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N. 7 luglio 2007
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Amici lettori Mese mariano e nascita della Vergine
Palmira (Como) ** Cara Palmira, la tua domanda trova risposta nel fatto che, trattandosi di una festa nata in Oriente e rappresentando la nascita di Maria, in un certo senso, l’origine, l’inizio della redenzione, fu posta all’inizio dell’anno ecclesiale, che secondo il Monologium di san Basilio ha principio proprio nei primi di settembre. Un’ulteriore curiosità: un racconto apocrifo dei primi secoli dell’era cristiana, dal titolo De Ortu Virginis, nel tentativo di conciliare le devozioni di maggio con quelle di settembre narra addirittura, con un pizzico di ingenua, ma tenera fantasia, che sant’Anna e san Gioacchino abbiano concepito Maria in maggio e che ella sia nata dopo appena quattro mesi di gestazione!
Perché Maria va "in fretta" da Elisabetta?
Claudio ** Caro Claudio, il dubbio che sollevi ha un interesse notevole, al punto che a risponderti potrebbe essere proprio Giovanni Paolo II nell’enciclica Redemptoris Mater: «Il motivo della visita va cercato nel fatto che durante l’annunciazione Gabriele aveva nominato in modo significativo Elisabetta, che in età avanzata aveva concepito dal marito Zaccaria un figlio, per la potenza di Dio. [...] «Il messaggero divino si era richiamato all’evento compiutosi in Elisabetta, per rispondere alla domanda di Maria "Come avverrà questo? Non conosco uomo" (Lc 1,34). Ecco, questo avverrà proprio per la "potenza dell’Altissimo", come e ancor più nel caso di Elisabetta». Quest’ultima, vedendola arrivare presso la sua dimora «rende testimonianza a Maria: riconosce e proclama che davanti a lei sta la Madre del Signore, la Madre del Messia» (n. 12). Ma ad essere emblematico è il saluto che Elisabetta rivolge a Maria
(qui si scioglie il dubbio di Claudio): «E beata colei che ha creduto
nell’adempimento delle parole del Signore». Pertanto la fede di Maria,
proclamata da Elisabetta nella visitazione sta a indicare come Maria, a
partire dall’annunciazione, si sia abbandonata a Dio completamente,
mettendo a disposizione tutto il suo essere per il compimento del
mistero divino: «Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello
che hai detto» (Lc 1,38; cf n. 13). Mediatrice, ma in che senso?
Maria Luisa, Bergamo ** Per la nostra fede, secondo le parole di san Paolo (1Tm 2,5-6), soltanto uno è il nostro mediatore: Gesù Cristo, Figlio di Dio, che ha dato se stesso per la salvezza dell’umanità. Allo stesso tempo la fede della Chiesa riconosce che tale unicità non è esclusiva, ma inclusiva, cioè rende possibili altre forme di partecipazione utili a sostenere la stessa mediazione. Tra queste vi è la speciale e straordinaria forma di mediazione della Vergine Maria, che mette in profondo contatto i credenti con la persona del Cristo (Redemptoris Mater 38). La mediazione di Maria è strettamente legata alla sua maternità, al
suo diventare dimora accogliente del Salvatore e al suo
"donare" a tutti la Parola rivelata. La funzione materna di
Maria verso gli uomini mostra splendidamente l’efficacia della
mediazione di Cristo senza oscurarla. Infine, come ricorda il concilio
Vaticano II (Lumen gentium 62), Maria è la mediatrice perché
dove c’è mediazione c’è aiuto alla salvezza.
Il Direttore |
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