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N. 7 luglio 2007
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Con
Maria nel nuovo millennio di STEFANO DE FIORES Fatima nella
mariologia del XX
secolo Passata la celebrazione dei novant’anni
delle apparizioni di Fatima il 13 maggio scorso, rimane tuttavia l’arduo
compito di interpretare il significato di questi fatti per la Chiesa e
per la mariologia. Cercare Fatima nei trattati di mariologia del XX secolo è come mettersi alla ricerca di uno spillo in un pagliaio. È un’impresa destinata a una scarsa mietitura. La maggioranza dei manuali mariologici non ne parla (per esempio Lennerz, Boyer, Schmaus, Keuppens, Gironés, Pozo, Bertetto, Forte, Casale, Melotti, L. Boff, Auer, Fernández). Carlos Ignacio González e Gianni Colzani, pur dedicando un paragrafo o un’appendice alle apparizioni di Maria, non menzionano Fatima. Altri ne fanno tutt’al più un breve cenno. Così Gabriele Maria Roschini nel 1948 ricorda le apparizioni a Fatima almeno in quanto hanno confermato e promosso la pia pratica della riparazione mariana; a questo scopo la Vergine aveva chiesto la comunione il primo sabato di ogni mese, la recita del rosario, l’offerta dei dolori al suo Cuore immacolato e aveva promesso la sua materna assistenza nell’ora della morte a quanti per cinque primi sabati avrebbero fatto la confessione e comunione, recitato la terza parte del rosario e meditato per un quarto d’ora i misteri dello stesso rosario. Emilio Campana si contenta di osservare: «Recentemente [Maria] si è mostrata a Fatima, che meritamente è chiamata la "Lourdes portoghese", ed anche là, come aveva già fatto altrove, indicò il suo grande gradimento per la preghiera del rosario». René Laurentin aggiunge: «Non si deve tuttavia misconoscere l’interesse di questi appelli di cui i due principali, Lourdes e Fatima, hanno ricevuto le più alte approvazioni della Chiesa». Dopo il concilio Vaticano II, Antonio Maria Calero riserva due accenni a Fatima: il primo a proposito della consacrazione al Cuore immacolato di Maria compiuta da Pio XII nel 25° anno delle apparizioni di Fatima (1942) e il secondo quando tratta del legame tra apparizioni e pellegrinaggi ai santuari. Noi abbiamo menzionato le sei apparizioni ai pastorelli di Fatima e ne abbiamo analizzato con cura i segreti in prospettiva apocalittica.
Un’affermazione graduale Un forte impulso favorevole a Fatima veniva dato da Pio XII con la consacrazione della Chiesa e del mondo intero al Cuore immacolato di Maria in piena guerra il 31 ottobre 1942 e di nuovo, solennemente, l’8 dicembre dello stesso anno. Il 7 luglio 1952 consacra «in modo specialissimo tutti i popoli della Russia al Cuore immacolato» e nell’enciclica Ad coeli reginam (11 ottobre 1954) «comanda» ai vescovi di «rinnovare la consacrazione del mondo al Cuore immacolato della Beata Vergine Maria». Le richieste della Madonna di Fatima entrano nella vita della Chiesa e la folla reagisce positivamente durante il "pellegrinaggio delle meraviglie" nel 1959, quando la statua della Madonna di Fatima visitò in elicottero le principali città d’Italia. Il risveglio d’interesse per Fatima riceve impulso notevole da Paolo VI, che in pieno Concilio, concludendo la terza sessione (21 novembre 1964) rinnova la consacrazione di «tutto il genere umano alla protezione della Regina del cielo», con riferimento a Fatima e al Cuore immacolato di Maria. Evento di vasta portata storica è il pellegrinaggio di Paolo VI a Fatima il 13 maggio 1967 su invito dell’episcopato portoghese. La finalità religiosa è posta in primo piano perché il Papa intende «invocare l’intercessione di Maria a favore della pace interna della Chiesa, della pace civile e sociale nel mondo, la pace dell’umanità» (13 maggio 1967). Nella medesima data Paolo VI pubblica l’esortazione apostolica Signum magnum dove invita «tutti i figli della Chiesa a consacrarsi di nuovo personalmente al Cuore immacolato della Madre della Chiesa». In quegli anni si superano le diffidenze esternate da padre Édouard Dhanis, continua il successo del fortunato libro Le meraviglie di Fatima del gesuita Luigi Gonzaga Da Fonseca e la Pontificia Accademia mariana internazionale sceglie Lisbona e Fatima per lo svolgimento del Congresso mariologico e mariano del 1967. Le celebrazioni degli anniversari dalle apparizioni di Fatima provocano iniziative pastorali e studi a vario livello. Negli anni ’70 inizia l’impegno del claretiano Joaquín María Alonso e di altri studiosi a favore di Fatima, si celebra il simposio internazionale di Pontevedra (1974) e si pubblicano alcuni documenti su Fatima. Nel 1972 il bibliografo Giuseppe M. Besutti afferma che Fatima «è sicuramente il santuario sul quale nel presente decennio è stato scritto di più... Ma, parlando in genere, alla quantità della produzione non corrisponde la qualità». In particolare egli lamenta la mancanza di una storia critica su Fatima, sicché «troppo spesso oggi il devoto scrittore chiede una totale adesione alle sue affermazioni, mentre il critico, che non parte da idee preconcette, non trova una risposta adeguata alle sue giuste domande».
Il tema del cuore di Maria Fatima balza in prima pagina negli anni ’80, dopo l’attentato del 13 maggio 1981 a Giovanni Paolo II, quando la pistola del giovane turco Alì Agca lo colpisce con due proiettili all’addome. La circostanza dell’attentato avvenuto "nel giorno e nell’ora" in cui la Madonna era apparsa a Fatima 64 anni prima provoca il Papa ad approfondire il messaggio e le richieste della Vergine a Lucia. Infatti, mentre è ricoverato al Policlinico Gemelli, si fa leggere dall’amica polacca dottoressa Wanda Poltawska i Documentos de Fátima a cura di Antonio Maria Martín (Porto 1976) e fa contattare suor Lucia a Coimbra da parte del nunzio apostolico in Portogallo monsignor Portalupi (21 marzo 1982). Il 13 maggio 1982, durante il pellegrinaggio di ringraziamento a Maria per avergli salvato la vita, Giovanni Paolo II compie un atto di consacrazione a Maria in cui il riferimento alla Russia è manifesto sia nell’intenzione dichiarata di rinnovare gli atti di consacrazione compiuti da Pio XII nel 1942 e nel 1952 sia nella circonlocuzione «ti consacriamo in modo speciale gli uomini e le nazioni che hanno particolarmente bisogno di questa offerta e di questa consacrazione». L’atto di consacrazione compiuto dal Papa il 25 marzo 1984 sul sagrato di San Pietro dinanzi alla statua della Madonna di Fatima, trasportata per l’occasione dal suo santuario, risulta importante non solo per la solennità del rito, ma pure per alcuni piccoli, ma significativi, cambiamenti apportati al testo recitato a Fatima: innanzitutto la forte sottolineatura della collegialità dell’atto e la menzione «di quei popoli per i quali tu stessa aspetti il nostro atto di consacrazione e di affidamento». Nel 1989 Lucia non manca di rispondere "sì" alla domanda se l’atto del 1984 corrispondeva alle richieste della Madonna. Tra gli studi dedicati a Fatima negli anni ’80 si distingue quello a due voci del Nuovo dizionario di mariologia (1985), dove Joaquín María Alonso (morto nel 1981), dopo aver narrato le apparizioni, comprese le tre preliminari dell’angelo della pace (1915) e le due complementari di Pontevedra (1925) e Puy (1929), riassume il messaggio di Fatima con queste parole: «Il messaggio di Fatima è un appello urgente alla preghiera, soprattutto alla recita meditata del rosario e alla pratica della comunione riparatrice. [...] Esso contiene soprattutto un’accentuazione nuova della funzione interceditrice del cuore della Vergine. Il tema del cuore di Maria appare al centro di una costellazione tematica che costituisce il senso escatologico del messaggio per il nostro tempo, con una visione carismatica della conversione della Russia e del trionfo finale del cuore di Maria». Quanto alla terza parte del segreto, Alonso si chiede: «Non sarebbe auspicabile la sua divulgazione per porre fine a tante notizie sensazionali che danneggiano il pellegrinaggio di Fatima?». Segue la nostra riflessione, in cui presentiamo Fatima come «carisma per il nostro tempo» in forza di quattro fattori che conducono a una valorizzazione dei carismi: la maggiore consapevolezza della presenza dello Spirito nella Chiesa, la concezione della rivelazione biblica non come idea o dottrina ma innanzitutto come evento storico-salvifico (ciò che apre alla comprensione di possibili interventi di Dio nella storia), il superamento di un’eccessiva opposizione tra fede e visione, l’emergere della pietà popolare e del sensus fidelium. In questa ottica, «Fatima appare come un segno di Dio per la nostra generazione, una parola profetica per il nostro tempo, un intervento divino nella storia umana, ma realizzato mediante il volto materno di Maria». Con gli anni ’90 le pubblicazioni su Fatima s’intensificano, migliorando nella qualità. Finalmente si dà inizio all’edizione critica dei documenti e si celebrano congressi internazionali affidati alla Facoltà teologica dell’Università di Lisbona. La beatificazione di Francesco e di Giacinta, nonché la rivelazione della terza parte del segreto (13 maggio 2000), hanno nuovamente attirato l’attenzione dell’opinione pubblica sull’evento Fatima e suscitato il commento teologico del cardinale Joseph Ratzinger, numerosi studi e alcune tesi. La voce "Fatima" del nostro Maria. Nuovissimo dizionario (2006) dedica 29 pagine a ciò che abbiamo chiamato l’«evento Fatima», precisandone il cuore del messaggio e la prospettiva politica innegabile, esaminando le tre parti del segreto e insistendo sul programma di vita spirituale che ne deriva (penitenza come conversione, preghiera come intimità con Dio, comunione eucaristica, spirito di riparazione in solidarietà con i peccatori, dedizione di sé nelle mani di Maria). Stefano De Fiores |
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