Madre di Dio

 

N. 7 luglio 2007

  Maria nell'arte miniata - 7

  Maria una presenza per ogni tempo

Amici lettori

Fatima nella mariologia del XX secolo
    
Stefano De Fiores

La Dormizione di Maria
    
George Gharib

Consacrazione a Cristo per mezzo di Maria
    Giuseppe Daminelli

Anticipatore lontano dei misteri della luce
  
 Anthony Cilia

La "donna" Maria tra gnosi e femminismo
    
Bruno Simonetto

Maestra di vita cristiana
    
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Apparizioni: una sfida per la ragione
    
Vincenzo Vitale

Beata Vergine Maria del monte Carmelo
    
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Maria e la passione e morte del Figlio
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Fatti e persone
    
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 Dentro la folla portando Dio nel cuore
    
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Nella Famiglia Paolina
   
Giancarlo Rocca

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 7 luglio 2007 - Copertina

 Don Giorgio Preca e i nuovi misteri del rosario

 
di ANTHONY CILIA

Anticipatore lontano dei misteri della luce
   

I "misteri della luce", proposti da Giovanni Paolo II in Rosarium Virginis Mariae ( 2002), sono stati antcipati già nel 1957 dal sacerdote maltese don Giorgio Preca, canonizzato il 3 giugno scorso.
  

Il 16 ottobre 2002, Giovanni Paolo II dava inizio al 25° del suo pontificato con la lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae (RVM), con la quale promulgava l’anno del rosario e presentava alla Chiesa, oltre ai misteri del rosario già esistenti, altri cinque nuovi "misteri della luce" sulla vita pubblica di Gesù.

L’introduzione dei cinque nuovi misteri ha provocato tra i credenti reazioni diverse. Infatti i mezzi di comunicazione hanno focalizzato l’attenzione più sull’introduzione dei nuovi misteri che sull’insegnamento globale della lettera. Numerosi giornalisti hanno sottolineato che «l’idea del Santo Padre circa questi nuovi misteri potrebbe essere stata presa dagli scritti di un sacerdote maltese che lo stesso Pontefice ha beatificato nel 2001, don Giorgio Preca» (cf The Guardian del 16 ottobre 2002 e altre testate cattoliche).

Non ci è dato sapere da dove il Papa abbia attinto per l’introduzione di questi nuovi misteri. Eppure, tolte alcune lievi diversità, i cinque nuovi misteri proposti dal Santo Padre sono quasi identici a quelli proposti da don Giorgio Preca nel 1957, perfino nella loro denominazione di "misteri della luce"!

Se accettiamo l’origine dei "misteri della luce" da don Giorgio Preca (ora santo), si pone un’altra domanda: come questi misteri sono arrivati nelle mani del Papa così da introdurli nella lettera apostolica sul rosario? Non ci sono prove sicure, ma l’ipotesi più plausibile è che egli abbia attinto l’informazione su Internet. Infatti alcuni siti cattolici di lingua inglese, già prima della pubblicazione di Rosarium Virginis Mariae, fanno riferimento a questi "misteri della luce", probabilmente introdotti da qualche maltese che si è abbeverato alla spiritualità del santo. Comunque sia, fatto sta che i misteri sulla vita pubblica di Gesù hanno trovato un posto stabile nell’insegnamento della Chiesa e sono ormai adottati e meditati da milioni di cattolici in tutto il mondo.

Don Giorgio Preca (1880-1962); era ricercato predicatore e guida spirituale.
Don Giorgio Preca (1880-1962); era ricercato predicatore e guida spirituale.

Un’intuizione inedita per "completare" il rosario

Nel 1957 la Societas doctrinae christianae fondata da don Giorgio compiva cinquant’anni. Don Giorgio non voleva celebrazioni esterne, ma desiderava solo che quell’anno fosse per tutti i soci un anno di avvicinamento più intimo a Dio. A tale scopo pubblicò il libro Kollokwji ma’ Alla (Colloqui con Dio) – sessanta discorsi che mettono in risalto il suo grande amore per il Creatore. Sempre nel 1957 don Giorgio propose l’idea di aggiungere altri cinque misteri del rosario sulla vita pubblica di Gesù.

All’epoca questi misteri erano per l’uso privato dei membri della sua società, come anche i Colloqui. Alcuni suoi seguaci raccontano che don Giorgio ha presentato i "misteri della luce" per la prima volta durante uno dei loro incontri del mercoledì. Non ha comunicato come questi misteri siano nati. Di solito, quando proponeva qualche cosa di nuovo ai suoi seguaci, diceva: «Ecco cosa ho trovato oggi per voi ….». Ma in quell’occasione non ha detto questa frase e sembra che l’idea dei "misteri della luce" sia nata proprio da lui. Gli stessi testimoni affermano che quella sera, dopo aver spiegato l’importanza della meditazione su tutta la vita di Gesù, e che al rosario, in qualche modo, mancava questo aspetto, ha parlato di quanto li abbia trovati piacevoli e di quanto si sia sentito felice nel meditare questi "nuovi" misteri della vita pubblica di colui che ha dichiarato: «Io sono la luce del mondo» (Gv 8, 12).

I "misteri della luce" proposti da don Giorgio sono apparsi per la prima volta in pubblico in un articolo intitolato "La devozione di don Giorgio per il rosario", pubblicato nella rivista Dun Gorg, n. 5, del 1973. La divulgazione dei misteri continuò nel 1987 quando Vincent Caruana (1912-1998), membro della società, ha pubblicato un libretto intitolato Gesù Cristo – Dio – Uomo – Redentore, con il sottotitolo di Episodi dal Vangelo nella forma di un rosario su un’idea originale di don Giorgio. Nell’introduzione Caruana presenta i misteri della luce affermando che «sono stati pubblicati e divulgati per la prima volta dal servo di Dio don Giorgio Preca».

Con queste due pubblicazioni i misteri della luce hanno superato i limiti dell’uso privato e sono stati divulgati tra molti fedeli anche in altre parti del mondo. Altri, ispirati dall’insegnamento di don Giorgio, hanno perfino introdotto questi misteri nei propri siti web dedicati al rosario.

I "nuovi" misteri a confronto

Don Preca li ha formulati come segue:

  1. Gesù, dopo essere battezzato al Giordano, fu portato nel deserto.
  2. Gesù che si rivela vero Dio con la parola e i miracoli.
  3. Gesù che insegna le beatitudini sulla montagna.
  4. Gesù che si trasfigura sulla montagna.
  5. Gesù che fa l’ultima cena con gli apostoli.

I misteri introdotti dal Papa sono:

  1. Gesù battezzato al Giordano da Giovanni.
  2. Gesù che si rivela con il primo segno alle nozze di Cana.
  3. Gesù che predica il regno di Dio e la conversione.
  4. Gesù che si trasfigura sul monte Tabor.
  5. Gesù che istituisce l’eucaristia.

Anche da un semplice confronto delle due versioni, appare la grande somiglianza. Le piccole differenze sono meno grandi di quello che potrebbe sembrare.

Nel primo mistero don Preca, oltre al battesimo di Gesù, aggiunge il suo ritiro nel deserto, dove si è preparato per quaranta giorni prima di dare inizio alla sua missione. Conoscendo il beato, si capisce il motivo dell’aggiunta: inizialmente aveva scritto questi misteri per i suoi seguaci, per mostrare loro la necessità di una buona preparazione nella loro missione della proclamazione della Parola.

Nel secondo mistero don Giorgio propone la meditazione su come Gesù si riveli Dio con la parola e i miracoli. Il Papa propone un solo miracolo, quello delle nozze di Cana, che secondo l’evangelista Giovanni (2,11) aveva proprio lo scopo di rivelare Gesù come Dio.

Nel terzo mistero don Giorgio propone Gesù nell’insegnamento delle beatitudini, che sono la "Carta costituzionale" di come Gesù voleva la Chiesa. Non possiamo negare che con la predicazione delle beatitudini Gesù ha anche annunziato il regno di Dio e ha invitato tutti gli uomini alla conversione di vita.

Quarto e quinto mistero coincidono.

Quanto al giorno in cui meditare i misteri, entrambi suggeriscono di inserirli tra i misteri della gioia e quelli del dolore. La differenza sta solo nel giorno: il beato propone il lunedì (con i misteri della gioia alla domenica), mentre il Papa ha proposto il giovedì, che è il giorno più adatto perché associato all’istituzione dell’eucaristia. È anche giusto che i misteri della gioia, che toccano gli eventi principali dalla vita di Maria, vengano meditati di sabato, giorno dedicato alla Vergine.

Oltre ai misteri della luce, in Rosarium Virginis Mariae si trovano concetti simili a quelli predicati da don Giorgio:

il Papa sottolinea l’importanza di una breve pausa di silenzio dopo l’enunciazione del mistero per la contemplazione e meditazione (RVM 31): idea che don Giorgio non solo praticava ma anche raccomandava ai suoi ascoltatori.

Il beato Preca amava chiamare il rosario «scuola di insegnamento». Il Papa fa riferimento al rosario come «scuola di Maria» (cf RVM 1; 3; 15; 34).

Il Papa propone, dopo il Gloria, di introdurre una preghiera a conclusione di ogni mistero (RVM 35). A questo scopo don Giorgio aveva scritto varie preghiere alla Vergine e alle virtù relative ai misteri da recitare prima del Pater Noster.

Conclusione

Durante la sua vita san Giorgio Preca si è impegnato molto per la divulgazione del santo rosario. Come un vero devoto della Vergine Maria ha praticato con fervore questa preghiera mariana dal cuore cristologico, l’ha raccomandata volentieri ai suoi ascoltatori, e ha anche scritto varie volte sulla sua importanza ed efficacia. Le somiglianze che si riscontrano tra l’insegnamento del Papa nella lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae e quello di don Giorgio mostrano la profonda spiritualità di questo santo, una spiritualità che ha superato i limiti geografici della sua terra nativa ed è passata ormai alla Chiesa universale!

Anthony Cilia
   

Un instancabile apostolo del Vangelo

È giunto alla canonizzazione in Piazza San Pietro, il 3 giugno 2007, assieme ad altri tre, il beato Giorgio Preca (12 febbraio 1880 – 26 luglio 1962), sacerdote maltese che per tutta la sua vita ha operato nella sua isola.

Giovanissimo sacerdote, raccolse intorno a sé un gruppo di giovani laici, che formò alla fede cattolica e con i quali diede inizio, nel 1907, alla Societas Doctrinae Christianae: era una novità mandare dei laici per insegnare al popolo, mediante una catechesi articolata Don Giorgio Preca.e capillare nelle parrocchie. La Societas ebbe inizialmente, quasi per uno scherzo, il nome di "museum", acrostico che sta per "Magister utinam sequatur Evangelium universus mundus" (Maestro, che il mondo intero segua il Vangelo). Missione della Societas era la formazione cristiana, soprattutto dei giovani, con la particolarità di sentire spiegare il Vangelo da altri giovani, vestiti come gli altri, restando laici. Un’intuizione che anticipa il decreto Apostolicam actuositatem del Vaticano II. Sente fortemente l’esortazione di Paolo a Timoteo: «Le cose che hai udito da me, in presenza di numerosi testimoni, trasmettile a persone fidate, le quali siano in grado di ammaestrare a loro volta anche altri» (2Tim 2,2).

La Societas ebbe l’approvazione nel 1932, dovendo attraversare difficoltà e ostacoli come ogni fondazione. Centrale nella spiritualità della Societas è la teologia dell’incarnazione: il suo motto è diventata la frase giovannea «Verbum Dei caro factum est».

Don Giorgio Preca, che divenne anche terziario carmelitano ed ebbe una devozione particolare per la Madonna del Buon Consiglio (lui stesso e i membri dell’opera portavano lo scapolare), fu un apostolo instancabile del Vangelo, predicato in innumerevoli conferenze (senza muoversi mai da Malta!), consigliere spirituale ricercato e divulgatore della Parola di Dio, che fece tradurre in maltese, oltre che autore di molti libretti divulgativi di spiritualità (oltre 150). Nel 1957 suggerì cinque nuovi misteri per il rosario, che chiamò "misteri della luce". La Societas prese piede anche in alcuni Paesi all’estero e dispone di una tipografia propria a Malta, la Veritas Press.