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N. 7 luglio 2007
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Don
Giorgio Preca e i nuovi misteri del rosario di ANTHONY CILIA Anticipatore
lontano dei misteri della
luce I
"misteri della luce", proposti da Giovanni Paolo II in Rosarium
Virginis Mariae ( 2002), sono stati antcipati già nel 1957 dal
sacerdote maltese don Giorgio Preca, canonizzato il 3 giugno scorso. Il 16 ottobre 2002, Giovanni Paolo II dava inizio al 25° del suo pontificato con la lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae (RVM), con la quale promulgava l’anno del rosario e presentava alla Chiesa, oltre ai misteri del rosario già esistenti, altri cinque nuovi "misteri della luce" sulla vita pubblica di Gesù. L’introduzione dei cinque nuovi misteri ha provocato tra i credenti reazioni diverse. Infatti i mezzi di comunicazione hanno focalizzato l’attenzione più sull’introduzione dei nuovi misteri che sull’insegnamento globale della lettera. Numerosi giornalisti hanno sottolineato che «l’idea del Santo Padre circa questi nuovi misteri potrebbe essere stata presa dagli scritti di un sacerdote maltese che lo stesso Pontefice ha beatificato nel 2001, don Giorgio Preca» (cf The Guardian del 16 ottobre 2002 e altre testate cattoliche). Non ci è dato sapere da dove il Papa abbia attinto per l’introduzione di questi nuovi misteri. Eppure, tolte alcune lievi diversità, i cinque nuovi misteri proposti dal Santo Padre sono quasi identici a quelli proposti da don Giorgio Preca nel 1957, perfino nella loro denominazione di "misteri della luce"! Se accettiamo l’origine dei "misteri della luce" da don Giorgio Preca (ora santo), si pone un’altra domanda: come questi misteri sono arrivati nelle mani del Papa così da introdurli nella lettera apostolica sul rosario? Non ci sono prove sicure, ma l’ipotesi più plausibile è che egli abbia attinto l’informazione su Internet. Infatti alcuni siti cattolici di lingua inglese, già prima della pubblicazione di Rosarium Virginis Mariae, fanno riferimento a questi "misteri della luce", probabilmente introdotti da qualche maltese che si è abbeverato alla spiritualità del santo. Comunque sia, fatto sta che i misteri sulla vita pubblica di Gesù hanno trovato un posto stabile nell’insegnamento della Chiesa e sono ormai adottati e meditati da milioni di cattolici in tutto il mondo.
Un’intuizione inedita per "completare" il rosario Nel 1957 la Societas doctrinae christianae fondata da don Giorgio compiva cinquant’anni. Don Giorgio non voleva celebrazioni esterne, ma desiderava solo che quell’anno fosse per tutti i soci un anno di avvicinamento più intimo a Dio. A tale scopo pubblicò il libro Kollokwji ma’ Alla (Colloqui con Dio) – sessanta discorsi che mettono in risalto il suo grande amore per il Creatore. Sempre nel 1957 don Giorgio propose l’idea di aggiungere altri cinque misteri del rosario sulla vita pubblica di Gesù. All’epoca questi misteri erano per l’uso privato dei membri della sua società, come anche i Colloqui. Alcuni suoi seguaci raccontano che don Giorgio ha presentato i "misteri della luce" per la prima volta durante uno dei loro incontri del mercoledì. Non ha comunicato come questi misteri siano nati. Di solito, quando proponeva qualche cosa di nuovo ai suoi seguaci, diceva: «Ecco cosa ho trovato oggi per voi ….». Ma in quell’occasione non ha detto questa frase e sembra che l’idea dei "misteri della luce" sia nata proprio da lui. Gli stessi testimoni affermano che quella sera, dopo aver spiegato l’importanza della meditazione su tutta la vita di Gesù, e che al rosario, in qualche modo, mancava questo aspetto, ha parlato di quanto li abbia trovati piacevoli e di quanto si sia sentito felice nel meditare questi "nuovi" misteri della vita pubblica di colui che ha dichiarato: «Io sono la luce del mondo» (Gv 8, 12). I "misteri della luce" proposti da don Giorgio sono apparsi per la prima volta in pubblico in un articolo intitolato "La devozione di don Giorgio per il rosario", pubblicato nella rivista Dun Gorg, n. 5, del 1973. La divulgazione dei misteri continuò nel 1987 quando Vincent Caruana (1912-1998), membro della società, ha pubblicato un libretto intitolato Gesù Cristo – Dio – Uomo – Redentore, con il sottotitolo di Episodi dal Vangelo nella forma di un rosario su un’idea originale di don Giorgio. Nell’introduzione Caruana presenta i misteri della luce affermando che «sono stati pubblicati e divulgati per la prima volta dal servo di Dio don Giorgio Preca». Con queste due pubblicazioni i misteri della luce hanno superato i limiti dell’uso privato e sono stati divulgati tra molti fedeli anche in altre parti del mondo. Altri, ispirati dall’insegnamento di don Giorgio, hanno perfino introdotto questi misteri nei propri siti web dedicati al rosario. I "nuovi" misteri a confronto Don Preca li ha formulati come segue:
I misteri introdotti dal Papa sono:
Anche da un semplice confronto delle due versioni, appare la grande somiglianza. Le piccole differenze sono meno grandi di quello che potrebbe sembrare.
Quanto al giorno in cui meditare i misteri, entrambi suggeriscono di inserirli tra i misteri della gioia e quelli del dolore. La differenza sta solo nel giorno: il beato propone il lunedì (con i misteri della gioia alla domenica), mentre il Papa ha proposto il giovedì, che è il giorno più adatto perché associato all’istituzione dell’eucaristia. È anche giusto che i misteri della gioia, che toccano gli eventi principali dalla vita di Maria, vengano meditati di sabato, giorno dedicato alla Vergine. Oltre ai misteri della luce, in Rosarium Virginis Mariae si trovano concetti simili a quelli predicati da don Giorgio:
Conclusione Durante la sua vita san Giorgio Preca si è impegnato molto per la divulgazione del santo rosario. Come un vero devoto della Vergine Maria ha praticato con fervore questa preghiera mariana dal cuore cristologico, l’ha raccomandata volentieri ai suoi ascoltatori, e ha anche scritto varie volte sulla sua importanza ed efficacia. Le somiglianze che si riscontrano tra l’insegnamento del Papa nella lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae e quello di don Giorgio mostrano la profonda spiritualità di questo santo, una spiritualità che ha superato i limiti geografici della sua terra nativa ed è passata ormai alla Chiesa universale! Anthony Cilia
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