Madre di Dio

 

N. 7 luglio 2007

  Maria nell'arte miniata - 7

  Maria una presenza per ogni tempo

Amici lettori

Fatima nella mariologia del XX secolo
    
Stefano De Fiores

La Dormizione di Maria
    
George Gharib

Consacrazione a Cristo per mezzo di Maria
    Giuseppe Daminelli

Anticipatore lontano dei misteri della luce
  
 Anthony Cilia

La "donna" Maria tra gnosi e femminismo
    
Bruno Simonetto

Maestra di vita cristiana
    
Alberto Rum

Apparizioni: una sfida per la ragione
    
Vincenzo Vitale

Beata Vergine Maria del monte Carmelo
    
Sergio Gaspari

Maria e la passione e morte del Figlio
    Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

 Dentro la folla portando Dio nel cuore
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Giancarlo Rocca

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 7 luglio 2007 - Copertina

 

 

 

 

 Portogallo - I più importanti Santuari mariani della Nazione

  

Portogallo, "terra di Santa Maria"
  

II Portogallo, "terra di Santa Maria", vide gareggiare i suoi re e il suo popolo nella devozione alla Madre di Dio fin dai primordi della sua storia di nazione libera e indipendente.

La storia del Portogallo iniziò nel secolo X con la creazione della contea di Portogallo da parte di Alfonso VI di Castiglia e la sua assegnazione a Enrico di Borgogna. Il figlio di Enrico, Alfonso I Henriquez, nel 1139 divenne il re di Portogallo e s’impegnò costantemente a promuovere il culto alla Vergine, fondando e dedicando anche il celebre monastero cistercense di Alcobaça. Durante il suo regno i musulmani furono scacciati da Lisbona, anche se l’unità territoriale del Portogallo fu raggiunta solo nel 1248.

La storia del Portogallo s’intrecciò spesso nel corso dei secoli con quella della Spagna, l’unico Stato confinante; e la convivenza fra le due nazioni non fu mai agevole.

Nella seconda metà del 1300, per esempio, il regno di Castiglia stava per impossessarsi del Portogallo. Nella battaglia di Aljubarrota (1385) il piccolo esercito portoghese, guidato dal giovane Nuno Álvares Pereira (poi fattosi carmelitano e venerato come beato), riportò un’insperata vittoria sulle preponderanti forze castigliane. Essa venne attribuita all’intercessione della Vergine, cui si era fatto voto di erigere una grande chiesa sul luogo della battaglia. La promessa venne prontamente mantenuta e ne scaturì un capolavoro gotico, il santuario di Batalha, dedicato a Nostra Signora della Vittoria, nei pressi di Fatima.

Veduta notturna del santuario di Fatima, il più famoso del Portogallo per le apparizioni cui è legato.
Veduta notturna del santuario di Fatima, il più famoso del Portogallo per le apparizioni cui è legato.

Maria "Stella del mare", "Stella della vita"

La figura della Vergine fu sempre presente in questo periodo di grande splendore. Già Enrico il Navigatore (1394-1460) aveva fatto costruire a Belem, all’uscita dal porto di Lisbona, una hermita, ovvero una chiesetta mariana, che poi alla fine del secolo XV sarebbe stata sostituita da quel gioiello di arte tipicamente portoghese che è il santuario dos Jeronimos: egli volle così porre le imprese marinare della nazione sotto la protezione della Stella del mare. Vasco da Gama e la sua ciurma si prepararono alla loro memorabile impresa con pellegrinaggi e preghiere alla Vergine. Egli recava con sé una statua mariana che suscitò l’interesse del re di Calicut, ma che si rifiutò di cedere perché la riteneva una salvaguardia necessaria per il viaggio di ritorno.

Ma la devozione mariana dei grandi navigatori portoghesi è stata una costante: Vasco da Gama (1469-1524), Alvares Cabral (1476-1520), Alfonso de Albuquerque (1453-1515), Ferdinando Magellano (1480-1521), e altri, prima dell’inizio delle loro imprese, s’inginocchiavano a Belém, dove s’innalzava una statua di Maria, per promettere alla Vergine di portare il suo culto in tutte e cinque le parti del mondo.

Con uomini di così integra fede cristiana e mariana, accompagnati e sostenuti da santi missionari, l’Africa, l’India, il Brasile e altre lontane regioni poterono ricevere il messaggio evangelico e godere della dolce presenza della devozione mariana con costruzione di monasteri, chiese, altari e statue in onore della Vergine.

Di ritorno in patria, essi scioglievano i loro voti, contribuendo così alla fioritura sempre più rigogliosa della pietà popolare. Infatti, la Stella del mare per i Portoghesi era già dagli inizi della loro cristianizzazione la Stella della vita. Il nome di Maria era il preferito dai genitori per le loro figlie, a volte con l’aggiunta di qualche mistero mariano, come: Maria della Concezione, dell’Annunciazione, dell’Assunzione. E veniva dato a strade, piazze, montagne, promontori, isole e soprattutto a chiese parrocchiali e cattedrali.

L’apice della potenza coloniale portoghese coincise con l’annessione del Brasile all’impero, durante il regno di Giovanni III il Pio (1521-1557). Seguì un periodo di decadenza e una crisi dinastica causata dalla morte prematura del re Sebastiano (1578). Approfittando di tale occasione, la Spagna sottomise il Portogallo, che poté riacquistare la propria indipendenza solo nel 1640. Anche questa volta, come due secoli e mezzo prima, il ritorno all’indipendenza venne attribuito all’intercessione della Vergine. Nel 1644 Giovanni di Braganza depose ai piedi della Madonna la corona regale, che non sarebbe mai più stata cinta né da lui né da suoi successori. Da quel momento la vera Padroeira (Signora) del Portogallo sarebbe stata Maria. A solennizzare questo atto, due anni dopo, fece seguito il voto nazionale di difendere, fino al sangue, la dottrina dell’Immacolata Concezione. A ricordo di questo avvenimento fu fondato il santuario di Vila Viçosa, dedicato appunto all’Immacolata e considerato come il Solar da Padroneira, ossia il palazzo regale della "sovrana" del Portogallo.

Monastero dos Jeronimos, a Belem, vicino a Lisbona: un gioiello dell'arte portoghese della fine del XV secolo.
Monastero dos Jeronimos, a Belem, vicino a Lisbona: un gioiello dell’arte portoghese della fine del XV secolo.

Storia e fervore di altri tempi; anche se il Portogallo, in fondo, ha sempre conservato – ancora prima delle apparizioni di Fatima – questa sua anima profondamente religiosa e mariana.

Infine c’è la recente storia di Fatima, a tutti nota: ne ricordiamo solo i dati fondamentali. Il 13 maggio 1917 la Madonna apparve ai tre cuginetti pastorinhos: Lucia, Francesco e Giacinta. Le apparizioni si ripeterono, alla presenza di folle sempre crescenti, il 13 dei mesi successivi, fino a ottobre. La Vergine chiese preghiere e penitenza per la conversione dei peccatori e in particolare per la conversione della Russia. Forse nessun’altra apparizione è stata così connessa agli eventi storici e alle sorti della pace come in questo caso; il suo messaggio è rimasto quindi drammaticamente attuale nelle vicende storiche del XX secolo, anche a prescindere dall’intensità del movimento spirituale che da Fatima prese ispirazione, e senza dire delle peregrinatio Mariae che hanno visto la Vergine di Fatima pellegrina per le vie del mondo.

La Vergine di Fatima, dunque, come liberatrice dal "peccato originale" della modernità atea e in parte scristianizzata, che non annuncia la fine del mondo ma invita a redimersi. È questo, in fondo, il significato del messaggio del segreto di Fatima che ci è stato rivelato compiutamente il 13 maggio del 2000, consentendoci di leggervi la Via crucis del XX secolo.

Così anche Fatima, con i segreti, i miracoli, la santità dei suoi pastorinhos (Francesco e Giacinta, già beatificati da papa Giovanni Paolo II, e suor Lucia, veneratissima), e i tanti fatti straordinari che ogni autentica apparizione della Madonna rievoca, rinvia al Vangelo e alle parole che Maria, rivolta agli inservienti, pronunciò alle nozze di Cana: «Fate tutto quello che egli, Gesù, vi dirà». La Madonna, nelle sue apparizioni e con i suoi messaggi di Fatima, è venuta a ricordarcelo.

I principali Santuari del Portogallo

Tanti, e molto importanti per la storia religiosa della nazione, sono i santuari mariani del Portogallo. Ne elenchiamo alcuni tra i principali: Nostra Signora di Fatima a Fatima, Nostra Signora Assunta ad Alcobaça, Santa Maria della Vittoria a Batalha, Nostra Signora del Monte a Madeira, Nostra Signora della Concezione a Vila Viçosa.

Processione con la statua della Madonna di Fatima durante il viaggio di Giovanni Paolo II in Portogallo.
   Processione con la statua della Madonna di Fatima durante il viaggio di Giovanni Paolo II in Portogallo.

1 –  "Nostra Signora di Fatima"– Fatima

Fin dalla sua prima apparizione alla Cova da Iria, verso il mezzogiorno di domenica 13 maggio 1917, la "Signora della luce" rivelò ai tre pastorinhos che il suo paese era il cielo, ma che sarebbe venuta a parlare e a pregare con loro per i peccatori, per sei volte, il 13 di ogni mese, alla medesima ora; in ottobre avrebbe rivelato il suo nome ed espresso i suoi desideri. Intanto, già nelle apparizioni intermedie la Vergine fissava i punti sostanziali del suo messaggio: preghiera e penitenza per i peccatori, devozione al Cuore immacolato di Maria, fedeltà alla legge di Dio per evitare all’umanità altri castighi, denuncia della diffusione degli orrori della Russia atea e delle persecuzioni contro la Chiesa e il Santo Padre, epilogo trionfale del cuore di Maria, con una nuova era di pace mariana.

Il 13 ottobre 1917, sesta e ultima apparizione, nonostante la pioggia insistente, una folla immensa di circa 70.000 persone poté assistere alla miracolosa "danza del sole" e conoscere, mediante i veggenti, che la «bella Signora» apparsa era la Madonna del Rosario, che voleva in quel luogo una cappella in suo onore.

Da allora incominciarono da tutte le regioni del Portogallo pellegrinaggi regolari il giorno 13 di ogni mese, specialmente da maggio a ottobre, e si verificarono in continuità miracoli fisici e morali, strepitosi e stupendi.

Ma, prima di arrivare alle grandi realizzazioni attuali del complesso del santuario, fu necessario superare parecchie tempeste: comizi di propaganda anticlericale e di protesta, profanazioni, saccheggi, persecuzioni da parte della massoneria, per la quale Fatima era una commedia ridicola; la cappella, sorta in brevissimo tempo, non trovò all’inizio un prete che la benedicesse.

Solo dopo diversi anni, a partire dal 1930, l’annuale pellegrinaggio nazionale del 13 maggio non ha segnato mai arresti o stanchezze; anzi, ha brillato per il crescendo continuo, spiegabile solo facendo riferimento a una fede appassionata e a un amore senza limiti per la Vergine Maria. Infatti, fin dalla vigilia, tutte le strade e i sentieri di campagna e di montagna sembrano trasformarsi in fiumi per riversare nella Cova da Iria un’autentica fiumana di pellegrini. Sono processioni interminabili di gente di ogni età e condizione sociale che a piedi, a cavallo, in carrozza, in camion, in pullman, in automobile, alterna la recita del rosario al canto di inni mariani.

Fatima è davvero un santuario unico nel suo genere, forse meno eclatante ma non meno suggestivo di Lourdes.

Il maestoso monastero di Alcobaça, la cui chiesa è dedicata all'Assunta; l'abbazia fu fondata nel 1552.
Il maestoso monastero di Alcobaça, la cui chiesa è dedicata all’Assunta; l’abbazia fu fondata nel 1552.

2 –  "Nostra Signora Assunta" Alcobaça

Alcobaça deriva il suo nome dai due fiumi, l’Alcoa e il Baça, che bagnano la valle in cui è situata la celebre abbazia cistercense di Santa Maria con la grandiosa chiesa dedicata all’Assunta. Fu fondata verso il 1552 dal re Alfonso Henriquez, in riconoscenza alla Vergine per la presa di Santarem ai Musulmani.

Nel Medioevo Alcobaça fu popolata da centinaia di monaci, che tenevano la prima scuola pubblica del regno. L’abate era uno dei più alti dignitari del Paese: donatario della corona, grande elemosiniere, consigliere del re, governatore di tredici città, tre porti di mare e due castelli. Il monastero è il primo edificio gotico portoghese e la chiesa è stata definita la più perfetta e maestosa che i monaci cistercensi abbiano eretto in tutta l’Europa.

Nell’ultima galleria del Chiostro del Silenzio una nicchia custodisce la statua policroma di Nossa Senhora da Alcobaça, del XVI secolo.

Alcobaça, una volta popolata da centinaia di religiosi, ha avuto un’importanza politica e culturale enorme, soprattutto nel Medioevo, quando i suoi monaci non solo venivano chiamati a ricoprire importanti cariche pubbliche, ma curavano l’istruzione e promuovevano l’agricoltura e le arti. I monaci non ci sono più da tempo; ma il luogo è rimasto intatto, testimone della fede e delle glorie dei tempi eroici di storia e di fede del Portogallo.

Gli elegantissimi sepolcri di Ines de Castro e di Pietro I all'interno del monastero di Alcobaça.
Gli elegantissimi sepolcri di Ines de Castro e di Pietro I all’interno del monastero di Alcobaça.

3 – "Santa Maria della Vittoria"– Batalha

Il monastero di Santa Maria della Vittoria (o della Battaglia) non è un santuario vero e proprio, ma un edificio sacro costruito ex voto da Giovanni I, che aveva fatto voto, il giorno della battaglia d’Aljubarrota (14 agosto 1385) d’innalzare un monastero in onore di Maria se fosse riuscito vittorioso contro l’esercito castigliano, tre volte superiore di quello portoghese.

Alla chiesa originaria vennero aggiunte due altre costruzioni per le sepolture dei reali; particolarmente famose sono le cappelle incompiute, la cui parte esterna non fu in effetti ultimata.

Il pellegrino che si reca al santuario rimane stupito nel vedere un complesso gotico che è il più bel monumento religioso di tutto il Portogallo. Raramente lo stile fiammeggiante è arrivato a realizzare raffinatezze così affascinanti: una selva pittoresca di pinnacoli, cuspidi, guglie, decorazioni e merletti di pietre di un calcare molto fine e dorato, che limitano le modanature o si assottigliano e si stagliano sulla volta.

Sul portale ovest della chiesa si gode la bella vista di un centinaio di figure, tra cui Mosè e i profeti, e, nelle curvature, santi, angeli, re, papi, martiri. Nel timpano domina Cristo, circondato dai quattro evangelisti, e nello strombo emergono i dodici apostoli.

L’insieme delle immagini, lo slancio della navata, dai pilastri alti più di trenta metri, e la mirabile perfezione della volta a crociera portano d’intuito alla preghiera. Inoltre, sulla destra rispetto all’entrata, s’innalza la Cappella del fondatore, al centro della quale giace la tomba del re Giovanni I il Grande (morto nel 1443) e della regina Filipa di Lencastre (1416). Nella Sala del Capitolo, dal 1921 è stata collocata la tomba del Milite Ignoto, rappresentata da due soldati portoghesi, l’uno della campagna di Francia e l’altro della campagna d’Africa.

Per tutti questi motivi l’edificio sacro di Batalha, che testimonia la protezione di Maria verso il Portogallo e la gratitudine di questa nazione verso la Madre di Dio, richiama pellegrini e turisti durante tutto l’anno, come a un vero e proprio santuario mariano.

L'elegantissimo gotico del monastero di Batalha, con il suo gioco di pinnacoli, cuspidi, decorazioni e guglie.
L’elegantissimo gotico del monastero di Batalha, con il suo gioco di pinnacoli, cuspidi, decorazioni e guglie.

4 – "Nostra Signora del Monte"– Madeira

Nell’isola portoghese di Madeira, situata a nord delle Canarie spagnole, si venera Nostra Signora del Monte. La cappella primitiva, fatta costruire su un’altura nel 1470 dal figlio di un compagno di Giovanni Gonçalves Zarco, il primo ad approdare nell’isola nel 1419, fu dedicata a Nostra Signora dell’Incarnazione. La cappella, nel secolo XVIII, fu interamente ricostruita e si trasformò in chiesa parrocchiale. Per la sua posizione in collina appena fuori Funchal, divenne centro di pellegrinaggi. La statua ebbe allora il nome di Nostra Signora del Monte e legò a sé tutti gli isolani, che andavano a prostrarsi ai piedi della dolce Signora per affidarle dolori e speranze e chiederle aiuto e conforto nelle epidemie, nelle incursioni dei pirati, nelle inondazioni e durante i tempi di siccità.

Nel 1803, dopo una disastrosa alluvione che causò più di seicento morti nella zona meridionale dell’isola, fu organizzato un grande pellegrinaggio penitenziale, partecipato dal clero, dalle autorità civili e da tutto il popolo. Su richiesta del vescovo diocesano, il 21 giugno dell’anno successivo, papa Pio VII proclamò Nostra Signora del Monte patrona dell’isola e fissò per il 9 ottobre di ogni anno la commemorazione liturgica del terribile evento.

Nella festa annuale del 15 agosto parecchie migliaia di fedeli si muovono da tutto l’arcipelago per recarsi in pellegrinaggio al santuario, accompagnati col cuore da tutti i figli di Madeira, dispersi nelle varie parti del mondo.

L'interno del santuario di Vila Viçosa; divenne santuario dopo la riacquistata indipendenza dalla Spagna (1646).
L’interno del santuario di Vila Viçosa; divenne santuario dopo la riacquistata indipendenza dalla Spagna (1646).

5 -  "Nostra Signora della Concezione"– Vila Viçosa

Il santuario di Nostra Signora della Concezione a Vila Viçosa è situato a 422 metri d’altitudine. Sembra che la prima chiesa sia stata costruita verso la fine del XIV secolo dall’eroe della battaglia di Aljubarrota (1385), il beato Nuno Alvarez Pereira. L’attuale edificio sacro, che s’innalza nella cinta del Castello, risale al 1572. Furono i re della dinastia di Braganza a darle dignità di santuario e a dedicarlo all’Immacolata Concezione. Infatti Giovanni IV nel 1646, in ringraziamento alla Vergine per la riacquistata indipendenza, proclamò in tale chiesa l’Immacolata patrona del regno, offrendole la corona regale e impegnandosi per sé e per i suoi successori a pagare un annuo tributo di sudditanza. Giovanni VI, già confratello degli "Schiavi della Concezione", con decreto del 6 febbraio 1818, istituì l’Ordine militare della Concezione e ne stabilì la sede nella Cappella reale di Nostra Signora della Concezione di Vila Viçosa. Così questa chiesa di Nossa Senhora da Conceiçao divenne El solar de la Padroeira (la Casa della Patrona).

Vila Viçosa è un centro turistico molto interessante e il suo santuario è sempre frequentato.
    

   Cartina topo-geografica dei Santuari del Portogallo