogo il "funerale della Madre di Dio", durante il quale la statua dell’Addolorata viene posta in una tomba; ma, dopo una breve pausa, i pellegrini passano attraverso le "vie gloriose" di Maria, mentre il 14 agosto celebrano le "vie del Signore Gesù", che comprendono ventisei stazioni. Poco prima della mezzanotte, si svolge una solenne processione con la statua dell’Assunta e, a conclusione, viene celebrata una messa pontificale sulla piazza antistante il santuario.

Queste due manifestazioni religiose richiamano ogni volta circa 200.000 pellegrini; perciò Kalwaria Paclawska, come centro spirituale e di pellegrinaggi, è seconda solo a Czestochowa.

ll santuario della Madonna di Lichen, in occasione della visita di Giovanni Paolo II nel giugno 1999.
ll santuario della Madonna di Lichen, in occasione della visita di Giovanni Paolo II nel giugno 1999.

3 – "Regina della Polonia Addolorata"– Lichen

Il santuario fu fondato in seguito a un’apparizione avuta da un soldato polacco, Tommaso Klossowski, mentre giaceva gravemente ferito sul campo di battaglia di Lipsia (1813). La Vergine gli si presentò piangente e con un’aquila bianca, simbolo della Polonia, stretta al petto. Gli promise di guarirlo e gli chiese di ricercare un’immagine simile a quella della visione. Il ritrovamento avvenne ventitré anni dopo, mentre Tommaso tornava da un pellegrinaggio a Czestochowa; egli ottenne di poter staccare l’immagine dall’albero sul quale era collocata e di sistemarla su un pino nel bosco di Lichen.

Dal 1850 al 1852 – periodo in cui la Polonia era spartita tra Russia e Prussia – un pastore devoto di tale immagine ebbe numerose apparizioni. I messaggi riguardavano la conversione e il destino della Polonia, le sue sofferenze e la sua rinascita. Proprio per questo il pastore fu arrestato e torturato in prigione. Nel frattempo però scoppiò una pestilenza e la gente cominciò a credere a quanto il pastore aveva raccontato, dando luogo così a un grande movimento di culto. L’apposita commissione vagliò i fatti e fece trasportare il quadro nella chiesa di Lichen. Il culto praticato in questo santuario si è sempre caratterizzato per la penitenza e lo spirito nazionale polacco.

La basilica minore di Niepokalanów (="città-santuario dell'Immacolata") voluta da san Massimiliano Kolbe.
La basilica minore di Niepokalanów (="città-santuario dell’Immacolata") voluta da san Massimiliano Kolbe.

4 – "Immacolata Concezione" – Niepokalanów

La "città-santuario dell’Immacolata" (questo significa Niepokalanów) è sorta velocemente a partire dal 1927 ad opera di san Massimiliano Kolbe, come centro di apostolato mariano: vi operavano circa 700 frati, dediti a un’intensa attività editoriale, che aveva come capofila il periodico Il Cavaliere dell’immacolata. La Seconda guerra mondiale bloccò tale attività e disperse quasi tutti i frati; ma i locali rimasero in piedi. Kolbe venne arrestato per le idee che esprimeva nelle sue pubblicazioni e deportato ad Auschwitz, dove il 14 agosto 1941 morì martire della carità, in sostituzione di un suo compagno di prigionia. Subito dopo la fine della guerra le attività ripresero con grande slancio, ma il governo comunista non tardò a ostacolarle e a limitarle in tutti i modi.

Niepokalanów da sperduto villaggio, nei pressi di Varsavia, oggi occupa un territorio di 24 ettari, di cui 20.000 metri quadrati sono occupati dal santuario e dalle strutture pastorali. A partire dalla beatificazione di padre Kolbe (11 ottobre 1971), l’interesse per Niepokalanów è andato sempre crescendo, tanto da renderlo uno dei più importanti santuari in Polonia, richiamando quasi 500.000 pellegrini all’anno.

La grande chiesa di Niepokalanów, ora basilica minore, era stata iniziata da Kolbe, che però non era andato oltre le fondamenta. I lavori furono ripresi e terminati nel dopoguerra. Essa divenne, anche in ricordo di san Massimiliano, uno dei principali luoghi di pellegrinaggi, oltre che uno dei centri più affermati di cultura e devozione mariana nella Polonia centrale.
   

5 -  "Beata Madre di Piekary" – Piekary Slanskie

Piekary Slanskie si trova a pochi km da Katowice, capoluogo della Slesia. L’immagine che vi si venera è chiamata Matka Boska Piekarska e regge sul braccio sinistro il bambino Gesù, mentre con la mano destra porta un calice toccato da Gesù benedicente. Nella chiesa di Piekary già nel 1400 si venerava un’immagine mariana.

Nel corso del 1600 il luogo fu affidato ai Gesuiti, che vi collocarono un altro quadro e, con la devozione mariana, riuscirono a neutralizzare l’influenza del protestantesimo tedesco imperante e a salvaguardare lo spirito polacco con la predicazione, le preghiere e i canti in lingua polacca, abolita dal noto programma del Kulturkampf (lotta per la civiltà) del cancelliere Otto von Bismarck.

Caratteristici di Piekary sono i pellegrinaggi riservati ai soli uomini, che hanno luogo l’ultima domenica di maggio con una numerosa partecipazione di fedeli, per lo più operai.
    

   Cartina topo-geografica dei Santuari dell'Olanda